IL TERRORISMO UCRAINO NON E’ TIMIDO MA FASCISTA E DI STATO

Il 2 agosto come Ravenna in Comune abbiamo ricordato quel terrificante episodio di terrorismo fascista e di Stato rappresentato dalla strage di Bologna. La sera prima un atto di terrorismo fascista e di Stato ha colpito un ristorante italiano a Mosca. L’Ambasciata Russa in Italia ha rilasciato il seguente comunicato:

«I sanguinari tentacoli della banda terroristica di Zelensky sono arrivati fino al ristorante italiano «Balzi Rossi» di Mosca. Solo grazie all’attenzione e all’abnegazione professionale di un agente dei servizi di sicurezza russi, lo chef napoletano Carmine Alfieri e i membri della sua squadra non sono rimasti feriti. Purtroppo, ci sono comunque vittime: cinque persone sono morte e diciannove clienti del ristorante hanno riportato ferite gravi.

Qualcuno ancora dubita che il regime di Kiev rappresenti l’ennesima emanazione di Al-Qaeda e dell’ISIS? Che Zelensky, con Budanov, Yermak, Fedorov e complici, siano terroristi e faranno la stessa fine di Osama bin Laden et similia? Chi continua a intrattenere rapporti con questi farabutti, a sedersi al loro stesso tavolo, a baciare le loro barbe e barbette, elogiando i loro assurdi travestimenti neri da terroristi kamikaze o boscaioli, chi continua a rifornirli di denaro e armi è loro complice a prescindere dalla carica che ricopre. Complice di questi crimini è anche chi cerca di giustificare gli attentati sui mass media.

È evidente che, pianificando un attentato in uno dei migliori ristoranti italiani di Mosca, i terroristi ucraini volessero intimidire gli italiani che lavorano in Russia, far intendere che anche loro sono nel mirino e possono in qualsiasi momento essere le prossime vittime di questi mascalzoni.

Ormai è del tutto chiaro: l’esplosione al ristorante «Balzi Rossi» e gli altri attentati avvenuti in Russia, a Monaco e altrove attestano come il morbo del terrorismo ucraino sia arrivato in Europa, e in Italia in particolare».

Il Ministro degli Esteri Italiano ha replicato: «Che l’attentato al ristorante italiano di Mosca sia stato compiuto per intimidire gli italiani è una balla colossale; perché gli ucraini dovrebbero intimidire gli Italiani se il nostro Paese è al fianco di Kiev?».

Che quello Ucraino sia terrorismo di Stato e fascista non può essere messo in dubbio. Si moltiplicano infatti gli atti di violenza deliberatamente indirizzata verso persone civili sia in Russia che in Ucraina e in Paesi terzi da parte dell’apparato dei cosiddetti “servizi” Ucraini. E nemmeno che il fascismo sia di casa ormai in Ucraina è in questione. Non è questo che Tajani può mettere in dubbio, ovviamente, in quanto basterebbe aprire un giornale ed un simile dubbio verrebbe dissolto. E l’affermazione che gli Italiani non possono essere oggetto di attentati da parte degli Ucraini in quanto «il nostro Paese è al fianco di Kiev»?

Anche questa è «una balla colossale», volendo impiegare i termini utilizzati dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri. L’Italia è infatti già stata attraversata dal terrorismo e dai terroristi Ucraini. Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 2025 due ordigni temporizzati a carica di tritolo sono stati fatti esplodere mentre una petroliera, la Seajewel, scaricava greggio nel porto di Vado Ligure. L’apocalisse è stata evitata solo grazie al doppio scafo della nave che ha impedito all’esplosione, che ha interessato la chiglia, provocando uno squarcio di circa 120 centimetri per 70, di raggiungere l’interno dell’imbarcazione ed il suo carico di 62mila tonnellate di idrocarburi. Tra i sospettati per l’attentato risulta un Ucraino, Serhii Kuznetsov, successivamente arrestato a Rimini il 21 agosto 2025, indiziato anche per gli attentati ai gasdotti Nord Stream. Kuznetsov, con un passato nello SBU, i servizi segreti Ucraini, dopo essere stato estradato in Germania, è stato incriminato dalla Procura tedesca per crimini di guerra.

Non basta? L’Arctic Metagaz ha subito un attentato terroristico nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2026 mentre si dirigeva verso Suez. Si tratta di una metaniera con “in pancia” la merce che doveva scaricare in Asia (ossia 60mila tonnellate di gas naturale liquefatto), il combustibile (900 tonnellate di heavy fuel oil), nonché oli lubrificanti, pitture e solventi di vario genere in abbondanza. Il Ministero dei Trasporti Russo ha denunciato che «È stata attaccata al largo delle coste libiche da imbarcazioni ucraine senza equipaggio». Da allora è andata alla deriva tra Lampedusa, Malta e la Libia. Nell’ovest della Libia è presente un contingente di oltre 200 militari Ucraini distribuito in quattro basi, in cui convivono con Turchi, Statunitensi e Italiani. Una di queste si trova nell’area di Zawiya, accanto al complesso petrolifero di Mellitah, ed è attrezzata per il lancio di droni aerei e navali. Ed è stato proprio uno di questi, un drone navale Ucraino modello Magura V5, a provocare le esplosioni alla Arctic Metagaz che, solo per un caso dovuto alle correnti marine, non ha concluso il suo viaggio sugli scogli di Lampedusa con conseguenze facilmente immaginabili.

Questi sono solo alcuni esempi che si possono fare riguardo all’Italia. Altri se ne possono fare con riferimento al Principato di Monaco, alla Grecia, alla Germania, alla Polonia, ai Paesi Baltici, ecc. Non sembra proprio che vi sia timidezza alcuna da parte del terrorismo fascista e di Stato Ucraino nello scegliere Paesi alleati per il compimento di attentati. Con buona pace dell’inutile Ministro degli Esteri e con crescente sconforto per noi che continuiamo ad essere governati da questa gente. Né d’altra parte, le continue affermazioni provenienti dall’opposizione sul continuare ad inviare armi in Ucraina induce a migliori prospettive.

Uno sguardo imparziale impone a Ravenna in Comune di guardare anche alla Russia, ma è facile constatare che nessun attentato russo abbia mai preso di mira il nostro Paese o i suoi abitanti.

Forse l’Ucraina non compie i suoi attentati per intimidire gli Italiani. Di certo il pensiero di colpire Italiani o territorio o proprietà Italiani non intidimiscono l’Ucraina nel compiere atti di terrorismo fascista e di Stato. E Ravenna, dal cui porto transitano armamenti con sconosciuta destinazione, dove al largo attraccano metaniere, anche russe, al rigassificatore e sede di molteplici insediamenti a rischio di grave incidente industriale, ha più di un motivo per preoccuparsene.

[nell’immagine: l’attentato al ristorante Balzi Rossi di Mosca]  

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Tajani, attentato a Mosca per intimidire italiani? ‘Una balla colossale’

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