IN PRESIDIO PER LA PETIZIONE

Venerdì prossimo, 23 ottobre, alle ore 15.00, a Ravenna, in Piazza del Popolo, davanti a Palazzo Merlato, si terrà un presidio di sostegno in occasione della presentazione in Commissione consiliare della petizione «Fuori la guerra dal porto di Ravenna» che ha superato le 400 firme. Sia la petizione che il presidio sono stati promossi da Potere al Popolo.

Nel percorso di avvicinamento alla giornata del 30 ottobre, sciopero internazionale dei porti contro il traffico di armi, Ravenna in Comune invita a partecipare. Di seguito il comunicato di indizione del presidio.

[nella foto: presidio sotto lo scalone del 27 agosto 2026]

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Porto di Ravenna e transito di armamenti: venerdì 23 ottobre la petizione popolare in Commissione.

Presidio alle 15 davanti al Comune

Venerdì 23 ottobre alle ore 15.00, in concomitanza con la discussione in Commissione consiliare della petizione popolare «Fuori la guerra dal porto di Ravenna», come Potere al Popolo terremo un presidio di sostegno in Piazza del Popolo, davanti allo scalone del Comune.

La petizione da noi promossa e sottoscritta da oltre 400 cittadine e cittadini è stata depositata il 6 giugno 2026, chiedendo all’amministrazione comunale interventi su legalità e trasparenza portuale, controlli sui transiti di materiali d’armamento e dual use, un Tavolo istituzionale che coinvolga le autorità competenti, approfondimenti sulla partecipazione dell’Autorità di Sistema Portuale al progetto europeo UnderSec e iniziative attraverso Ravenna Holding nei confronti di SAPIR. Tra le richieste figura inoltre la pubblicazione periodica di dati aggregati sulle merci sensibili.

La discussione avviene oggi in un contesto significativamente diverso da quello esistente al momento del deposito della petizione.

Il 1° luglio 2026 il TAR Emilia-Romagna ha accolto parzialmente il ricorso promosso dalla giornalista Linda Maggiori, assistita dall’avvocato Andrea Maestri, riconoscendo il diritto di accesso ai dati quantitativi relativi ai materiali bellici transitati dal porto di Ravenna, pur mantenendo riservate le informazioni su provenienza e destinazione. L’Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione davanti al Consiglio di Stato.

Il 27 agosto il Consiglio di Stato non ha accolto la richiesta di sospendere nell’immediato gli effetti della pronuncia del TAR e fissando per l’8 ottobre 2026 l’udienza di merito. Nel frattempo è emersa anche la decisione del Comune di Ravenna e della regione Emilia Romagna di non costituirsi ad adiuvandum nel procedimento, nonostante la richiesta avanzata dal Coordinamento contro le armi dal porto affinché intervenissero a sostegno della posizione favorevole all’accesso ai dati. Secondo quanto riferito pubblicamente dopo un confronto con il sindaco Alessandro Barattoni all’inizio di settembre, la risposta alla richiesta di costituzione è stata negativa, malgrado poche settimane prima lo stesso sindaco e il presidente della Regione avessero espresso pubblicamente una posizione favorevole alla conoscibilità dei dati quantitativi aggregati, pur mantenendo riservate provenienze e destinazioni. La differenza tra una presa di posizione istituzionale e la decisione di non intervenire nel procedimento giudiziario costituisce quindi uno dei temi emersi nel dibattito pubblico.

La sentenza finale ora ha sancito la vittoria legale di Linda Maggiori sostenuta dal movimento ravennate, aprendo una possibilità concreta di fare luce sui quantitativi di armi e materiale bellico in transito dal porto civile di Ravenna.

La Commissione del 23 ottobre rappresenterà a questo punto un passaggio utile per chiarire quali iniziative concrete e quali scelte il Comune intenda adottare nell’ambito delle proprie competenze e come intenda dare seguito alle questioni poste dalla sentenza e dalla nostra petizione in materia di trasparenza, controllo dei transiti, rapporti con gli organismi portuali e indirizzi sulle società partecipate.

Vogliamo conoscere i fatti e pretendiamo che il nostro territorio non sia complice dell’economia di guerra e per questo continuiamo la nostra mobilitazione per chiedere trasparenza e fermare il traffico di armi!

Invitiamo perciò la cittadinanza al presidio in concomitanza con la discussione della petizione in Commissione e a partecipare allo sciopero generale del 30 ottobre al fianco di USB, dei lavoratori e degli studenti.

Venerdì 23 ottobre 2026 – ore 15.00

Piazza del Popolo – scalone del Comune di Ravenna

Potere al Popolo Ravenna

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“Fuori la guerra dal porto”: la petizione sottoscritta da oltre 400 cittadini arriva in Comune

Fonte: Ravenna Today del 21 ottobre 2026

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