
Ieri un lavoratore ha messo a rischio la propria vita mentre svolgeva la propria attività «in un campo di pannelli fotovoltaici nella frazione di Taglio Corelli (Alfonsine). Stando alle prime informazioni l’uomo sarebbe rimasto vittima di una violenta scossa da 15mila volt. Pare che la vittima stesse lavorando proprio sull’impianto fotovoltaico». Quella tra virgolette è la notizia riportata dalla stampa che completa l’informazione con il ricovero d’urgenza al Bufalini di Cesena.
Del resto lunedì, nei pressi di Alfonsine, un «lavoratore, secondo quanto ricostruito, sarebbe caduto all’interno di un silos, contenente materiale vegetale, da un’altezza di circa 7-8 metri». Anche in questo caso la stampa fa sapere del trasporto in elicottero al Bufalini di Cesena del lavoratore in gravi condizioni.
Non basta. La settimana scorsa è toccato a «un lavoratore marittimo che stava operando su una nave battente bandiera maltese per le manovre di attracco allo stabilimento Polimeri. Ancora da capire l’esatta dinamica dell’incidente, ma molto gravi sono le ferite riportate dal lavoratore. Secondo una prima ricostruzione il marittimo, un 65enne di nazionalità polacca, potrebbe essere rimasto intrappolato con una gamba in una cima, riportando poi traumi gravissimi agli arti inferiori». Anche per lui, riporta la stampa, immediato il ricovero in condizioni molto serie al Bufalini di Cesena.
Sembra una serie maledetta di sfortunati incidenti, invece si tratta di tre tentati omicidi che nel ravennate, solo per un caso fortuito, non si sono conclusi con la morte del lavoratore. Come si fa, del resto, a inveire contro la sfortuna se ogni giorno nel nostro comune in media una ventina di lavoratrici e lavoratori rischia la morte? Lo dicono le denunce all’Inail che, tra l’altro, danno un quadro solo parziale, in quanto restano fuori il lavoro irregolare e le attività senza copertura INAIL, come l’agricoltura. Dunque la presenza di accadimenti più gravi e perfino mortali deve considerarsi la normale conseguenza in presenza di una condotta criminale così frequente. I padroni privilegiano l’appetito dei soldi alla sicurezza e lavoratrici e lavoratori sono le vittime predestinate dell’inevitabile massacro. Altro che sfortuna!
Il 13 marzo, in occasione dell’anniversario dei 13 assassinati dalla Mecnavi, Ravenna in Comune ha detto: «Denunciamo ad alta voce come sempre abbiamo fatto l’irrilevanza in cui è tenuta la salute di chi lavora rispetto agli interessi di chi ne sfrutta il lavoro. Centrodestra e centrosinistra poco o nulla cambia in ciò. Ma Ravenna ha un’amministrazione di centrosinistra e perciò è al centrosinistra che ci rivolgiamo: cosa state facendo per dimostrare che siete diverse e diversi dal governo nazionale (di cui peraltro per anni avete fatto parte)?». Da allora nello spazio di pochissimi giorni abbiamo visto mancare di pochissimo l’appuntamento con la morte a tre lavoratori. Stiamo ancora aspettando una risposta da Barattoni & soci…
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Alfonsine, folgorato da una scossa da 15mila volt al campo fotovoltaico
