PIAZZA FONTANA: CHI DIMENTICA IL PASSATO E’ DESTINATO A RIVIVERLO

«Più degli sciagurati che volevano ammazzarci a me interessano i mandanti: non è possibile che le piste rosse si trasformino sempre in piste nere! Strage di piazza Fontana: il questore Guida annuncia subito la pista rossa, Pinelli e Valpreda, poi viene fuori che è una pista nera. […] Non è possibile che si tratti di episodi isolati, indipendenti l’uno dall’altro. C’è dietro un’organizzazione che assomiglia tanto a quelle di altri paesi. Ma è così chiaro che si vuol turbare l’ordine pubblico per ristabilire con la forza l’ordine pubblico! Come coi colonnelli in Grecia, coi generali in Cile. E noi non vogliamo che l’Italia diventi una seconda Grecia, un secondo Cile». Lo diceva il Presidente Sandro Pertini, il nostro Presidente, il Presidente socialista e partigiano, in un’intervista rilasciata a Oriana Fallaci in cui spiegava perché non aveva voluto stringere la mano a chi era stato questore di Milano il 12 dicembre 1969, precedentemente direttore del confino di Ventotene nel ventennio fascista. I fascisti non sono arrivati al potere adesso in Italia. Ci sono sempre stati. La differenza è che prima c’era chi faceva Resistenza. Per questo si organizzarono le stragi di Stato. Ora che si possono accettare gli inviti ai convegni di Fratelli d’Italia come se fosse l’invito ad andare al Festival di Sanremo, la strategia della tensione è diventata inutile.

Il 12 dicembre 1969 un’esplosione a Milano, all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, uccise 17 persone. Ne rimasero ferite un centinaio. Tre giorni dopo, all’elenco si sarebbe dovuto aggiungere il nome di Giuseppe Pinelli, precipitato dalla Questura durante gli interrogatori che seguirono al depistaggio di Stato che colpì gli anarchici invece dei fascisti.

Ricordare che è stata una strage fascista e di Stato è fondamentale per non perdere di vista da dove arriva Fratelli d’Italia e che radici hanno la destra e il centrodestra italiani. La strage fu il frutto della manovalanza di Ordine Nuovo con la fattiva collaborazione dei Servizi Segreti Italiani. Ordine Nuovo fu fondato da Pino Rauti, che nel 1956 promosse una scissione nel Movimento Sociale Italiano da cui proveniva. Rientrò nell’MSI subito prima della strage. Rauti e Almirante sono stati più volte lodati da Giorgia Meloni per il loro ruolo fondamentale nella destra italiana. Del resto Mussolini, per la stessa Meloni, è stato il miglior politico che l’Italia abbia avuto… E la fiamma nel simbolo del suo partito è la stessa che campeggiava nel logo missino.

Ravenna in Comune conclude questa memoria della strage fascista e di Stato di piazza Fontana con un’altra frase di Sandro Pertini: «Chi dimentica il passato è destinato a riviverlo».

[nell’immagine: i funerali in Piazza Duomo a Milano si trasformarono in una sterminata assemblea antifascista nel nome dei morti di Piazza Fontana]

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Il filo nero che lega le stragi «La verità c’è tutta. O quasi»

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