
A dispetto dei titoli giornalistici non c’è alcuna crescita nei traffici del porto di Ravenna. Si conferma quanto già notato nel 2025: a fare la differenza nelle statistiche non è l’operatività del porto ma l’entrata in funzione all’incirca un anno fa del rigassificatore davanti a Punta Marina. La decisione di includere nei dati portuali gli scarichi effettuati presso un terminale che nulla c’entra con il porto (e con il lavoro che in esso si sviluppa), “falsa” i risultati per un confronto storico, se lo si limita alla voce “totale merci” movimentate del periodico report statistico.
Ieri l’Autorità Portuale ha resi pubblici i dati “ufficiali” delle movimentazioni del porto di Ravenna nel primo trimestre dell’anno anche se, curiosamente, il comunicato (parimenti “ufficiale”) dell’Ente Porto non ne fa cenno. Si preoccupa invece di segnalare le previsioni “ufficiose” per aprile che, in realtà, vedranno la luce solamente tra un mese. Che dipenda dal fatto che la stima per aprile è di un risultato positivo rispetto ad un marzo negativo? Il fenomeno non è nuovo. Da quando esistono i Presidenti delle Autorità Portuali (tutte) hanno sempre cercato di intestarsi i risultati del sistema portuale di riferimento nonostante il ruolo marginale esercitato da questo tipo di enti sull’andamento dei traffici. Fermo restando, invece, l’eventuale condizionamento negativo rappresentato dalla mancata esecuzione delle manutenzioni. Fenomeno che per lungo tempo ha colpito lo scalo di Ravenna e che speriamo si possa declinare da ora in avanti solamente al passato. Ed intestarsi i risultati per i presidenti significa “gioire” su tutti gli organi di stampa quando il segno è più e “passare in sordina” il segno meno.
Più seriamente, se “depuriamo” il dato del trimestre gennaio-marzo 2026 dall’incremento apportato dagli scarichi delle metaniere attraccate al rigassificatore, il risultato del confronto con lo stesso periodo dello scorso anno è negativo. L’apporto del rigassificatore è del resto riconosciuto dall’AdSP-MACS (Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, ossia il nome assegnato per legge dell’Autorità Portuale di Ravenna) nel commento che si trova sul suo sito: «Nel periodo gennaio-marzo 2026, per quanto riguarda i prodotti petroliferi, sono state movimentate 1.088.152 tonnellate, oltre 417mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+62,2%), con un mese di marzo anch’esso molto positivo (+70,7%) rispetto allo stesso mese del 2025. Il tutto grazie anche alle navi che hanno attraccato al rigassificatore». Per il segmento “Prodotti petroliferi gassosi, liquefatti o compressi e gas naturale”, che comprende anche il GNL rigassificato dalla BW Singapore, infatti, l’incremento rispetto al primo trimestre del 2025, quando il rigassificatore non era operativo, è stato del +288,8%!
Verificheremo a fine anno se l’aumento dei pescaggi per il naviglio in ingresso e uscita al/dal porto (quello vero), di cui ha preso atto la Capitaneria di Porto in apposita ordinanza, avrà portato qualche variazione, ma a tutt’oggi, a dispetto dei “parappapà” dell’Autorità Portuale e del terrificante quantitativo di risorse pubbliche spese nei lavori, i numeri “non tornano”. Nonostante la realizzazione di un chilometro in più di nuove banchine, nuovi escavi e rinnovo di accosti, nel corso dell’ultimo decennio il porto (quello vero) non ha conosciuto grosse variazioni, movimentando ogni anno tra 25 e 27 milioni di tonnellate (salvo che per quel 2020 condizionato negativamente dalla pandemia). Con buona pace del marketing del presidente di turno, ossia le veline che tutti gli organi di informazione riportano acriticamente come fosse “vangelo”, di sostanza ce n’è poca per confermare un presunto “trend di crescita”. Di ombre sul porto, in verità, se ne allungano molte. E sono quelle che hanno condotto Ravenna in Comune a denunciare l’insostenibilità del nostro porto, traffici d’armi compresi (L’insostenibile porto di Ravenna, 11 marzo 2026). Continueremo ad occuparcene, sperando per il bene della collettività ravennate che intanto il Sindaco trovi il tempo per dare un colpo di telefono al dottor Benevolo. Mettere mano mano alle criticità che gli abbiamo segnalato per dare un futuro al nostro scalo e alla collettività che ci vive non dovrebbe essere solo una nostra preoccupazione…
[nell’immagine: a sx il porto di Ravenna con le dighe tra Porto Corsini e Marina di Ravenna; a dx il rigassificatore davanti a Punta Marina]
#RavennainComune #Ravenna #porto
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Porto di Ravenna, traffici in forte crescita: ad aprile +32% e record storico di carico
Fonte: Ship Mag del 10 maggio 2026
