
L’Autorità Portuale ha diffuso i dati del traffico portuale relativi ai primi cinque mesi dell’anno con annessa previsione estesa al semestre (quest’ultima basata sui dati provvisori del Port Community System). Ci asteniamo per ora dal commentare le previsioni semestrali in quanto si tratta di dati suscettibili di successivo assestamento a volte anche rilevante. Ad esempio le previsioni basate su PCS diffuse lo scorso mese ipotizzavano un aumento del dato container misurato in TEUs relativo al mese di maggio 2026 rispetto al maggio 2025 pari al +6,4%. Il dato definitivo appena diffuso è invece negativo: -4% rispetto al maggio dello scorso anno.
Il dato a nostro avviso più rilevante per il periodo gennaio-maggio 2026 è che l’intero differenziale positivo rispetto al periodo gennaio-maggio 2025, quantificato in 586.579 tonnellate di merci e materiali, in realtà deriva tutto dal GNL ricevuto dal rigassificatore. Lo afferma il Servizio di Analisi e Statistica dell’Autorità Portuale nelle note di commento che accompagnano il prospetto statistico. È infatti quantificato in 600mila tonnellate il GNL scaricato dalle metaniere per la rigassificazione da parte della BW Singapore. Nel periodo gennaio-maggio 2025 non era stato movimentato GNL da parte del rigassificatore, in quanto il primo carico commerciale (proveniente dagli Stati Uniti) in assoluto è stato ricevuto nel mese di giugno 2025.
Dire che lo avevamo già detto, a volte, può sembrare inutilmente polemico. Ma è invece per aiutare a non incorrere in clamorosi errori di valutazione che ci preme ribadirlo (“Porto: i numeri non tornano e le criticità restano“, 12 maggio 2026): «A dispetto dei titoli giornalistici non c’è alcuna crescita nei traffici del porto di Ravenna. Si conferma quanto già notato nel 2025: a fare la differenza nelle statistiche non è l’operatività del porto ma l’entrata in funzione all’incirca un anno fa del rigassificatore davanti a Punta Marina. La decisione di includere nei dati portuali gli scarichi effettuati presso un terminale che nulla c’entra con il porto (e con il lavoro che in esso si sviluppa), “falsa” i risultati per un confronto storico, se lo si limita alla voce “totale merci” movimentate del periodico report statistico».
Per l’Autorità Portuale può essere diverso: il rigassificatore significa più appalti da amministrare, più entrate per l’Ente e per alcuni dipendenti, ricadute pubblicitarie. Ma il porto non si esaurisce con l’Ente porto e, soprattutto, l’organico dell’AdSP è solo una frazione di quella numerosa collettività che del porto vive. È bene comprendere che, al momento, gli importanti lavori che in questi anni hanno interessato il porto, quello vero, non si sono (ancora?) convertiti in aumento dei traffici. Vedremo nei prossimi mesi se cambierà qualcosa con ordinanze della Capitaneria di Porto che, progressivamente, consentono a navi di maggiore pescaggio di accedere a determinate banchine. Restano però dei vincoli ineludibili: i limiti dei fondali fuori dalle dighe e quelli rappresentati dalla curva di Marina e dagli elettrodotti di Terna. Resta anche da capire a cosa dovrebbe servire il chilometro di nuove banchine che ostinatamente è stato costruito di fronte ai terreni di Sapir con la giustificazione di un nuovo terminal container scomparso (giustamente) dagli obiettivi immediati della stessa Sapir. Per i vincoli sopraddetti, obiettivi strategici che impongano di inseguire il gigantismo navale non sono perseguibili.
Come Ravenna in Comune in altra sede (“L’insostenibile porto di Ravenna“, 11 marzo 2026) abbiamo enumerato le criticità che si trova davanti il porto di Ravenna nel perseguire un futuro sostenibile. Qui ci limitiamo ad aggiungere che anche per gli abbagli statistici si può andare a sbattere. E poi ci preme ricordare che i traffici di armamenti non possono e non devono rappresentare una via d’uscita. E che i numeri del rigassificatore servono solo a gonfiare le statistiche (oltre alle tasche di pochi privilegiati). Il porto di Ravenna e chi ci lavora meritano ben altro che di essere al servizio della speculazione fossile e dei trafficanti d’armi.
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Effetto rigassificatore sul porto di Ravenna
Fonte: Rai News del 4 luglio 2026
