
Il 5 novembre alle ore 18.00 presso la Sala Ragazzini in Largo Firenze, a Ravenna, si svolge un incontro per la promozione di un osservatorio dal basso per il riarmo e il traffico d’armi. Il 28 novembre si è svolto un presidio nel Porto San Vitale di Ravenna in occasione dello sciopero indetto dai sindacati di base. La protesta è stata contro i traffici di armi e l’economia del genocidio di cui il porto di Ravenna è centro. Il Dossier pubblicato da Altreconomia “La flotta del Genocidio” redatto da Linda Maggiori fa il punto sull’enorme quantitativo di munizioni ed esplosivi, precursori di esplosivo, liquidi e gas infiammabili partiti dal porto di Ravenna verso Israele e altri paesi del Medio Oriente impegnati a sostenere conflitti. Dall’ottobre 2023, dall’inizio del genocidio a Gaza, si nota un aumento vertiginoso di queste spedizioni: carichi spesso scortati dalle forze dell’ordine, su disposizione del Prefetto. Eppure nella relazione annuale presentata al Parlamento questi transiti non esistono.
Il Sindaco che si è fatto bello fermando un carico diretto ad Israele, poi comunque imbarcato e regolarmente fatto arrivare a destinazione da altro porto, aveva promesso modifiche fondamentali al comportamento di Sapir, il terminalista sotto controllo pubblico. Tutto marketing senza sostanza, purtroppo.
All’incontro (organizzato dal Coordinamento No NATO dell’Emilia-Romagna e dal Partito dei Carc) interverranno:
- Linda Maggiori, giornalista (con un contributo di Weapon Watch)
- Leonardo Biguzzi, attivista per la Palestina (Sulla petizione Basta complicità)
Sono state invitate a partecipare le lavoratrici ed i lavoratori, nonché le rappresentanze sindacali e le organizzazioni che si mobilitano sul territorio per fermare il traffico d’armi. Viene lanciato, a questo proposito, un appello all’unità organizzativa.
Come Ravenna in Comune invitiamo chi condivide i ns. valori a partecipare.
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