SOSPESO IL MEMORANDUM CON ISRAELE, CAMBIERA’ QUALCOSA A RAVENNA?

Finalmente è arrivata una rarissima buona notizia. No, non che Trump se la sia presa con Meloni perché la seconda non ha appoggiato le boiate del primo sul capo della Chiesa Cattolica: sinceramente, una notizia del genere serve solo a generare clickbait. Di sostanza non c’è nulla. Solo il PD poteva cascarci ed esprimere «Ferma condanna per l’attacco alla Premier». Figurarsi! Piuttosto dalla stessa Meloni abbiamo appreso che «In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele». Lo avrebbe comunicato con una lettera all’omologo israeliano Israel Katz il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Non è una sospensione del memorandum, è la sospensione del rinnovo del memorandum – puntualizza Giovanni Donzelli di FdI –  Quindi non c’è una forzatura. Evidentemente ci sono state in questi giorni anche delle questioni anche con i soldati italiani nell’Unifil». Quelle che Donzelli chiama “questioni” sono in realtà dei deliberati tentativi dell’esercito israeliano di uccidere militari italiani in Libano dopo aver assassinato 3 militari indonesiani. Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato: «Non abbiamo alcun accordo di sicurezza con l’Italia. Abbiamo un Memorandum d’intesa risalente a molti anni fa che non ha mai contenuto nessun elemento sostanziale. Questo non influirà sulla sicurezza di Israele».

Il Memorandum di intesa in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa tra Italia e Israele è stato sottoscritto a Parigi il 16 giugno 2003. In Israele il Governo in carica sia al momento della firma che della ratifica aveva come Primo Ministro Ariel Sharon. Il suo nome è legato, tra gli altri, all’invasione del Libano nel 1982, alla strage di Shaba e Shatila, alla cosiddetta “passeggiata” sulla spianata delle moschee che causò la II Intifada e alla reclusione (e avvelenamento) di Yasser Arafat. In Italia in entrambi i momenti era Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma non fu un parto solitario del centrodestra. Fu infatti approvato sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Per capirci: relatore alla Camera fu l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Prevede questi settori di cooperazione:

–          industrie per la difesa;

–          politica degli approvvigionamenti di competenza dei Ministeri della difesa;

–          importazione, esportazione e transito di materiali d’armamento;

–          operazioni umanitarie;

–          organizzazione delle forze armate, struttura e materiali di reparti militari, gestione del personale;

–          formazione e addestramento del personale militare;

–          questioni ambientali e controllo dell’inquinamento causato dalle strutture militari;

–          scienza, storia e sport militari;

–          informatica;

–          ricerca e sviluppo in campo militare.

Questo sarebbe stato il quarto rinnovo senza che mai, prima di ora, né centrodestra né centrosinistra avessero sollevato problemi, nonostante i crimini compiuti da Israele precedentemente e successivamente alla ratifica del memorandum. È importante ricordarli. Il primo rinnovo è andato di pari passo con l’operazione dell’IDF denominata “Piombo fuso”, che ha provocato oltre 1.400 vittime palestinesi nonché migliaia di feriti a Gaza (Premier Israeliano: Ehud Olmert; Premier Italiano: Silvio Berlusconi). All’epoca del secondo rinnovo c’è stata l’operazione IDF “Margine protettivo”, che ha provocato oltre 2.200 vittime palestinesi (di cui 547 bambini) oltre migliaia di feriti a Gaza (Premier Israeliano: Benjamin Netanyahu; Premier Italiano: Matteo Renzi). Il terzo rinnovo ha visto i massacri compiuti effettuata dall’IDF durante la “Grande marcia del ritorno”, che hanno provocato oltre 230 vittime nonché 33.000 feriti (Premier Israeliano: Benjamin Netanyahu; Premier Italiano: Giuseppe Conte). 

Attualmente l’IDF sta scompiendo un genocidio a Gaza; massacri in Cisgiordania, Libano, Siria, Yemen; ha compiuto attacchi in Iraq; ha scatenato una guerra in Iran. Grazie alla cooperazione italiana. Il memorandum non è stato annullato, dicono: solo sospeso. E, secondo Katz, non cambierà nulla nei rapporti con Israele in materia di sicurezza.

Nei giorni scorsi è stato diffuso il Report di People’s Embargo for Palestine. Rivela che: «Dall’inizio del genocidio in corso a Gaza nell’ottobre 2023, l’Italia ha mantenuto un flusso strategico e continuativo di equipaggiamenti militari e risorse energetiche verso Israele, favorendo direttamente l’infrastruttura tecnica dell’aggressione. Nonostante le ripetute rassicurazioni pubbliche del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui l’Italia avrebbe limitato le esportazioni di armamenti verso Israele, questa ricerca rivela una realtà sostanzialmente diversa. Una fitta rete di aziende italiane, enti collegati allo Stato e infrastrutture logistiche ha consegnato a Israele almeno 416 spedizioni di carattere militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante provenienti dall’Italia – quantitativi confermati attraverso registri di spedizione che rappresentano probabilmente solo una frazione della reale portata dei trasferimenti». Per quanto ci riguarda direttamente: «A partire da ottobre 2023, almeno 22 spedizioni militari sono partite dai porti italiani dirette in Israele, di cui 18 destinate a Elbit Systems e alle sue filiali. La maggior parte dei carichi è stata imbarcata nei porti di Ravenna e Genova». Anche il dossier “La flotta del genocidio”, realizzato da Linda Maggiori per Altreconomia, punta il dito sul nostro porto. E lo stesso fa Francesca Albanese nel suo ruolo di Relatrice Speciale sui territori palestinesi occupati per le Nazioni Unite.

Dunque? La sospensione del memorandum cambierà qualcosa o no? Cesseranno i transiti dall’Italia verso Israele di armi, esplosivi e materiali dual use? Lo chiediamo anche per il porto di Ravenna: il nostro scalo interromperà queste operazioni portuali? Il codice etico di Sapir verrà modificato come promesso a suo tempo dal Sindaco? E l’autorità portuale interromperà la partecipazione al progetto Undersec di cui è partner Israele? Anche questo aveva detto il Sindaco e aveva aggiunto un “solenne” impegno personale: «Sono convinto che alle posizioni che si esprimono debbano seguire i fatti». Che ne è stato?

Come Ravenna in Comune aspettiamo ancora un segno di vita da Barattoni.

[nell’immagine: i frutti avvelenati del memorandum Italia-Israele e della collaborazione che passa anche da Ravenna]

#RavennainComune #Ravenna #Israele #Palestina

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Meloni: “Sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. La lettera di Crosetto a Katz

Fonte: il Fatto Quotidiano del 14 aprile 2026

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