
Lasciamo da parte sansilvestro, capodanno e l’affissione del nuovo calendario. L’inizio del nuovo anno nel nostro mondo è fissato al primo gennaio, è vero, ma quello riguarda il tempo lineare, quello che non torna. Per il tempo ciclico, quello che torna sempre uguale, l’inizio del nuovo giro di ruota non parte in gennaio. Nelle società cristiane pre-industriali l’inizio era primaverile e nel medioevo, con la diffusione di calendari locali, molto spesso l’inizio del nuovo tempo lineare e del nuovo tempo ciclico coincidevano. L’anno nuovo poteva così avere avvio il 25 marzo, ossia dall’incarnazione di Cristo. Oppure direttamente dal giorno di Pasqua, quindi con una lunghezza diversa ogni anno per la data non fissa della ricorrenza.
Nella nostra società non è più così. Il tempo ciclico ha inizio a settembre. E la ripartenza coincide con il primo giorno di scuola. Oggi come Ravenna in Comune celebriamo il nuovo inizio augurando il meglio alle studentesse e agli studenti che danno modo alla ruota di riprendere il giro. È il momento più importante per la vita della nostra società secondo la Costituzione. L’articolo uno stabilisce:
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
C’entra il lavoro, dunque, nella scuola, ma non per avviare al lavoro. Non si tratta di imparare un lavoro per dare al padrone “risorse umane” già pronte allo sfruttamento. Si tratta di imparare ad imparare, ad acquisire le capacità per imparare. Non un sapere già formato una volta per tutte, destinato ineluttabilmente all’obsolescenza, ma un corredo di tecniche per apprendere, formarsi, crescere, senza una data di scadenza.
Soprattutto, però, c’entra con la democrazia. A scuola si impara, o si dovrebbe, ad esercitare la sovranità, perché questa, non appartiene ad un vertice ma a tutte e tutti noi. È il bello della democrazia. Ci raccontano che la nostra democrazia è sorta nell’Atene antica ma quella riguardava un pugno di cittadini, tutti maschi, benestanti, che non lavoravano per vivere. La scommessa della nostra democrazia è che riguarda un intero popolo. Un popolo che per vivere lavora. La sovranità si esercita compiendo scelte informate. Per cui una sovranità che non appartiene a pochi ma a tutte e tutti richiede che tutte e tutti abbiano gli strumenti per compiere scelte informate. A questo serve la scuola: ad insegnare ad un intero popolo la capacità di compiere le scelte informate che la democrazia ateniese riservava a pochi privilegiati.
Per questo una scuola pubblica, gratuita e accessibile è fondamento della democrazia.
Buon inizio a tutte le studentesse e a tutti gli studenti da Ravenna in Comune
[nell’immagine: un anno fa le proteste per la chiusura dell’istituto Mordani come scuola per l’infanzia]
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Il messaggio dell’assessora di Ravenna Francesca Impellizzeri alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico
