UN’AMMINISTRAZIONE COL BOTTO

Questa sera, vigilia della festa patronale, è prevista una tempesta di fuochi di artificio su tutta la costa ravennate, da Marina Romea sino a Lido di Classe. Le nostre richieste di fare a meno di questa “tradizione” stupida e dannosa sono cadute nel vuoto un’altra volta. L’Amministrazione Comunale è sorda al pericolo: eppure solo un paio di giorni fa ad Andora due persone, una mamma e la sua bambina, hanno rischiato di bruciare vive proprio perché investite da un razzo durante lo spettacolo organizzato lungo il litorale savonese. L’Amministrazione è sorda anche rispetto all’inquinamento atmosferico. Sostanze come lo stronzio, lo zolfo, il titanio e il piombo che nessun medico consiglierebbe di respirare. Sordità anche per l’inquinamento marino: gli involucri di polimeri sintetici che racchiudono le polveri esplosive vanno a finire in mare contribuendo a quell’inquinamento a base di plastica che, ogni tanto, si racconta di voler evitare. Sordità, è il caso di dirlo, anche per l’inquinamento acustico che colpisce i soggetti più fragili della specie umana (specie bambini e anziani) e degli altri animali. Stress nei casi migliori. Morte in conseguenza dello spavento quando va male. Sordità alle emissioni di PM10 che, come ogni anno, incrementeranno grazie ai fuochi in un territorio già sofferente di suo. Tutto questo senza contare che quella dei “botti” è una vera e propria fabbrica di incidenti spesso mortali sul lavoro. Il 24 luglio 2015 ci fu un’autentica strage a Modugno, in provincia di Bari: dieci morti.

L’Amministrazione Comunale si sfrega allegramente le mani. «I fuochi di Sant’Apollinare sono uno dei momenti più attesi dell’estate ravennate – dichiara l’assessore al Turismo, Fabio Sbaraglia –. Uno spettacolo capace di coinvolgere la comunità e i tanti visitatori che scelgono Ravenna e i suoi lidi durante la stagione estiva». Certo che se l’Amministrazione Comunale ha bisogno dei botti per risvegliare l’interesse verso un territorio dichiarato patrimonio universale dall’Unesco, non è che abbia tante idee…

Eppure si tratta della stessa Amministrazione Comunale che, in occasione dell’ultimo dell’anno, aveva emanato una apposita ordinanza per vietare in maniera assoluta l’utilizzo e lo scoppio di fuochi d’artificio, razzi, mortaretti, petardi, raudi, candele romane e simili artifici pirotecnici nell’intero territorio comunale. Avevamo approvato: «Come Ravenna in Comune condividiamo la decisione dell’Amministrazione Comunale e ne siamo liete e lieti. Bene ha fatto l’Amministrazione Comunale di Ravenna e il Sindaco Barattoni a non perseverare negli errori dei suoi predecessori. Seguire quei cattivi esempi non sarebbe stato indice di coerenza ma solo di disattenzione verso il benessere di chi abita il Comune, umano o animale che sia. Ravenna in Comune lo chiedeva, sino ad ora inutilmente, dalla propria costituzione: dieci anni ci sono voluti! Speriamo sia un segnale per un nuovo atteggiamento almeno verso l’ambiente per affrontare il nuovo anno».

La stessa Amministrazione Barattoni che si è ben guardata dal fare rispettare la propria ordinanza di fine anno ora promuove direttamente i fuochi d’estate. E immaginiamo sarà solo un assaggio in attesa di quelli di Ferragosto. Ci proviamo lo stesso. Ravenna in Comune invita a «coinvolgere la comunità e i tanti visitatori» salvaguardando allo stesso tempo il loro benessere. Le alternative ci sono. Basta volerlo.

[nell’immagine: spettacolo luminoso lungo il canale Candiano in occasione del DePortibus]

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ravenna notizie

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Fonte: Ravennanotizie del 21 luglio 2026

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