LA FRUTTA AVVELENATA DEL RIGASSIFICATORE

Non si possono contare assieme le pere con le mele. È una regola importante in matematica. In politica invece sì. Prendiamo le pere, cioè i 17 milioni di euro che costerà in più la diga di circa un chilometro che in mezzo al mare è indispensabile per l’operatività in sicurezza del rigassificatore di SNAM. Ora, ci viene detto, il costo complessivo di un’opera che nel progetto iniziale nemmeno era prevista è arrivato a 217,2 milioni di euro. A questa deve aggiungersi il costo della BW Singapore, quello del nuovo terminal marino, quello dei dragaggi in mezzo al mare, quello delle tubazioni di collegamento a terra e quello delle tubazioni di terra, quello della stazione di terra. Siamo tra il miliardo e due ed il miliardo e trecento milioni di euro senza contare i costi per la dismissione a fine esercizio che nessuno a quanto ci risulta ha mai computato. Le pere, tutte le pere, non solo quelle nuove, le paga Pantalone, cioè noi.

Poi ci sono le mele, in numero pressoché uguale alle pere: 18 milioni di euro. In attesa di conoscere i dati semestrali, le mele sono il di più di ricavi che SNAM si è pappata nel primo trimestre dell’anno esclusivamente grazie al «contributo del terminale FSRU di Ravenna». Altri 46 milioni se li era pappati, sempre grazie a Ravenna, lo scorso anno. Mentre le pere le paghiamo noi, dunque, le mele del gas se le intasca tutte SNAM: le mele del 2025 (i ricavi totali) ammontano infatti a 3.885 milioni di euro.

Qualcuno si ricorda quando ci spiegavano che i rigassificatori, soprattutto quelli di Piombino e di Ravenna, erano indispensabili per la sicurezza energetica del Paese? E ci si ricorda anche che ai più duri di orecchie veniva impartita una severa lezione, poiché il gas della BW Singapore occorreva per riscaldarci d’inverno?

Nei giorni scorsi, senza alcun pudore, il Sole 24 Ore ha dato un’altra spiegazione: business. Spiega il giornale di Confindustria che si sta “finalmente” realizzando quanto voleva SNAM attraverso una «precisa architettura ingegneristica e infrastrutturale. […] Ciò consoliderà una capacità di esportazione contemporanea dal Nord Italia verso i mercati mitteleuropei fino a potenziali 14-15 miliardi di metri cubi l’anno, configurando una vera e propria rete di distribuzione continentale alimentata dalle rotte mediterranee. Già nel 2025 le esportazioni, soprattutto verso l’Austria, sono quintuplicate, arrivando a 2 miliardi metri cubi». E aggiunge: «l’avvio delle unità galleggianti FSRU di Piombino e di Ravenna ha portato la capacità di rigassificazione complessiva del Paese a 28 miliardi di metri cubi annui. Una cifra simbolica e sostanziale: equivale esattamente ai volumi di gas che l’Italia importava dalla Russia prima della guerra, garantendo un’eccedenza strutturale rispetto al fabbisogno interno da destinare proprio al mercato europeo». 

Questo vantaggio, queste mele, sono tutte per SNAM. Cosa resta a Ravenna? I rischi rappresentati dalla presenza del rigassificatore come obiettivo terroristico e come fonte, non contabilizzata, di rischio Seveso. Gli impatti ambientali dovuti al ciclo aperto e quindi alla clorazione e al differenziale termico prodotto sull’acqua del mare. L’impatto sul clima per l’effetto serra di gas e CO2. L’impatto negativo sull’economia del turismo e della pesca. Quanto al porto, si può considerarlo in positivo solo se si accreditano allo scalo, indebitamente, le navi che accostano il rigassificatore, come sta facendo l’Autorità Portuale.

E allora, se è anche vero che le pere e le mele non si possono contare assieme, come Ravenna in Comune vorremmo almeno un po’ di onestà da parte della politica locale. Da quel Barattoni che ancora pochi giorni fa, al Deportibus, rivendicava come un successo il rigassificatore vorremmo sapere per chi il rigassificatore è un successo. Faccia un po’ i conti e vedrà che, tra mele e pere, la nostra comunità non condivide per nulla i successi di SNAM. E la stessa onestà dovrebbero avere le forze politiche che in Consiglio Comunale hanno sostenuto il rigassificatore. Tutte, nessuna esclusa. Perché, al di là della metafora delle pere e delle mele, di certo il rigassificatore è il frutto avvelenato delle politiche di centrodestra e centrosinistra, bravi a rappresentare gli interessi di SNAM, ENI & co. Meno a rappresentare gli interessi della nostra comunità.

#RavennainComune #Ravenna #rigassificatore

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Ravenna, serviranno 17 milioni in più per la diga di protezione del rigassificatore

Fonte: Corriere Romagna del 1° luglio 2026

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