ANGELA ANGELINA: LE PROMESSE AFFONDANO COME IL LITORALE

L’Angela Angelina continuerà a produrre subsidenza e il Comune non farà niente per impedirlo. Il Sindaco ha incontrato la cittadinanza di Lido di Dante e ha confermato che «l’intento del ministero, essendo il giacimento ancora attivo, è quello di prolungare l’attività estrattiva». Dunque: la concessione scade il 31 dicembre 2026; il Sindaco ha incontrato il Ministero (e anche la Regione, tanto per aggiungere qualcuno) addirittura due volte, chiedendo che non venga rinnovata; Pichetto Fratin ha risposto “ciccia”; il parere del Comune nella procedura non è richiesto; in sintesi: chiusa lì… Il Sindaco ha fatto il possibile; la piattaforma continuerà ad estrarre gas; i lidi sud continueranno a sprofondare; ma si vede che è destino. Rio e gramo, ma pur sempre, destino.

No. Non è destino. È una presa in giro e al Sindaco lo avevamo già detto lo scorso 30 aprile (“Angela-Angelina: chiusura per sempre e non per finta”): «Se dopo una decina d’anni siamo ancora qui a parlarne significa che non se n’è fatto nulla, ma almeno de Pascale aveva individuato chiaramente l’attore: ENI e non il Ministero va interpellato dal Comune per chiudere Angela-Angelina. Assumere un impegno e poi dire che dipende dal Ministero retto da Pichetto Fratin equivale ad una presa in giro. L’ennesima. Il Comune deve agire nei confronti di ENI ed è assolutamente in grado di azionare leve importanti per ottenere la chiusura di Angela-Angelina sol che non faccia semplicemente finta come ha fatto sino ad oggi. Senza la collaborazione del Comune ENI non potrebbe fare tutto quel che vuole sul nostro territorio senza incontrare ostacoli».

Facevamo anche alcuni esempi della sottomissione del Comune nei confronti di ENI:

  • ENI sta realizzando a Ravenna il suo progetto di enormi discariche di CO2 nel sottosuolo, rischioso costoso ed utile solo al paradigma estrattivista, con l’approvazione del Comune di Ravenna;
  • ENI guadagna fior di palanche dal modello di rigassificazione abbracciato anche a Ravenna dopo che lo stesso Comune lo ha richiesto al Ministero;
  • ENI riduce al minimo lo smantellamento delle piattaforme dismesse senza incontrare obiezioni da parte del Comune;
  • ENI ridimensiona da anni le attività del petrolchimico senza che il Comune dica alcunché;
  • ENI evita i costi di bonifiche “serie” realizzando sulle aree contaminate iniziative di minima con il beneplacito del Comune;
  • ENI evita di sobbarcarsi i costi del mantenimento dell’archeologia industriale senza che il Comune avanzi obiezioni;
  • ENI è un importante fattore di abbassamento del suolo ma non contribuisce ai costi affrontati dal Comune per tamponare le conseguenze.

E concludevamo: «La sostanza è che il Comune può ottenere da ENI quanto, secondo de Pascale, era stato promesso già dieci anni fa. Con le buone o con le cattive». Ricordiamo bene, anche se ora il Comune lo ha cancellato, il comunicato ufficiale rilasciato da de Pascale il 6 luglio 2017: «Ho ricevuto ieri – dichiara il sindaco Michele de Pascale – una lettera dell’amministratore delegato di Eni, ingegner Claudio Descalzi, in risposta alla mia richiesta di chiudere il prima possibile, e quindi in anticipo rispetto alla scadenza della concessione in essere (2027) la piattaforma Angela-Angelina, perché non sostenibile da un punto di vista ambientale. La risposta di Descalzi sancisce l’impegno di Eni ad attivarsi concretamente in tal senso».

Le concessioni non si rinnovano senza una richiesta del concessionario. E il concessionario è ENI. Senza una richiesta di ENI Pichetto Fratin non rinnoverebbe un bel niente. Non esigere da ENI il rispetto dell’impegno assunto formalmente dal proprio amministratore delegato di allora e di adesso vuol dire fare un favore ad ENI. Un grosso favore.

Se Angela Angelina non viene smantellata dipende dal Ministero, certo, ma soprattutto da ENI e dalla Giunta Barattoni. Dal PD, dunque, ma anche dal PRI che pure già dieci anni fa si diceva favorevole alla chiusura e da AVS che dello smantellamento dell’Angela Angelina faceva il senso stesso della presenza in maggioranza. Gli abitanti di Ravenna e soprattutto quelli di Lido Adriano e Lido di Dante non meritano di essere presi in giro mentre affondano. 

[nell’immagine: la beffa nella beffa della piattaforma colorata durante la notte rosa 2017]

#RavennainComune #Ravenna #AngelaAngelina #ENI

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I nodi di Lido di Dante: “Marabina chiusa per un mese nel tratto sotto la Classicana”. Lo ha spiegato il sindaco in un’assemblea pubblica molto partecipata. Sulla piattaforma Angela-Angelina: “Il ministero intende continuare le estrazioni dopo la scadenza di dicembre”

Fonte: il Resto del Carlino del 20 agosto 2026

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