
Come Ravenna in Comune siamo assolutamente garantiste e garantisti. Pertanto, nel rispetto della Costituzione, che all’articolo 27 stabilisce che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, non rinominiamo ancora il Popolo della Famiglia come Popolo del Falso. Ci limitiamo a registrare la curiosa coincidenza per cui il portavoce locale del partito nonché segretario nazionale, Mirko De Carli, è da tempo impegnato in processi per truffa. E il Presidente del partito, Mario Adinolfi, per truffa è stato pure appena arrestato.
Si legge sul sito del partito: «Il Popolo della Famiglia mira a superare i vecchi schemi destra-sinistra e le ideologie ottocentesche, non più in grado di rappresentare le aspirazioni dei popoli. Oggi la battaglia vera è tra il falso e il vero». Probabilmente è poiché per meglio combattere il nemico si deve conoscerlo che segretario e presidente sono stati accusati di truffa. «Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno». La truffa, infatti, è il primo “Dei delitti contro il patrimonio mediante frode”: art. 640 del codice penale. Chi più adatto di loro a condurre cotanto partito nella eterna lotta tra il vero e il falso?
Attendiamo la condanna definitiva prima di festeggiare. Sin da ora mettiamo comunque in fresco lo spumante per brindare a chi invocava «una grande “resistenza popolare” contro le leggi liberticide, contrarie al diritto naturale (le adozioni gay, i matrimoni egualitari, il gender nelle scuole, la liberalizzazione di qualsiasi droga, l’eutanasia etc)».
Prosit.
#Ravenna #RavennainComune #PopolodellaFamiglia
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Truffa ed evasione fiscale, agli arresti domiciliari Mario Adinolfi
Fonte: Rai News dell’8 luglio 2026
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Ravenna. A giudizio per truffa il segretario nazionale del PdF De Carli
