
Venerdì sera, nella vicina Faenza, si è svolta una manifestazione in Piazza del Popolo per richiedere verità e giustizia per Abderrahim Fakir, il lavoratore ucciso in un’azione della polizia a Bologna. È stata promossa da Faenza Multietnica e hanno aderito e sono intervenute molte persone a titolo personale o in rappresentanza di realtà organizzate. È stata una manifestazione pacifica, partecipata e con ben chiare le connotazioni di razzismo e di repressione che circondano la morte violenta di Abderrahim.
In una vicina piazza, è stata autorizzata una contemporanea manifestazione di segno opposto per esprimere solidarietà alle cosiddette forze dell’ordine dal cui intervento è scaturita la morte violenza di una persona. È stata una provocazione ed insieme una vergogna organizzata dal candidato sindaco alle ultime comunali di Faenza del partito che vanta l’eredità del neofascismo missino, Fratelli d’Italia. Forse speravano che questa indecenza nel luogo sbagliato e nel momento sbagliato avrebbe dato il via ad azioni violente. Alcuni giornali hanno addirittura rovesciato i fatti, come se, assurdamente, la provocazione fosse stata di chi per primo aveva convocato la piazza.
Il giochino non è riuscito. La manifestazione della destra razzista è stata un flop. Nessuna violenza ha fagocitato l’attenzione distraendo dai fondamentali. Faenza si è confermata antifascista e antirazzista. E per questi tempi non è poco.
Ravenna in Comune ringrazia chi continua a fronteggiare quell’autoritarismo repressivo da cui è scaturita anche la morte di Abderrahim. L’elenco è lungo: Decreto Anti-rave party (DL 162/2022, convertito in L. 199/2022), Decreto Cutro (DL 20/2023, convertito in L. 50/2023), Decreto Caivano (DL 123/2023, convertito in L. 159/2023), Decreto Sicurezza I (DL 48/2025, convertito in L. 80/2025), Decreto Sicurezza II DL 23/2026, convertito in L. 95/2026). Tutti con nomignoli collegati a qualche evento o situazione cattura allocchi. Non a caso l’ultimo è l’anti-maranza per estendere ai minorenni l’anticostituzionale fermo di prevenzione. E anche Ravenna ha visto moltiplicarsi gli interventi di repressione.
Resistere a tutto ciò è la nostra Resistenza.
[nell’immagine: un momento della manifestazione di Faenza per Abderrahim Fakir]
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Morte di Abderrahim Fakir, Faenza si spacca: due presidi in contemporanea nel cuore della città
