L’assessore alla libera cementificazione, Massimo Cameliani, ha prontamente trovato le parole giuste per giustificare il nuovo cantiere per l’ennesima cementificazione. Ha detto: «Sono progetti già autorizzati che non possiamo in alcun modo interrompere. Col nuovo Pug abbiamo cambiato rotta. C’è una stretta importante sul consumo di suolo, restrittiva anche sul margine del 3% che la legge lasciava per possibili nuove urbanizzazioni». Parliamo di una speculazione edilizia nuova di zecca a Punta Marina che giusto prima di Ferragosto si è presentata alla cittadinanza tirando giù un bel pezzo di pineta.
A noi le parole di Cameliani sono suonate familiari. Le abbiamo sentite ripetere più e più volte in Consiglio Comunale. Cambiano gli assessori e i sindaci ma non le ragioni delle nuove edificazioni. C’è sempre una decisione già presa da qualche predecessore che ora non si può più cambiare. E c’è sempre un futuro all’orizzonte più radioso che mai dove il consumo di suolo si è azzerato.
Tra i tanti esempi di cui siamo stati testimoni quando sedevamo in Consiglio Comunale, ne citiamo uno a caso di sette anni fa: ottobre 2019. Invece che Punta Marina si trattava di Fornace Zarattini. Invece che Barattoni avevamo de Pascale Sindaco: «Puntiamo a ridurre drasticamente il consumo di suolo. Però esistono le leggi e vanno rispettate. Dobbiamo spiegare che vi sono progetti previsti nel piano urbanistico del 2003».
Se prendiamo il rapporto ISPRA sul consumo di suolo uscito in quell’anno, il Comune di Ravenna era ai primi posti per cementificazione. L’ultima edizione ad oggi pubblicata (2025) continua a certificare il primato. Quella che cambia, in peggio ovviamente, è la dimensione della superficie cementificata che, mentre si continuava a promettere di azzerare il consumo di suolo, è aumentata di oltre 500 ettari.
In attesa della prossima alluvione che non troverà terreni in grado di assorbirla, in attesa della prossima ondata di calore che non troverà alberi in grado di attenuarla, per Ravenna in Comune resta valido oggi quello che dicevamo allora del PD: «verdi a parole, cementificatori nei fatti».
[nell’immagine: quel che resta della pineta a Punta Marina tra via delle Sirti e via della Medusa in attesa che al posto degli alberi sorgano 24 villette ed un “bel” parcheggio]
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Polemica a Punta Marina: “Abbattere un bosco per fare spazio a villette? Inaccettabile nel 2026” In via della Medusa diversi alberi sono stati tagliati per far spazio a nuovi edifici. L’assessore: “Progetto approvato anni fa. Ma col nuovo Pug si cambia rotta”

