
Nei deliri di onnipotenza di chi cerca di supplire con la forza diretta verso l’esterno allo sfacelo sociale che avanza al proprio interno, gli Stati Uniti d’America hanno stretto ancora di più il cappio al collo di Cuba. «Il governo di Cuba ha adottato misure straordinarie che danneggiano e minacciano gli Stati Uniti», «accoglie gruppi terroristici transnazionali», «fornisce assistenza in materia di difesa, intelligence e sicurezza agli avversari nell’emisfero occidentale», «sostiene il terrorismo e destabilizza la regione attraverso migrazioni e violenza…»: queste falsità costituiscono la premessa ad un ordine esecutivo a firma Trump che sanziona chiunque venderà petrolio a Cuba. Si tratta dell’ultima fase di un assedio quasi settantennale finalizzato a paralizzare ogni funzione vitale della nazione cubana, dalla luce nelle case alle ambulanze negli ospedali, dai trattori nei campi agli autobus per i lavoratori.
Ravenna in Comune conferma la propria solidarietà alla rivoluzione ed al popolo di Cuba. Lo abbiamo fatto sin dalla nostra fondazione, da dentro e da fuori il Palazzo Comunale, nelle piazze e sul territorio. Continueremo a farlo. Per questo condividiamo la risposta del Governo Rivoluzionario cubano all’ennesima prevaricazione degli Stati Uniti canaglia.
[nell’immagine: i funerali a Cuba dei 32 valorosi assassinati durante l’attacco a tradimento degli Stati Uniti al Venezuela il 3 gennaio scorso]
Declaración del Gobierno Revolucionario
El Gobierno Revolucionario condena en los términos más enérgicos la nueva escalada del gobierno de los Estados Unidos contra Cuba, en su empeño por imponer un cerco absoluto a los suministros de combustible a nuestro país.
La orden ejecutiva del Presidente estadounidense, anunciada el 29 de enero de 2026, declara una supuesta emergencia nacional, en virtud de la cual su gobierno podrá imponer aranceles comerciales a las importaciones de productos provenientes de países que suministren petróleo a Cuba.
Para justificar una acción tan extrema, se esgrime en el texto de la referida orden una lista extensa de mentiras y acusaciones difamatorias contra Cuba. Destaca entre ellas la absurda aseveración de que Cuba constituye una “amenaza inusual y extraordinaria” para la seguridad nacional de los Estados Unidos. El propio Presidente y su gobierno están conscientes de que nadie o muy pocos pueden creer argumentos tan mendaces, pero no les importa. Así es su desprecio por la verdad, la opinión pública y la ética gubernamental cuando se trata de avalar su agresión contra Cuba.
Con esta decisión, el gobierno de los Estados Unidos, a través del chantaje, la amenaza y la coerción directa a terceros países, intenta imponer componentes adicionales de presión a las acciones de asfixia económica que desde el primer mandato de Trump fueron dispuestas para impedir la entrada de combustibles a nuestro país. Consolida una forma peligrosa de conducir la política exterior de los Estados Unidos por vía de la fuerza y de ejercer sus ambiciones para garantizar su hegemonismo imperialista. Conforme a lo anunciado, ese país se adjudica el derecho de dictar a Estados soberanos con qué naciones pueden comerciar y a cuáles pueden exportar sus productos nacionales.
La orden ejecutiva del Presidente de los Estados Unidos constituye, por tanto, una violación flagrante del Derecho Internacional y atenta, además, contra la Proclama de América Latina y el Caribe como Zona de Paz. Ratifica que es el gobierno de ese país el que atenta contra la seguridad, la estabilidad y la paz de la región y del mundo.
El gobierno de los Estados Unidos llega a este punto tras haber fracasado durante 67 años en rendir y destruir un proceso político y revolucionario genuino y legítimo, de plena soberanía, justicia social y fomento de la paz y la solidaridad con el resto del mundo.
Está ampliamente documentada la disposición histórica de Cuba a sostener con el gobierno de los Estados Unidos un diálogo serio, responsable, basado en el Derecho Internacional, en la igualdad soberana, en el respeto mutuo, en el beneficio recíproco, sin injerencia en los asuntos internos y con absoluto respeto a la independencia y a la soberanía de los Estados.
Como todo el mundo conoce, incluyendo el propio gobierno estadounidense, Cuba no constituye amenaza alguna para los Estados Unidos, sus intereses nacionales o el bienestar de los ciudadanos de ese país que, además, siempre han sido tratados con respeto y hospitalidad cuando su gobierno les ha permitido visitar la isla. Cuba no amenaza o agrede a país alguno. No es objeto de sanciones por parte de la comunidad internacional. Es un país de paz, solidario y cooperativo, dispuesto a ayudar y contribuir con otros Estados.
Es también el país de un pueblo aguerrido y combatiente. Se confunde el imperialismo cuando confía en que con la presión económica y el empeño en provocar sufrimiento a millones de personas, se va a doblegar su determinación de defender la soberanía nacional y de impedir que Cuba caiga, una vez más, bajo el dominio estadounidense.
Tiene ante sí la comunidad internacional el reto ineludible de definir si un crimen de esta naturaleza podrá ser el signo de lo que está por venir o si prevalecerán la cordura, la solidaridad y el rechazo a la agresión, la impunidad y el abuso.
Enfrentaremos la nueva arremetida con firmeza, ecuanimidad y seguridad de que la razón está absolutamente de nuestra parte. La decisión es una: ¡Patria o Muerte, Venceremos!
La Habana, 30 de enero de 2026
Dichiarazione del Governo Rivoluzionario
Il Governo Rivoluzionario condanna con la massima fermezza l’ultima escalation del governo degli Stati Uniti contro Cuba, nel tentativo di imporre un blocco assoluto delle forniture di carburante al nostro Paese.
L’ordine esecutivo emesso dal Presidente degli Stati Uniti il 29 gennaio 2026 dichiara una presunta emergenza nazionale, in base alla quale il suo governo può imporre dazi commerciali sulle importazioni di prodotti provenienti da Paesi che forniscono petrolio a Cuba.
Per giustificare un’azione così estrema, il testo dell’ordine in questione presenta un lungo elenco di menzogne e accuse diffamatorie contro Cuba. Tra queste, l’assurda affermazione che Cuba costituisca una “minaccia insolita e straordinaria” per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il loro Presidente e il loro governo sono ben consapevoli che pochi, se non nessuno, possono credere a tali argomentazioni mendaci, ma non gliene importa. È questo il loro disprezzo per la verità, l’opinione pubblica e l’etica di governo pur di sostenere la loro aggressione contro Cuba.
Con questa decisione, il governo degli Stati Uniti, attraverso ricatti, minacce e coercizione diretta nei confronti di paesi terzi, tenta di esercitare ulteriore pressione sulle misure di strangolamento economico attuate sin dal primo mandato di Trump per impedire l’ingresso di carburante nel nostro Paese. Conferma un consolidato e pericoloso approccio nel condurre la politica estera statunitense, che si avvale della forza e dell’ambizione pur di assicurare l’egemonia imperialista. Come già anticipato, gli Stati Uniti rivendicano il diritto di dettare agli stati sovrani con quali nazioni possono commerciare e verso quali possono esportare i loro prodotti nazionali.
L’ordine esecutivo del Presidente degli Stati Uniti costituisce pertanto una flagrante violazione del diritto internazionale e mina inoltre lo Statuto dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace. Conferma che è il governo degli Stati Uniti a minacciare la sicurezza, la stabilità e la pace della regione e del mondo.
Il governo degli Stati Uniti è giunto a questo punto dopo aver fallito per 67 anni nel sottomettere e distruggere un autentico e legittimo processo politico e rivoluzionario, caratterizzato da piena sovranità, giustizia sociale e promozione della pace e della solidarietà con il resto del mondo.
La storica volontà di Cuba di impegnarsi in un dialogo serio e responsabile con il governo degli Stati Uniti, basato sul diritto internazionale, sull’uguaglianza tra Paesi sovrani, sul mutuo rispetto e a reciproco vantaggio, senza interferenze negli affari interni e nel rispetto assoluto dell’indipendenza e della sovranità degli Stati, è ampiamente documentata.
Come tutti sanno, incluso lo stesso governo degli Stati Uniti, Cuba non rappresenta alcuna minaccia per gli Stati Uniti, i suoi interessi nazionali o il benessere dei suoi cittadini, che sono sempre stati trattati con rispetto e ospitalità quando il loro governo ha permesso loro di visitare l’isola. Cuba non minaccia né attacca alcun Paese. Non è soggetta a sanzioni da parte della comunità internazionale. È un Paese pacifico, solidale e cooperativo, disposto ad aiutare e contribuire agli altri Stati.
È anche il Paese di un popolo coraggioso e combattivo. L’imperialismo si sbaglia quando crede che la pressione economica e la determinazione a infliggere sofferenze a milioni di persone spezzeranno la ferma determinazione a difendere la sovranità nazionale e ad impedire a Cuba di ricadere, ancora una volta, sotto il dominio degli Stati Uniti.
La comunità internazionale si trova di fronte all’inevitabile sfida di determinare se un crimine di questa natura sarà un segno di ciò che verrà, o se prevarranno la ragione, la solidarietà e il rifiuto dell’aggressione, dell’impunità e degli abusi.
Affronteremo questo nuovo assalto con fermezza, equanimità e la certezza che la ragione è assolutamente dalla nostra parte. La decisione è chiara: Patria o Morte, Vinceremo!
L’Avana, 30 gennaio 2026
#RavennainComune #Ravenna #Cuba
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Cuba condena y denuncia nueva escalada del cerco económico de Estados Unidos
Fonte: Representaciones diplomáticas de Cuba en el exterior del 30 gennaio 2026
