CI VOGLIONO CONTARE UNO A UNO

«Gli sbandati e gli appartenenti alle bande dovranno presentarsi a tutti i posti militari e di Polizia Italiani e Germanici entro le ore 24 del 25 maggio. Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena. p. il Ministro Mezzasoma – Capo Gabinetto Giorgio Almirante. Dalla Prefettura 17 maggio 1944 – XXII». Questa è la conclusione del manifesto emanato per conto della Repubblica Sociale di Salò contro i partigiani antifascisti. Questo ci viene in mente quando leggiamo della disposizione appena approvata dalla Knesset israeliana che ordina l’impiccagione dei partigiani palestinesi accusati in un tribunale di «causare intenzionalmente la morte di una persona con lo scopo di negare l’esistenza dello Stato di Israele».

Il Governo italiano è guidato dal partito che ha raccolto l’eredità di Almirante, segretario e fondatore nel secondo dopoguerra del Movimento Sociale Italiano, il partito di quella fiamma tricolore neofascista che Fratelli d’Italia di Meloni conserva gelosamente nel simbolo. Il Governo italiano ha più volte ribadito di considerare Israele un alleato mantenendo in essere il partenariato militare con quel Paese anche dopo l’avvio del genocidio palestinese a seguito del 7 ottobre 2023. È dunque palese quel filo che lega il fascismo italiano di ieri a quello di oggi e quello di oggi al sionismo israeliano, superando d’un balzo l’infame antisemitismo delle leggi razziali fasciste sulla pelle dei palestinesi che resistono all’invasore israeliano. Lo stesso filo che lega benissimo le leggi speciali repressive israeliane alle leggi speciali repressive italiane. Israele sbatte in galera i palestinesi senza processo? E il Governo Italiano fa lo stesso con gli oppositori e mette assieme un intero plotone di decreti legge specialissimi di repressione. Dal Decreto Anti-rave party al Decreto Cutro, dal Decreto Caivano al primo Decreto Sicurezza. Sino all’ultimo decreto sicurezza, il DL 23/2026 nemmeno convalidato dal Parlamento, “grazie” a cui ha appena incarcerato 91 anarchici rei di aver portato un fiore ad una cerimonia.

In questo contesto come fa chi si dichiara antifascista a non opporsi al fascismo di qua e di là dal Mediterraneo? Come fa il centrosinistra a non batter ciglio mentre vengono fermati 91 anarchici, come mette nero su bianco il Questore, per il «contrasto con i valori della convivenza civile e democratica attesa l’inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito»? 91 persone possono essere fermate per una commemorazione? Un presidio può essere vietato per la sua “inclinazione ideologica”? Può bastare il sospetto per far scattare un fermo? E, guardando ad Israele, come fa il centrosinistra a non opporsi all’invio di armi genocidarie ad Israele mentre il ministro sionista della sicurezza, Itamar Ben Gvir, mostrando il cappio e brindando, preannuncia condanne a morte a raffica: «presto li conteremo uno per uno»?

Al PD, ai 5Stelle e a AVS che si dichiarano antifascisti chiediamo di prendere posizione esplicita contro la prima attuazione del DL 23/2026 contro “l’inclinazione ideologica dell’anarchismo”. Al PD, ai 5Stelle e a AVS che si dichiarano contro Netanyahu chiediamo di non risvegliarsi soltanto quando lo comanda il Vaticano. Al PD, ai 5Stelle e a AVS che amministrano il Comune di Ravenna chiediamo di opporsi con i fatti e non solo con vuote parole al ruolo centrale del porto di Ravenna nel genocidio palestinese. E, a questo proposito, domandiamo al Sindaco che fine ha fatto la sua richiesta a Sapir, di cui ha il controllo, «di inserire formalmente nel codice etico un articolo riguardante i valori di pace, rispetto dei diritti umani e della Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo, da promuovere verso tutti i clienti e fornitori»?

Ricordiamo che, come illustra l’ultimo dossier pubblicato da Giovani Palestinesi d’Italia, People’s Embargo for Palestine, Palestine Youth Movement e Weapon Watch, «A partire da ottobre 2023, almeno 22 spedizioni militari sono partite dai porti italiani dirette in Israele, di cui 18 destinate a Elbit Systems e alle sue filiali. La maggior parte dei carichi è stata imbarcata nei porti di Ravenna e Genova».

Rammentiamo al Sindaco che aveva espresso contrarietà alla «partecipazione di Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, insieme al Ministero della Difesa Israeliano, al progetto Undersec – ottobre 2023 – settembre 2026 – riguardante l’implementazione di tecnologie per la sicurezza marina e sottomarina nei porti». Da qui la sua decisione: «Credo infatti sia giunto il momento di terminare la collaborazione con un Ministero che, mentre lavora con le istituzioni europee, si macchia ogni giorno di crimini verso persone innocenti». Niente ne è seguito, se non pietose arrampicate sugli specchi…

Chi è antifascista lo dimostri oppure la pianti di fare solo finta. Presto ci vorranno contare uno a uno. Per Ravenna in Comune, ora e sempre Resistenza. In Israele, in Italia, a Ravenna.

[Nell’immagine: a sx il ministro israeliano Itamar Ben Gvir festeggia la legge che condanna a morte i partigiani palestinesi; a dx partigiani palestinesi catturati]

#RavennainComune #Ravenna #Resistenza #Antifascismo #Antisionismo

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Israele approva la pena di morte per terrorismo

Fonte: Rai News 24 del 31 marzo 2026

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