FUORI ISRAELE DAL PORTO DI RAVENNA

Il 16 settembre, alle ore 17.30, ci troveremo a Ravenna, in Darsena di Città, dietro la stazione ferroviaria per manifestare: Fuori Israele dal porto di Ravenna. No al traffico di armi, no a Undersec. Ravenna in Comune ha aderito come tantissime altre organizzazioni politiche, associazioni, collettivi e cittadine e cittadini. Perciò saremo presenti ed invitiamo a partecipare.

Cos’è Undersec? L’Autorità portuale dice che è una «tra le numerose iniziative europee a cui partecipa da anni», un progetto sviluppato da «22 soggetti appartenenti a 11 diversi Paesi» e che ha un fine nobilissimo: «migliorare la sicurezza subacquea delle infrastrutture portuali garantendo la sicurezza di imprese, lavoratori e cittadini». Noi rispondiamo con le parole di Francesca Albanese (United Nations Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territory occupied since 1967): «Un esempio di come prospera il sistema dell’impunità: l’UE Horizon finanzia Rafael attraverso un progetto che coinvolge il Ministero della Difesa israeliano e l’Università di Tel Aviv. Tra i partner figurano diverse istituzioni, tra cui l’Autorità Portuale di Ravenna (Italia). Richiamo con urgenza le Autorità ravennati e gli altri soggetti coinvolti a concludere immediatamente questo progetto e chiedo alla Commissione UE di smettere di finanziare aziende criminali».

E di quali traffici di armi parliamo? L’Associazione Doganalisti Emilia-Romagna dice che «Israele, pur non facendo parte della Nato, ha una missione permanente nel quartiere generale dell’organizzazione a Bruxelles e ciò significa che è un nostro alleato. Come previsto dalla legge 185 del 1990, l’Italia deve quindi lasciar passare armi e armamenti». Per questo, nel porto di Ravenna, «se la documentazione è conforme, la dogana italiana non ha motivo di bloccare l’invio di armi a Israele». Noi rispondiamo con le parole di Francesca Albanese che denuncia da parte dell’Italia ma anche da parte del porto di Ravenna la «grave violazione del diritto internazionale, perché non solo non ha adempiuto agli obblighi di prevenzione del genocidio, ma ha anche continuato a trasferire armi, a fornire servizi per operazioni militari e soprattutto a dare supporto politico».

Aggrapparsi alla burocrazia, all’escamotage di una sottigliezza amministrativa, di fronte ad un genocidio in atto, alle duecentomila e passa persone che a Gaza sono state colpite, uccise e pure sepolte sotto le macerie, significa attualizzare quella banalità del male che Hannah Arendt ritrovava nella macchina nazista. Un insieme di persone che si fa ingranaggio di uno sterminio prendendosi cura della propria singola rotellina, senza badare a cosa serva la macchina dentro cui gira la rotella e al sangue che gronda dagli ingranaggi. La complicità con il genocidio si misura anche attraverso chi dice che non può sapere cosa c’è dentro un contenitore diretto ad un porto israeliano. Ricorda l’ignoranza di chi abitava nei pressi dei campi di sterminio nazista ma diceva che non poteva sapere che l’odore che gli entrava in casa era quello del vicino improvvisamente scomparso. Chi non fa niente per fermare il genocidio è complice del genocidio. Il 16 settembre partecipiamo al corteo che si dirigerà verso l’Autorità portuale.

Interrompiamo ogni legame con Israele. Facciamo di Israele il paria del mondo.

[nell’immagine, due momenti della manifestazione del 9 agosto 2025 davanti alla sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale a cui Ravenna in Comune ha partecipato]

#RavennainComune #Ravenna #porto #Israele #Palestina

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Manifestazione in Darsena: “Israele esca dal porto. Cosa passa dal terminal?”

Fonte: il Resto del Carlino del 14 settembre 2025

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Il 30 giugno un container di munizioni proveniente dalla Repubblica Ceca e diretto a Israele è transitato dal porto di Ravenna, senza autorizzazione Uama.

Ad agosto altri due carichi militari per Israele da Serbia e Romania, hanno fatto scalo prima a Venezia poi a Ravenna. Questi sono solo i transiti scoperti da inchieste giornalistiche.

Ma chissà quanti altri container di armi saranno transitati nelle navi Zim che fanno la spola Venezia Ravenna Haifa due volte al mese.

Le Dogane (dipendenti dal ministero Economia e Finanze) hanno ammesso il transito di armi verso Israele ma si celano dietro “correttezze procedurali” (in realtà violano la legge 185/90 e stiamo facendo un esposto).

È la nuova banalità del male. La burocrazia dello sterminio.

Ma come può essere ‘corretto’ armare degli assassini?

Come può essere ‘procedura’ inviare munizioni a chi perpetra un genocidio?

Il porto di Ravenna non è solo snodo di traffici di armi dirette a Israele, ma è anche partner di Undersec, progetto europeo che vede tra i partner più importanti gli israeliani: il ministero della difesa di Israele, accusato di crimini contro l’umanità, l’azienda Rafael che arma i genocidi, e l’università di Tel Aviv che nelle sue facoltà crea sensori e tecnologie per contribuire al massacro.

Undersec non è un progetto civile, le tecnologie che ne usciranno saranno usate dai comandi Nato e Frontex. Una delle tecnologie è di Rafael, un modem subacqueo in dotazione alle unità speciali dell’Idf, le stesse che hanno attaccato le navi umanitarie e i pescherecci palestinesi. E saranno gli stessi a minacciare la Sumud Global Flotilla.
Il 16 settembre s’incontreranno tutti i partners a Ravenna, in un luogo segreto e a porte chiuse.

Ma noi saremo a protestare. Dalla Darsena all’autorità Portuale.
Di fronte allo sterminio di bambini, di fronte al loro grido. Non si può restare indifferenti.

Ascoltiamo l’appello dei sindacati palestinesi. L’appello dei portuali di Genova.
Bisogna bloccare tutto.

Basta armi. E non ne passerà più nessuna da questo porto.

Basta complicità. Il porto si tolga dal progetto Undersec.

Il governo italiano la smetta di coprire il transito di armi in violazione della l. 185/90.
Blocchiamo, scioperiamo, fermiamo questa strage.

Se non lo faremo avremo perso tutti un po’ della nostra umanità.
Organizza:

Coordinamento BDS Ravenna

(movimento per il Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni a Israele)
Adesioni:

Comitato Autonomo Portuale di Ravenna

Faenza per la Palestina

Slai Cobas

Donne in Nero Ravenna

Comitato in difesa della Costituzione

La Comune

Arci brigante di Pieve Cesato

BSA Emilia Romagna

Comitato per il ritiro di ogni Autonomia Differenziata Ravenna

Resistenza Popolare Ravenna

Ravenna in Comune

Cobas

SGB – Sindacato generale di base

Rimini4Gaza

Sanitari per Gaza Ravenna – Forlì – Cesena

Coordinamento ultimo giorno di Gaza Rimini

Mani Tese Faenza

Ravenna antisfratto

Ravenna antifascista

Campagna Per il Clima – Fuori dal fossile

Rete emergenza climatica e ambientale Emilia-Romagna

Rete no Rigass no Gnl

Spartaco Ravenna

Greenpeace gruppo locale Rimini

Potere al Popolo Ravenna ed Emilia-Romagna

Rifondazione Comunista di Ravenna

Sinistra Italiana Emilia Romagna

Consulta Provinciale Antifascista di Ravenna

Coordinamento No Nato

Osa Ravenna

Circolo Italia Cuba “Vilma Espin” Ravenna

USB Emilia-Romagna

BDS Bologna

Federazione Emilia Romagna Partito dei Carc

Italia Nostra sezione di Ravenna

Giovani Palestinesi

BDS Modena

Radici Del Sindacato CGIL Ravenna

Partigiani per la pace Cesena

Associazione Femminile Maschile Plurale Ravenna

Adl Cobas

Life aps

Tôchi bellezza

RavennaStudents4Palestine

Stop Rearm Italia

Overall-Faenza Multiculturale

Legambiente Ravenna Circolo Matelda

Partito comunista italiano federazione di Ravenna

Fronte comune Faenza

Sanitari per Gaza Cesena

Udi Ravenna

Associazione Liberedonne

Risorgimento socialista Emilia Romagna

Partito comunista rivoluzionario

Rimini con Gaza

Fronte della gioventù comunista

Rifondazione comunista Cesena

Rifondazione comunista Emilia Romagna
Per adesioni coordinamentobdsravenna@gmail.com

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