2 GIUGNO: LA CACCIATA DEI RE

La proclamazione delle repubbliche è spesso stato un affare cruento nell’ambito di periodi rivoluzionari. Carlo I Stuart, re di Inghilterra, Scozia e Irlanda fu decapitato il 30 gennaio 1649 per consentire il passaggio alla, breve, fase repubblicana del Commonwealth inglese a seguito della cosiddetta “gloriosa rivoluzione”. Luigi XVI, re di Francia, fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793 mentre la rivoluzione francese dava vita al passaggio alla Repubblica. Nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918 furono colpi di arma da fuoco ad uccidere lo zar di Russia Nicola II Romanov durante la rivoluzione fondativa dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

L’Italia repubblicana non è nata né da una rivoluzione né dal cruento assassinio del re in carica. La storia riconosce che c’è voluta la Resistenza per avviare il percorso per liberarci della monarchia sabauda. Ma è certo che in Italia, ottanta anni fa, i re sono stati cacciati dal voto democratico nel referendum a suffragio universale del 2 giugno 1946. L’ultimo re, Umberto II, si rifiutò di abdicare e contestò la presunta violazione delle leggi prima di lasciare l’Italia. Ma dovette comunque partire. Una mezza fuga, ingloriosa, quasi a replicare la fuga piena di suo padre tre anni prima. Così che di savoiardo, oggi, c’è solo il biscotto.

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Così stabilisce il primo articolo della nostra Costituzione. Prima di allora, con lo statuto albertino, la sovranità apparteneva al re: «Lo Stato è retto da un Governo Monarchico Rappresentativo. […] Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato».

In Italia, grazie al popolo, abbiamo cacciato i re, che sono per sempre finiti nella pattumiera della storia. Viva la democratica Repubblica Italiana.

Buona festa della Repubblica a tutte e tutti noi.

#RavennainComune #Ravenna #Repubblica

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Fonte: ANPI del 18 maggio 2026

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