
«Difenderemo ogni centimetro di territorio NATO». Non lo ha detto un ubriaco al bar. A scambiare quello che sul trattato del 4 aprile 1949 risulta un patto di mutua difesa tra stati sovrani con un impero dotato di confini è stato il segretario generale dell’alleanza atlantica: Mark Rutte. Non sa leggere?
«Putin è il nemico pubblico numero uno dell’UE. Penso che la Russia stesse semplicemente testando le capacità non solo della Polonia, ma di tutta la Nato e dell’Ue. Voleva capire come avremmo reagito e come siamo in grado di proteggerci. Putin programma un attacco all’Europa entro tre anni». Nemmeno questo lo ha pronunciato un tossico in pieno delirio. Ad inventarsi la politica del nemico da combattere è stato il commissario della Unione Europea alla Difesa: Andrius Kubilius. Il componente della Commissione di una organizzazione sorta per favorire scambi economici tra gli Stati che vi hanno aderito nell’intento di evitare il rischio di un conflitto atomico. Non sa leggere i trattati europei?
E, tanto per iniziare, il governo Meloni chiederà all’Unione Europea 14 miliardi di euro di prestiti dal programma “Safe” per finanziare il mercato delle armi. Il programma indica come acquisti prioritari: «munizioni e missili; sistemi di artiglieria, comprese capacità di attacco in profondità di precisione; capacità di combattimento terrestre e relativi sistemi di supporto, comprese attrezzature per soldati e armi di fanteria; ecc. ecc.». Eppure la nostra Costituzione è chiarissima nel ripudiare la guerra «come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Il Governo non sa leggere la Costituzione?
Da anni poi il Parlamento Italiano a stragrande maggioranza, da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, continua ad approvare l’invio di armi all’Ucraina, Paese in guerra con la Russia, nonostante la nostra Costituzione e le nostre leggi lo vietino. Il Parlamento non sa leggere?
Dove stiamo andando? Fino a qualche mese fa ad usare il termine “nemico” in Italia con riferimento alla popolazione russa era solo, comprensibilmente, parte della comunità di espatriati ucraini. C’era anzi la presenza di cartelloni nelle principali città Italiane, tra cui Ravenna, in cui si ribadiva che «La Russia non è il mio nemico». Ora il Presidente Mattarella equipara la Russia al Reich nazista…
La propaganda ha un effetto importante nel determinare il punto di vista delle popolazioni. Non è un caso se Israele destina milioni di dollari per finanziare la reiterazione ossessiva di slogan finalizzati a ribaltare la realtà e far accettare come autentiche le menzogne con cui riveste il suo sterminio.
Fondata la Repubblica Italiana su una guerra di liberazione, è stata la pace, non la guerra, ad essere indicata come principio guida della vita democratica dalla Costituzione:
«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».
Così come loro ripetono incessantemente “guerra” per normalizzarla e portarci a conoscere quanto ha subito la generazione che ha vissuto in Italia il secondo conflitto mondiale, tocca a noi ripetere incessantemente “pace” perché il nostro Paese resti ancorato ai valori costituzionali.
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Rutte: “Difenderemo ogni centimetro del territorio Nato”
“Putin smetta di violare lo spazio aereo dell’Alleanza”
