LA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA CONTINUA

Il 29 settembre 2021 a Ravenna era in corso di svolgimento l’OMC. La speculazione fossile era intenta a stringersi le mani e a darsi gran pacche sulle spalle, onorata e riverita dalle Istituzioni locali che le mani le stringevano pure a quelle del ministro del petrolio egiziano, grondanti del sangue di Giulio Regeni. Intanto, Greenpeace con una spettacolare azione di protesta nonviolenta richiamava i riflettori della stampa mondiale sulla truffa del CCS e sul legame tra trivelle e cambiamento climatico. Da una piattaforma ENI veniva svolti enormi striscioni con la scritta “Basta bugie di Eni, nascondere CO2 non salva il clima”.

Invece di guardare alla luna, cioè ai rischi che ENI fa correre alla possibilità umana di continuare ad abitare il pianeta, il potere colluso con la lobby del fossile ha preferito prendersela con il dito che la indicava: un processo è stato intentato alle attiviste e agli attivisti. ENI si è perfino costituita parte civile nel procedimento, chiedendo agli attivisti il risarcimento dei danni, valutati dall’azienda nell’ordine di decine di migliaia di euro. 

Ora il Tribunale di Ravenna ha smentito ENI e chi ad ENI ha retto il moccolo. Tutte e tutti 18 hanno ottenuto l’assoluzione. È una buona notizia. Ravenna in Comune si congratula con Greenpeace, con le attiviste e gli attivisti, e con tutte e tutti noi: lottare per una transizione energetica ad energie non climalteranti e rinnovabili è anche l’obiettivo di Ravenna in Comune.

La lotta per la sopravvivenza continua.

#RavennainComune #Ravenna #CO2

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ravenna notizie

Protesta sulla piattaforma Eni di Ravenna, assolti i 18 attivisti di Greenpeace

Fonte: Ravennanotizie del 16 luglio 2026

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