
Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo un nuovo contributo da parte di Maurizio Masotti. Maurizio, dopo aver viaggiato, vissuto e lavorato in UK, Austria e Germania, ha fatto volontariato nel campo dell’immigrazione dal 1998 in Italia, occupandosi dell’insegnamento dell’italiano a stranieri. È autore di 4 libri fotografici, tutti disponibili nelle biblioteche di Ravenna.
La fotografia che illustra questo intervento è presa dalla sezione “Le vite degli altri” del sito “tracce migranti” https://www.nuovetracce.org/fotografia
Nel ringraziare Maurizio ed invitare ad una attenta lettura, cogliamo l’occasione per invitare chi volesse inviare contributi a Ravenna in Comune a trasmetterli all’indirizzo mail comunicazione@ravennaincomune.it
#RavennainComune #Ravenna #MaurizioMasotti
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Ue-Migranti e migrazioni-mala tempora currunt
“L’origine dell’esistenza è il movimento. In essa quindi non può esistere l’immobilità, perché se l’esistenza fosse immobile tornerebbe alla sua origine, che è il Nulla. Per quello il viaggio non cessa mai…”
Citazione del filosofo arabo Ibn al-Arabi (secolo XII) ripresa da Cees Nooteboom in Hotel Nomade.
Siamo partiti da un classico libro di viaggio di un grande scrittore per denunciare le limitazioni agli spostamenti, volontari o no, compiute in Europa verso i migranti.
Queste limitazioni avvengono in un clima di restrizioni verso le persone, mentre, per quanto riguarda le merci (soprattutto le armi transitate per il porto di Ravenna), non ci sono ostacoli.
Infatti, la politica migratoria della UE è frutto della sovrapposizione di direttive, accordi e trattati introdotti progressivamente. Tutto ciò, come sostiene Catherine Withold de Wendel, di Paris Sciences Po, allo scopo di agire sul containment migratorio dell’Unione. Le recenti migrazioni degli ultimi decenni hanno provocato una crisi di solidarietà tra i Paesi membri della UE. Nonostante siano tenuti a farlo, l’Ungheria, la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia si rifiutano di accogliere i richiedenti asilo.
E’ in questo clima, in cui si mette in risalto l’illegittimità della immigrazione, che si colloca il dibattito e il voto sul Patto europeo e l’asilo che entrerà in vigore nel 2026.
Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi ci ricorda: “non si scarica il problema sugli Stati di prima accoglienza; la questione si affronta nella società con processi come lingua, lavoro e inserimento in comunità”.
I media hanno, dal canto loro, rafforzato da anni l’idea di un presunto legame tra immigrazione e criminalità.
Dal Dossier 2025 -uscito a novembre a cura di IDOS- “mentre furbi manipolatori diffondono un’immagine caricaturale e immaginaria dell’immigrazione, esultano i trafficanti e gli imprenditori senza scrupoli. Come nel mito della caverna di Platone, la maggior parte degli italiani ( e non solo) vede dell’immigrazione solo caricature grottesche, facendo dei migranti bersagli della rabbia collettiva per mali endemici mai risolti”.
Un gruppo internazionale di ricercatori (Asgi italiana tra gli altri) si è occupato ultimamente di State trafficking (tratta di Stato), cioè della catena logistica in 5 fasi tra la Tunisia (Paese sicuro…) e la Libia. Il Paese di Kais Saied, che riceve dall’Unione Europea fondi e aiuti per contrastare i migranti subsahariani, è accusato di vendere le persone alla Libia, che le detiene nelle sue carceri.
A proposito: all’inizio di novembre scorso si è rinnovato il Memorandum Italia- Libia per 3 anni. I lager per i migranti continueranno a lavorare a pieno ritmo. MSF denuncia: “eravamo l’ultima ONG rimasta, Tripoli ha cacciato anche noi”.
Il caso del torturatore libico al Masri, ricercato dalla Corte Penale Internazionale, rimpatriato con un volo di stato italiano e poi fermato dalla magistratura del suo paese, è lo specchio evidente di quanto poco conti il diritto internazionale.
Gabriele del Grande, nel suo “Il secolo mobile – Storia dell’immigrazione illegale in Europa” scrive: “cent’anni fa non esistevano passaporti, si viaggiava senza permessi né lasciapassare. Oggi, al contrario, il regime dei visti di Schengen vieta di entrare in Europa alla maggior parte dell’umanità: ovvero ai ceti poveri e prevalentemente non bianchi dei paesi a medio e basso reddito di Africa, Asia e Caraibi. Ai loro emigranti, respinti dai consolati, non resta che imbarcarsi dai porti franchi del Nord Africa e della Turchia. E’ così che negli ultimi 30 anni hanno attraversato il Mediterraneo tre milioni e mezzo di viaggiatori senza visto, mentre i corpi di altri cinquantamila giacciono tuttora sul fondo del mare mangiati dai pesci. Come siamo arrivati fin qui? E soprattutto, come ne usciremo?”.
Non certo esternalizzando i CPR in Albania. A proposito: Action Aid assieme all’Università di Bari (nell’ambito del progetto Trattenuti), ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per spreco risorse e danno erariale sui costi che comporta il trasferimento dei migranti nel carcere albanese.
E a proposito di spreco di risorse e di corruzione, la Libia è alle prese con un piano attribuito a Massad Boulos, consigliere di Trump, riguardante un unico governo, al posto dei 2 che si fanno la guerra. The Sentry, organizzazione americana che si propone di smascherare le fonti economiche che fomentano e sostengono i conflitti armati, pubblica l’inchiesta intitolata Eastern Libya’s Top Money Man. L’uomo nell’ombra (al di là le schermaglie fra est e ovest, fra la Cirenaica sostenuta dalla Russia e gli altri) dietro questo piano, apparentemente supportato anche dall’ONU, sarebbe Ahmed Gadalla, il facilitatore finanziario che segue la famiglia Haftar e i suoi traffici.
Si parva licet, è scoppiato a Ravenna il caso del Festival delle culture e del progressivo allontanamento delle Associazioni degli immigrati dalla progettazione e gestione della manifestazione.
Oportet ut scandala eveniant…a proposito di scandali locali…
A livello nazionale, sul decreto sicurezza presentato dal governo, il consiglio nazionale forense degli avvocati ha respinto nettamente l’incentivo economico sul rimpatrio volontario.
Parleremo nel prossimo articolo di Ceuta e delle sue implicazioni ….
Maurizio Masotti
Primavera / estate 2026
