
Oggi è atteso l’arrivo della Humanity 1 con a bordo 73 persone tratte in salvo tra l’8 e il 13 agosto, dopo la fuga dalla Libia, costrette a subire un lungo viaggio verso Ravenna all’aperto, sulla coperta della nave. Al viaggio, irto di pericoli, per arrivare in Libia, alle torture e agli abusi subiti in Libia, ai giorni alla deriva in mare aperto, minacciati dalle motovedette libiche, graziosamente donate dall’Italia, si devono aggiungere gli ulteriori giorni di viaggio verso il porto assegnato di Ravenna, distante abbastanza da causare altro danno sia a chi è stato salvato che a chi non lo sarà per la mancata presenza della Humanity 1 nella zona di pericolo. A tutto questo si devono aggiungere gli ulteriori ostacoli deliberatamente aggiunti dal Governo nazionale con il decreto legge 100 lo scorso 12 giugno. “In passato ci sarebbero volute poche ore, questa volta probabilmente serviranno due giorni” ha ammesso il Sindaco.
Nonostante questo lo stesso Sindaco si rifiuta di prendere in considerazione la proposta di Ravenna in Comune di strutturare stabilmente la gestione degli arrivi, dotando lo scalo di un punto attrezzato per il compimento delle operazioni di accoglienza e la necessaria adeguata ospitalità di chi viene sbarcato, sofferente, oltre che per il viaggio, per le conseguenze delle violenze subite (oltre che per eventuali patologie individuali).
A volte le navi vengono fatte attraccare a banchine commerciali, sbarcando le persone come se fossero merci, tra sacconi e rinfuse. In altre occasioni si è utilizzato il molo crociere. Ultimamente si fa ricorso alla cosiddetta “banchina della Fabbrica Vecchia” che viene preferita per non “dar fastidio” alle operazioni commerciali e ai turisti di serie A. I controlli medici e di polizia avvengono un po’ qua e un po’ là. Raramente sulla banchina di sbarco; più spesso al Pala de André; ma anche al circolo Canottieri alla Standiana! Ed anche per i trasporti si va alla bisogna: a volte i mezzi della Croce Rossa ed altri invece dei pullman. Ed ora si aggiunge anche la necessità di un ricovero per il tempo passato a terra dopo lo sbarco durante le giornate di svolgimento delle operazioni mediche e di polizia.
Quello che disturba di più è che un Sindaco che contesta il mancato ascolto da parte del Governo nazionale rispetto alle istanze dei territori, è lo stesso che pratica l’indifferenza come sottile arte della politica di fronte alle proposte avanzate dagli stessi territori. Disturba ma non stupisce, visto che le politiche fasciste instaurate da legislazioni come quelle portate avanti da Bossi-Fini e dai vari Salvini e Meloni, sono state accompagnate dalle non meno fasciste disposizioni della Turco-Napolitano e dei Minniti di turno.
Con questo arrivo saranno poco più che 2.500 le persone sbarcate al porto di Ravenna dalle navi umanitarie in circa tre anni e mezzo. Nello stesso periodo, pur mancando ancora di una stazione marittima (ancora in costruzione), lo stesso porto è riuscito a gestire adeguatamente con una stabile, per quanto provvisoria, organizzazione un milione di passeggeri tra crociere e traghetti provenienti dal Mediterraneo. Il fatto che non si riesca a dare altrettanto stabile, per quanto provvisoria, organizzazione per l’accoglienza adeguata delle poche migliaia salvate in quello stesso Mediterraneo è fonte di sconcerto, sconforto e anche di vergogna. Di vergogna, soprattutto, in quanto è evidente che non si struttura l’accoglienza per paura di quei pochi fascisti che, nascosti dietro le tastiere, inondano internet di odio e volgarità al servizio di quei poteri forti che manovrano i Vannacci di turno.
Ravenna in Comune dà il benvenuto alle persone salvate dalla Humanity 1 e ringrazia i volontari della SOS Humanity e tutto il personale impiegato nell’accoglienza per l’indispensabile lavoro svolto.
[nell’immagine: l’Humanity 1 a Ravenna il 25 aprile 2023]
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Ravenna, in arrivo un’altra nave di migranti
