CON SAIF, THIAGO E LA PALESTINA

Per capire cosa stia avvenendo a Saif e Thiago bisogna fare uno sforzo di immaginazione. Pensa a una schifezza e Israele la fa. Veloce più che mai. Anzi, il contrario. Israele fa schifezze che nemmeno avevi pensato di poter pensare pensabili.

Andare a casa d’altri, buttarli fuori e viverci dentro da padroni? È l’essenza della Nakba nel 1948 e da allora Israele lo pratica su scala industriale. I terroristi, che solo grazie alla propaganda sionista vengono chiamati coloni, buttano fuori i Palestinesi da case, villaggi, città, terre, risorse, beni culturali, tutto quanto era Palestinese, con l’appoggio dell’IDF, l’esercito Israeliano. Poi si installano loro, gli Israeliani, e ricominciano da un’altra parte. Ma non si fermano alla Palestina. No. Esportano il sistema ovunque. Libano. Siria… Dovunque i sionisti riescano ad arrivare.

Altro esempio degno della fantasia di uno scrittore di horror: avete mai pensato alla totale distruzione? È l’essenza di Gaza oggi. L’IDF, quello che è l’esercito più sadico al mondo anche si autoproclama “l’esercito più morale del mondo”, fa terra bruciata in quella che era una conurbazione brulicante di vita. Ogni singolo edificio è sbriciolato e ridotto in polvere. Con dentro chi lo abitava che, quindi, non verrà più ritrovato: uomini, donne, bambini, animali. Tutto sfracellato, sminuzzato, polverizzato e schiacciato. Non sono 70mila i morti Palestinesi. Quelli sono i corpi ritrovati. Gli altri sono diventati tutt’uno con la distruzione di Gaza. E anche questo sistema lo hanno esportato. Il sud del Libano viene ridotto così.

Dichiarazioni di guerra? Israele non riconosce alcuna regola internazionale. Fa tutto quello che può per sterminare chi considera un avversario prima che questi possa anche solo immaginare di essere nel mirino di un cecchino sionista. Omicidi singoli e collettivi, stragi nella popolazione, sistematica riduzione alla fame, ospedali come bersaglio, giornalisti da abbattere uno per uno, centri culturali e di istruzione da annichilire, ogni furto consentito, ogni stupro consentito, ogni tortura consentita, ogni massacro consentito. Con ogni mezzo e armamento disponibile. La guerra che il mondo ha cercato disperatamente di evitare e, quando non possibile, di irregimentare in un sistema regolato, per Israele è annientamento e cancellare la memoria stessa di quanto annienta.

Civiltà del diritto? Non c’è nessun diritto e nessuna civiltà che non sia quella che Israele sceglie come propria in un determinato momento. E vale solo per gli Israeliani. E nemmeno tutti. Certo non per gli arabi d’Israele, cittadini di serie B. Certo non per i Palestinesi dei territori occupati, che nemmeno hanno la dignità di essere umano. Non vale per i religiosi, mussulmani o cristiani che siano, tutti sputabili ed esecrabili. Ma non vale nemmeno per i propri religiosi, bastonabili anch’essi se si oppongono alla guerra. Per Israele l’unico diritto riconosciuto è quello di guerra, di libera preda, di violenza legittima, su tutto e tutti.

E dove si ferma Israele? Non si ferma. Arriva dovunque senza riguardo a concetti come sovranità o altro. Può assassinare chiunque in un Paese straniero, amico o nemico che sia, senza riguardo. Può arrestare, meglio ancora rapire, chiunque in un qualunque Paese, amico o nemico che sia, senza riguardo.

L’ultima ci colpisce solo perché è l’ultima. Non per il grado di efferatezza ma per l’incapacità della memoria di trattenere ogni misfatto compiuto da quando Israele è sorto e su cui ha edificato quell’abominio che chiama sionismo. E allora, solo per questo, ci colpisce l’ultimo assalto alle pacifiche imbarcazioni che veleggiavano avendo a traguardo Gaza, le rovine di Gaza, i morti viventi lì rinchiusi. La Global Sumud Flotilla. Sono state assalite al largo di Creta e quindi ancora in acque europee, lontanissime dalle coste di quella Gaza che Israele ha dichiarato non raggiungibili da alcuno. I partecipanti alla  Flotilla sono sopravvissuti a 40 ore di crudeltà deliberata a bordo di una nave della marina Israeliana nelle acque Greche. È stato loro negato cibo e acqua a sufficienza. Sono stati costretti a dormire su pavimenti che venivano deliberatamente e ripetutamente allagati. Poi l’IDF ha deportato in Israele due partecipanti, Saif Abukeshek, cittadino di origini Palestinesi con passaporto Svedese e Spagnolo, e Thiago Ávila, cittadino Brasiliano. Al tentativo di opporre una resistenza passiva, i resistenti sono stati presi a pugni e calci e trascinati sul ponte con le mani legate dietro la schiena.

Israele accusa Saif Abu Keshek di essere membro di spicco del Pcpa (organizzazione designata e sanzionata dagli Stati Uniti come copertura di Hamas) e Thiago Ávila di operare con il Pcpa quindi sospettato di attività legali. Il Popular Conference for Palestinians Abroad (Pcpa), o Congresso Popolare dei Palestinesi all’Estero, è un’organizzazione con sede a Istanbul che Israele ha accusato di essere un braccio operativo e finanziario di Hamas. Sono stati sequestrati su un’imbarcazione italiana.

Ravenna in Comune chiede al Governo Italiano, che si dichiara amico di Israele, di agire immediatamente per la liberazione di Saif e Thiago dopo l’atto di pirateria compiuto dai loro amici Israeliani su imbarcazione Italiana. Ravenna in Comune chiede al Sindaco di Ravenna di ricordarsi delle sue promesse:

«C’è sempre una parte dalla quale stare e l’Emilia-Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi, non quella dei Governi criminali e delle organizzazioni terroristiche. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica».

Ravenna batta un colpo. Noi non siamo dalla parte del Governo criminale di Israele e dell’organizzazione terroristica dell’IDF. Dimostriamolo schierandoci a fianco di Saif, di Thiago, dei loro diritti e di quelli della popolazione palestinese tutta. Facciamo di Israele il paria del mondo e, finalmente, chiudiamo ad Israele il porto di Ravenna!

[nell’immagine: due momenti del presidio a difesa della Flotilla a Ravenna il 30 aprile 2026. A sx Carlo Alberto Biasioli rapito e detenuto da Israele durante la precedente missione della Flotilla; a dx bandiere Palestinesi in Piazza del Popolo per cancellare la vergogna della bandiera Israeliana fatta sventolare dal Sindaco dal Palazzo Comunale]

#Ravenna #RavennainComune #GlobalSumudFlotilla #Gaza #Palestina

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Global Sumud Flotilla: “Sopravvissuti a 40 ore di calcolata crudeltà”

Fonte: Ravenna Today del 2 maggio 2026

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