
Ritorniamo sul tema della Palestina a causa delle ultime dichiarazioni del Sindaco in Consiglio Comunale. Negli ultimi giorni avevamo notato, con piacere, come il Sindaco avesse finalmente ritrovato la capacità di esprimersi su Gaza e dintorni. Iniziando anche a compiere alcuni atti significativi, come l’ordine impartito a SAPIR di non imbarcare due container di esplosivi con destinazione genocidio. Ancora precedente era stata una sua lettera indirizzata al Ministero dei Trasporti. Scriveva Barattoni il 2 settembre scorso:
«Gentile Ministro Matteo Salvini, le scrivo con estrema preoccupazione relativamente a diverse notizie uscite sulla stampa in queste ultime ore. In qualità di sindaco di Ravenna con delega al Porto, infatti, ho necessità di chiederle chiarimenti sulla prosecuzione della partecipazione di Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, insieme al Ministero della Difesa Israeliano, al progetto Undersec – ottobre 2023 – settembre 2026 – riguardante l’implementazione di tecnologie per la sicurezza marina e sottomarina nei porti. Credo infatti sia giunto il momento di terminare la collaborazione con un Ministero che, mentre lavora con le istituzioni europee, si macchia ogni giorno di crimini verso persone innocenti».
Il Ministro gli aveva risposto che la questione non era di sua competenza, ma della stessa Autorità Portuale. Nonostante Barattoni si fosse dichiarato insoddisfatto della risposta («La risposta del Ministro è però stata insufficiente e totalmente evasiva»), almeno sull’inappropriatezza da parte dell’Autorità Portuale di Ravenna nel continuare in un progetto che vede la collaborazione di Israele con il nostro porto pareva essere stato chiaro. Ci sbagliavamo.
Nel Consiglio Comunale di ieri, martedì 23 settembre, infatti, il Sindaco se ne è uscito fuori con la trovata che sarebbe il Ministero israeliano a dover uscire da Undersec e che l’Autorità Portuale di Ravenna farebbe bene invece a rimanervi. Undersec, come oramai noto, è un progetto europeo e l’Italia vi partecipa attraverso l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale, ovvero l’Ente porto ravennate. Correttamente il Ministro ha sottolineato l’autonomia di quest’ultimo Ente che, così come è entrato, può uscire dal progetto sol che lo voglia.
Avevamo letto però nei giorni scorsi l’interessante intervista ad Alberto Pagani, anch’egli a suo tempo segretario provinciale del PD ravennate, come Barattoni. Pagani ora si dedica alla consulenza in campo security. Richiesto di esprimersi sul progetto Undersec così ha risposto:
«Quando si tratta della nostra sicurezza credo che sia razionale rivolgersi a chi è in grado di fornire la tecnologia migliore. Siccome a Ravenna c’è uno dei rigassificatori che devono garantire la continuità e la sicurezza dell’approvvigionamento di gas alle famiglie ed alle imprese italiane, è abbastanza logico che le tecnologie per proteggere l’impianto a mare e la pipeline sommersa vengano testate dove c’è il rigassificatore da proteggere e ci sono i tubi sottomarini del gas che lo collegano alla terraferma. L’Unione europea mette a disposizione dei fondi per sviluppare queste tecnologie, che è nell’interesse degli italiani che ci siano, che funzionino e che siano le migliori possibili, perché il sabotaggio del gasdotto North Stream 2 dovrebbe averci insegnato qualcosa».
Chi sia Pagani è lui stesso a rivelarlo in un’altra intervista rilasciata poco dopo il fatidico 7 ottobre 2023: «Continuo a fare l’analista sul fronte della sicurezza, collaboro con società collegate ai Governi, fra gli amici ho ex funzionari Cia e dell’antiterrorismo israeliano e lavoro a diversi progetti anche sovranazionali».
Dunque il Sindaco ha cambiato idea. È evidente che se poteva aver senso scrivere a Salvini come Ministro vigilante sull’Autorità Portuale per fare uscire quest’ultima da Undersec, non avrebbe avuto alcuna logica interpellare un ministro italiano sull’uscita di Israele da un progetto di stretta competenza europea. Il ministro, ma anche l’Autorità Portuale, è incompetente ad escludere Israele da un progetto UE. Se sia stato Pagani (o i suoi amici) a far cambiare idea al Sindaco, non sappiamo, ma quello di ieri è stato un autentico voltafaccia. Dal progetto Undersec Ravenna, evidentemente, non può uscire: troppo grossi gli interessi in gioco con il rigassificatore. Troppo grossi anche per interrompere la complicità con il genocidio palestinese?
La segretaria del PD Schlein si è rivolta alla premier Meloni che si arrampica sugli specchi pur di non riconoscere Israele ed il genocidio in Palestina dicendole che «non è il momento dei giochi di prestigio e delle prese in giro». Come Ravenna in Comune rivolgiamo lo stesso invito al Sindaco Barattoni.
[nell’immagine: il Sindaco alle prese con il ribaltone su Undersec comunicato al Consiglio Comunale del 23 settembre, contornato dagli involti dei martiri palestinesi e sovrastato dal logo del progetto Undersec e da quello dell’AdSP-MACS di Ravenna]
#RavennainComune #Ravenna #Undersec #Palestina #Israele
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Stop alle armi per Israele dal porto di Ravenna, il sindaco: “Anche il Governo aveva già dato il suo no”
Fonte: 23 settembre 2025
