LO SMEMORATO DI PALAZZO MERLATO

Il Presidente del Consiglio ha conferito una delle massime onorificenze dello Stato a Francesca Albanese per “il suo esteso lavoro nel documentare e denunciare le violazioni del diritto internazionale a Gaza”. Peccato che non sia stato il suo Paese a riconoscerle il merito ma la Spagna. In Italia, invece, la Premier non solo non la difende dalle sanzioni che abusivamente e unilateralmente le sono state affibbiate dagli USA, ma ne richiede addirittura la rimozione dal ruolo di relatrice speciale dell’Onu sulle violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati. Due valutazioni tra loro opposte rispetto alle quali non abbiamo dubbi su quale condividere.

Riporta il comunicato ufficiale del Governo spagnolo che, al momento del conferimento dell’Orden del Mérito Civil da parte di Sanchez ad Albanese, “entrambi hanno concordato sull’importanza di difendere l’applicazione imparziale del Diritto Internazionale e l’indipendenza delle istituzioni multilaterali. Hanno inoltre discusso della situazione in Palestina e della necessità di una cessazione immediata delle violenze e della costruzione di una pace duratura, improntata alla dignità e all’umanità”.

Il Partito Democratico, a parole, condivide alla lettera tutto ciò. Lo abbiamo sentito ripetere anche in queste ore dalla Segretaria Nazionale Elly Schlein. Nei fatti, però, il PD non razzola conformemente a quanto predica. Lo vediamo nella pratica quotidiana a Ravenna dove il Sindaco Alessandro Barattoni, già segretario provinciale del PD, sostenuto da una maggioranza a guida PD, ha addirittura scaricato sui lavoratori portuali la responsabilità di controllare il transito di armamenti e esplosivi verso Israele. E sulla base di questo ha dichiarato alla conferenza stampa di presentazione di Deportibus che “dopo quanto accaduto nell’autunno scorso non mi risulta che ne siano transitati altri”. Ha poi scaricato su SAPIR, che peraltro controlla persino nominandone i vertici, la responsabilità di vincolarsi a non movimentare armi modificando appositamente il proprio codice etico. E anche qui ha detto: “So che SAPIR si è fatta fare un parere legale per poterlo fare”. Infine ha girato al Governo italiano (che a sua volta aveva già detto essere compito dell’Autorità Portuale di Ravenna) la responsabilità di uscire da Undersec. Tutto pur di non dar seguito alle promesse che aveva enunciato in favor di telecamere lo scorso autunno, quando sembrava imbarazzante continuare a far finta di non accorgersi del genocidio a Gaza. Poi la finta pace di Trump ha “sistemato” tutto, evidentemente, anche nella coscienza del Sindaco.

Ravenna in Comune prende l’occasione del riconoscimento spagnolo, degli impegni di Schlein (“Quando saremo al Governo la prima cosa che faremo sarà di riconoscere come Stato la Palestina”) e delle svicolate di Barattoni per tornare a domandare al Sindaco di Ravenna un segno che dia seguito a quelle sue parole che avevamo preso sul serio: “C’è sempre una parte dalla quale stare e L’Emilia-Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi, non quella dei Governi criminali e delle organizzazioni terroristiche. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica”.

Se c’è una parte dalla quale stare e quella parte non è quella di Meloni, Netanyahu e Trump, allora è quella dei palestinesi, di Sanchez e di Francesca Albanese. Ravenna in Comune torna a chiedere al Sindaco il conferimento della cittadinanza a Francesca Albanese, da lui incontrata e lodata in occasione della sua venuta a Ravenna, ed inoltre di ottemperare alle promesse dello scorso autunno:

  • evitare che armi, destinate a paesi in conflitto armato o che siano scenario di violazioni di diritti internazionali accertate da organismi internazionali, possano transitare dai terminal che Sapir ha in concessione dall’Autorità di Sistema Portuale”;
  • “inserire formalmente nel codice etico di Sapir un articolo relativo al valore della Pace, al rispetto dei diritti umani e della dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo, da promuovere verso tutti i clienti e fornitori”;
  • uscire dal progetto Undersec”.

Non creda il Sindaco che ce ne dimentichiamo solo perché se ne dimentica lui: se ha problemi di memoria, saremo la sua cura!

[nell’immagine: il Sindaco con Francesca Albanese. Barattoni incontrandola il 26 settembre scorso l’aveva elogiata e ringraziata per il suo lavoro in quanto indispensabile per tenere alta l’attenzione su ciò che accade a Gaza e in Cisgiordania]

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ravenna notizie

Armi verso Israele dal porto di Ravenna, il sindaco: “Dopo l’autunno scorso nessun container diretto a Haifa”

Fonte: Ravennanotizie del 5 maggio 2026

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Sanchez conferisce l’Ordine al Merito Civile a Francesca Albanese

Fonte: ANSA del 7 maggio 2026

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