
Ieri due parlamentari emiliano-romagnoli, la deputata Stefania Ascari e il senatore Marco Croatti (5 stelle), hanno presentato interrogazione urgente al Governo:
«Chiediamo conto al Governo della scelta inaccettabile dell’Agenzia delle Dogane di impugnare la sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che aveva giustamente riconosciuto alla giornalista Linda Maggiori e all’avvocato Andrea Maestri l’accesso ai dati sui materiali d’armamento transitati da Ravenna e destinati a Israele. Nell’atto di appello l’Avvocatura dello Stato si spinge a definire la pubblicazione di questi dati una minaccia alla sicurezza nazionale, arrivando persino a delegittimare l’inchiesta giornalistica con argomenti offensivi.
Questo muro di gomma alimenta fortissimi dubbi sulla trasparenza dei flussi militari, soprattutto alla luce del conflitto nella Striscia di Gaza, e vogliamo sapere con esattezza quali armi stiano transitando dai nostri porti e verso quali destinazioni. Il Governo non può apporre il segreto sui traffici d’armi nei porti italiani e a calpestare il diritto dei cittadini a essere informati».
Domani, giovedì 30 luglio, dalle 11.30, come Ravenna in Comune parteciperemo al presidio indetto dal “Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna” davanti alle Dogane, in via Darsena San Vitale 48, a Ravenna. Chiediamo che le Dogane rispettino la sentenza del Tar di Bologna e pubblichino i dati del passaggio di armi dal nostro porto. L’interesse pubblico non coincide con l’interesse del Governo a mantenere legami militare con Israele e i suoi alleati.
L’interesse pubblico è trasparenza: non complicità con i crimini di guerra. Ravenna in Comune invita la cittadinanza a partecipare.
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Ravenna in Comune: Porto San Vitale, presidio 30 luglio ore 11.30 davanti alle dogane
