
Tra due giorni ci sarà l’ennesima sfilata militare durante la festa della Repubblica. È la trasformazione di quella che era una ricorrenza civile di un atto fondamentale per la democrazia italiana in un 4 novembre di tarda primavera. Non è un comandamento divino la militarizzazione di quella che sarebbe la celebrazione della cacciata dei re dall’Italia. Per tanti anni non si è svolta nessuna parata e se ce la ritroviamo adesso è colpa di Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente banchiere fissato con la bandiera, la patria e l’esercito.
L’altra notte, durante le prove della parata, c’è scappato il morto: un povero cavallo è stato abbattuto dopo che una trentina di animali si era messo a correre per le strade tra le auto, spaventatissimi a causa di alcuni botti. Una sequenza surreale e pericolosissima: animali lanciati nel traffico, automobilisti costretti a frenare, passanti impietriti, militari e forze dell’ordine impegnati a evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Tra gli umani ci sono stati quattro feriti: tre militari dell’Esercito Italiano e un’agente della Polizia di Stato. Due delle persone coinvolte risultano in condizioni gravi.
Dovrebbe essere la parola fine per la pagliacciata della sfilata militare ma possiamo scommettere che non sarà così. La parata è il simbolo della propaganda militarista che ci costringono a mandar giù a dosi sempre più massicce in attesa di spedirci in guerra. Non possono certo fermarla solo per rispetto di quanto accaduto l’altra sera ad esseri umani ed animali.
Anche se resteremo sole e soli a farlo lo chiediamo lo stesso: fermiamo la parata militare del 2 giugno! E se proprio proprio dovete sfilare ad ogni costo, sostituitela con la sfilata del Pride!
#Ravenna #RavennainComune #2giugno
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Cavalli in fuga sulla Colombo durante le prove della parata del 2 Giugno. Si indaga sullo scoppio di alcuni razzi. Quattro feriti, due gravi
