METODI DA GESTAPO

L’indagine sui medici accusati di complottare per svuotare i CPR è uno dei “migliori” esempi di campagna giornalistica di indottrinamento dell’opinione pubblica condotta al servizio del fascismo quotidiano. Certo che per vedere come il giornalismo in Italia oggi versi in condizioni abbastanza schifose (a dir poco) è sufficiente aprire un giornale, accendere radio o televisione o cuccarsi i rilanci social. Non è un caso, del resto, se l’Italia figura al 56° posto della classifica 2026 sulla libertà di stampa stilata da Reporter senza Frontiere. Scesa di sette posizioni rispetto all’anno precedente che a sua volta registrava un calo rispetto a quello precedente, che a sua volta ecc. Per la cronaca l’Italia è stata superata in classifica perfino dall’Ucraina, un Paese in guerra dove vige la legge marziale di un governo corrotto e fascista (come quello italiano, del resto) che la libera informazione la vieta espressamente.

La campagna contro i medici è orchestrata a livello nazionale e locale, ed è rilanciata sia da media di centrodestra che di centrosinistra. Alcuni titoli esemplari:

  • In un foglio gli «escamotage» dei medici “No Cpr”. «Ecco i rischi e cosa fare se perquisiti» [Corriere Romagna del 3 ottobre 2026]. Dalla lettura si scopre che si tratta di un foglio scritto a mano, anonimo, contenente informazioni di pubblico dominio, acquisito agli atti e passato appositamente ai giornalisti con tanto di fotografia dagli inquirenti (“trapela da fonti investigative”);
  • Inchiesta certificati anti-Cpr. Medico fermato all’aeroporto. Cellulare passato al setaccio [Il Resto del Carlino del 27 settembre 2026]. Quello che il titolo fa apparire come un indagato che cercava di sottrarsi all’arresto con una fuga all’estero, in realtà risulta un medico che rientrava da una vacanza e che è stato sentito come persona informata sui fatti;
  • Il sistema Ravenna: una rete di medici pro clandestini. Nel mirino le chat. Certificati falsi per liberare i migranti nei Cpr: si allarga l’inchiesta della Procura [il Giornale del 15 febbraio 2026]. Dove sono date per accertate quelle che sono solo ipotesi investigative;
  • I falsi certificati per evitare i Cpr ai migranti, al via le perquisizioni. Boicottavano le politiche migratorie, altri 20 medici sono indagati [Libero del 16 settembre 2026]. Dove le perquisizioni sono in realtà acquisizione di documenti alla ricerca di prove che, evidentemente, si continuano a cercare, presso medici non indagati;
  • Certificati anti-Cpr, il Gip: “Dai medici aperta contestazione del sistema” [Repubblica del 17 marzo 2026]. Si tratta, appunto, solo di una ipotesi investigativa che però è presentato come un teorema complottista;
  • «I medici sono un ostacolo per le politiche del governo»: l’inchiesta di Ravenna sui certificati di idoneità ai Cpr [Domani del 17 settembre 2026]. Ancora e ancora ritirato fuori il teorema della procura.

Il pattume mediatico è ripetuto continuamente. Come Ravenna in Comune avevamo già identificato il problema sin dal febbraio scorso: “il giornale si fa poliziotto, PM e pure riassume tre gradi di giudizio prima ancora che si chiuda l’indagine. E tifa anche per qualche manganellata che, specie di questi tempi, non si nega a nessuno”. Ma anche le cause: “Il problema sta nella criminalizzazione delle migrazioni. Se si è arrivati a questa indagine è per un clima in cui centrodestra e centrosinistra fanno a gara a chi è più forcaiolo. Con Barattoni che si lamenta perché continuano ad arrivare navi umanitarie a Ravenna e, anzi, protesta per la mancanza del blocco navale che Meloni continua ad evocare. Con de Pascale che lamenta la mancanza di un CPR regionale…”. CPR che Piantedosi inserisce ora tra quelli di prossima attuazione e che, guarda caso, era ampiamente impopolare tra la cittadinanza prima dell’indagine e della campagna di stampa…

Una informazione corretta è alla base della democrazia. Solo così è possibile che il popolo, cui la Costituzione l’attribuisce in via esclusiva, esercita la sovranità compiendo scelte consapevoli in quanto informate. Se invece le decisioni sono assunte dall’alto e l’informazione si riduce a propaganda per farle digerire alla cittadinanza, allora la democrazia non c’è più. E l’indagine di Ravenna, istruita su indicazione del Ministero dell’Interno, cioè sulla base di una scelta dall’alto, con il fattivo sostegno di una incessante campagna mediatica, ci segnala una volta di più che il fascismo è già tra noi. Come Ravenna in Comune continueremo a denunciarlo. E bene ha fatto a dire ad alta voce che questi sono metodi da Gestapo il segretario della Camera del Lavoro di Bologna. 

Ora e sempre Resistenza.

[nell’immagine: il flash mob del 16 febbraio scorso davanti all’Ospedale di Ravenna in solidarietà dei medici indagati]

#RavennainComune #Ravenna #CPR #medici #ospedale #propaganda

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Medici e Cpr: l’inidoneità è un atto costituzionalmente necessario

Fonte: Altreconomia del 17 settembre 2026

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