L’ASSESSORATO ALLA PACE SERVE A QUALCOSA?

Livorno ha una Giunta di centrosinistra. Il Sindaco, civico, è al secondo mandato. Tra i partiti che lo sostengono quello di maggior peso è il PD. Niente di sovversivo dunque. Però il sindaco ha ugualmente chiesto a Prefettura e Autorità Portuale di fornire chiarimenti urgenti a seguito delle segnalazioni e delle fotografie inviate dai residenti circa il passaggio di convogli militari sulle strade cittadine. Erano diretti al porto per l’imbarco sulla nave portaveicoli statunitense Alliance Norfolk, il cui attracco era programmato per mercoledì scorso alle 18:30 al Molo Italia del porto labronico.

“Forte dell’impegno preso in Consiglio Comunale nel 2021 – ha spiegato Salvetti – ho presentato istanza alla Prefettura per conoscere la natura dei trasporti e le misure di sicurezza adottate a tutela della popolazione e dei lavoratori”. Nessun riscontro ha ricevuto e nemmeno lo hanno avuto le analoghe istanze dei lavoratori del GAP-Gruppo Autonomo Portuali che richiedevano informazioni sulla destinazione finale dei mezzi e sul loro precedente utilizzo. Una cinquantina di bisarche erano in attesa sui piazzali. Tra i mezzi destinati all’imbarco figuravano autocarri tattici pesanti Oshkosh Hemtt, trattori militari Oshkosh M1070 progettati per il trasporto di veicoli corazzati e un centro operativo per il sistema di difesa aerea e missilistica integrata (Ibcs) prodotto da Northrop Grumman. 

Allora i lavoratori hanno dichiarato sciopero supportati da USB e la nave invece di imbarcare i mezzi a Livorno si è diretta verso il porto di Tangeri in Marocco. Un’altra vittoria dei lavoratori del porto di Livorno a poche settimane dal blocco della nave Sunaid X utilizzata dagli Stati Uniti per rifornire la base militare di Sigonella. Poche dichiarazioni e tanta sostanza a Livorno, dunque.

Proprio l’opposto di quanto accade dalle nostre parti. A Bologna dal 10 al 14 novembre Netafim, azienda israeliana impegnata nei territori occupati e nell’apartheid sionista, come tale denunciata da Francesca Albanese, sarà presente presso la Fiera Eima di Bologna, fiera organizzata in collaborazione con (e nei locali di) Bologna Fiere, società pubblica di cui sono soci il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna. Eppure de Pascale un anno e mezzo fa aveva impegnato la Regione a sospendere i rapporti con i soggetti legati al governo di Tel Aviv. Dunque?

E Ravenna? Barattoni pontificava: «Non si può continuare a far finta di non vedere e non sapere che contribuire al massacro di Gaza è disumano. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica». Però nelle farmacie comunali TEVA, nonostante figuri anch’essa tra le aziende che sfruttano l’occupazione sionista, continua a rifornire gli scaffali. E il codice etico di SAPIR, il maggior operatore portuale controllato da Comune e Regione? Il Sindaco aveva promesso che sarebbe stato cambiato per impedire il traffico di armi che alimenta il genocidio. Invece le modifiche sono state puramente estetiche, con attenta cura delle parole perché nessun impedimento arrecasse agli affari. Quanto alla trasparenza, ben ci ricordiamo il suo rifiuto di chiedere conto giudizialmente alle Dogane di quanto si sta continuando a far passare come armamenti in porto. Dunque?

Ravenna in Comune invita le Istituzioni a fare meno dichiarazioni inutili e ad agire di più perché anche il nostro territorio e il nostro porto cessino di essere complici del genocidio. Come cittadine e cittadini, studenti e studentesse, lavoratrici e lavoratori l’impegno abbiamo dimostrato di metterlo anche venerdì scorso, nella doppia manifestazione che dalla Città ha raggiunto i Lidi e il Porto. Ma le Istituzioni dov’erano? Cosa fanno? Il Comune di Ravenna ha perfino un assessorato alla Pace. Il Sindaco e l’Assessora dimostrino che serve a qualcosa.

[nell’immagine: un momento simbolico della manifestazione del 30 ottobre contro i traffici di armi in porto]

#RavennainComune #Ravenna #porto #Regione #Livorno #armi

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Impedito l’imbarco di mezzi militari Usa sulla nave Alliance Norfolk nel porto di Livorno

I lavoratori hanno proclamato lo sciopero immediato per la natura del carico. La car carrier è ripartita con destinazione Marocco

Fonte: Shipping Italy del 6 novembre 2026

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