L’INAZIONE E’ COMPLICITA’ NEL GENOCIDIO

Ieri, 12 maggio, il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna ha emesso il seguente comunicato:

«Grazie alla segnalazione di un lavoratore del porto, sappiamo che attualmente nel porto di Ravenna sono presenti 16 sacchi di materiale refrattario destinato ad una acciaieria in Israele che fornisce l’esercito israeliano!!

Si tratta di materiale proveniente dall’Austria, e trasportato via camion su 16 pallet da 1.250 kg per un totale di 20 tonnellate, in direzione Israele.

Sarà caricato nel Terminal container di Ravenna probabilmente nella nave MSC Madison II.

La destinazione è l’acciaieria Hod assaf metals, con stabilimenti a Kiryat Gat, che opera come fornitore certificato del Ministero della Difesa israeliano e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), specializzata in prodotti in acciaio durevoli e ad alta sicurezza.

Come Coordinamento popolare chiediamo immediato blocco e ispezione del carico, lo stop ad ogni invio di materiali a Israele dove il confine tra militare e civile è troppo labile per garantire il controllo.

Oggi pomeriggio abbiamo fatto una segnalazione alla Guardia di Finanza e chiesto ispezione.

Abbiamo chiesto di controllare se è stato rispettato il regolamento dual use Europeo e se è stata fatta la procedura catch all.

In generale chiediamo embargo totale e lo stop a ogni traffico verso Israele!

Il porto di Ravenna non deve più essere complice di genocidio e occupazione!».

Recentemente il Sindaco, rispondendo ad una domanda della giornalista Linda Maggiori, ha scaricato sui lavoratori portuali la responsabilità di controllare il transito di armamenti e esplosivi verso Israele. E sulla base di questo ha dichiarato alla conferenza stampa di presentazione di Deportibus che «dopo quanto accaduto nell’autunno scorso non mi risulta che ne siano transitati altri». 

Ora i lavoratori del porto segnalano che i traffici per rifornire la macchina bellica di Israele in realtà continuano. Non c’è maggior cieco di chi non vuol vedere, non c’è maggior sordo di chi non vuol sentire. Apra occhi e orecchie Sindaco, perché armamenti, esplosivi e materiali dual use stanno transitando dal porto di Ravenna senza che nessuno faccia nulla per fermarli. Eppure era stato proprio il Sindaco a dire:

«C’è sempre una parte dalla quale stare e L’Emilia-Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi, non quella dei Governi criminali e delle organizzazioni terroristiche. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica».

Come Ravenna in Comune siamo d’accordo col Sindaco: continuare a chiudere occhi e orecchie davanti a quanto accade nel porto di Ravenna è un’azione politica. Si chiama complicità in un genocidio.

[l’immagine del carico destinato ad Israele è fornita dal Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna]

#Ravenna #RavennainComune #genocidio#Gaza #Palestina

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«A Ravenna sedici sacchi di materiale destinati a un’acciaieria israeliana che rifornisce l’Idf»

Fonte: Ravenna & Dintorni del 12 maggio 2026

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