
In questi ultimi anni anche a Ravenna la possibilità di fare e leggere informazione è impresa sempre più difficile. Più è preziosa l’informazione indipendente nella crisi della democrazia che perdura e si aggrava la fame di un sapere non preconfezionato e più diventa difficile procacciarsi le conoscenze indispensabili. Indispensabili a compiere delle scelte informate, ossia ciò che sostanzia la democrazia. Invece il percorso è quello opposto: le decisioni calate dall’alto sono fatte accettare alla popolazione da una informazione che invariabilmente le supporta, screditando o annichilendo ogni possibile diverso punto di vista. Per questo è importante il lavoro del Coordinamento per la libera informazione, costituitosi proprio a Ravenna, di cui Ravenna in Comune fa parte assieme ad altre organizzazioni politiche, associazioni e cittadine e cittadini.
In questi anni abbiamo lavorato intensamente perché a Ravenna fosse possibile ascoltare voci differenti da quelle che inculcano l’unica monotematica “verità” calata dall’alto. Tra le tante voci portate a Ravenna che meriterebbero di essere citate ci piace ricordare almeno quella dell’Ambasciatore e saggista Alberto Bradanini, dell’analista geopolitico ed economico Demostenes Floros, della giornalista di inchiesta Stefania Maurizi. Ed intendiamo continuare.
Proprio per questo ci è sembrato doveroso pubblicare il comunicato firmato dall’Ambasciatrice Elena Basile e dal Prof. Angelo d’Orsi, in attesa che si presenti l’occasione per avere anche loro a Ravenna. Si tratta di un allarme che deve essere urgentemente raccolto, pena un ulteriore arretramento degli spazi democratici di questa Repubblica:
Censura europea e doppi standard
In Europa, la situazione sta degenerando. Il Liberalismo appare superato nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei socialisti europei.
L’onorevole Pina Picierno, forte della sua carica di vicepresidente del Parlamento UE, non perde occasione per lanciare strali diffamatori verso i “putiniani” d’Italia, sorretta, all’interno, dal senatore Carlo Calenda, e da qualche radicale e “+europeista”.
Tra i bersagli favoriti ci sono un’ambasciatrice e un professore universitario, e tanti giornalisti che criticano nei loro scritti la politica della NATO, come Vauro Senesi giornalista, umorista e vignettista ben conosciuto. Ogni iniziativa culturale viene regolarmente attaccata, specialmente quelle del prof. D’Orsi, non di rado con tentativi di aggressione. È successo recentemente a Milano, a Perugia, a Marzabotto, a Bologna, a Foligno, a Napoli, a Varese.
Il sen. Calenda ha fatto una conferenza stampa per denunciare come atto “indecente” la presentazione del libro di Angelo d’Orsi nella Sala Stampa di Montecitorio, con la partecipazione, accanto all’autore, dell’Ambasciatrice Elena Basile, dell’’on. Stefania Ascari e della giornalista Fiammetta Cucurnia.
L’Ambasciatrice è stata linciata sui giornali più letti, è stata chiamata “addetta della Farnesina” e “funzionario di grado medio basso”.
Il gruppo di intellettuali summenzionato ha partecipato recentemente al festival del cinema documentario “Il tempo dei nostri eroi” (Bologna, 11-12 aprile) organizzato dalla rete internazionale RT-Doc, nel quale si sono proiettati docufilm su varie aree di crisi nel mondo, in particolare sul genocidio di Gaza. Un festival promosso, tra gli altri, dal grande regista serbo Emil Kusturiça. Ebbene, l’on. Picierno ha trovato il tempo di indirizzare una lettera aperta alla presidente del Consiglio, per chiedere divieti, censure e sanzioni per i partecipanti. La trasmissione tv “Di Martedì”, in data 14 aprile, ha mandato in onda un servizio di due comici che fanno satira di parte al servizio dei potenti di un partito, che si concludeva con sberleffi all’indirizzo di privati cittadini rei di avere osato guardare documentari di autori belgi, tedeschi, turchi, slovacchi, russi sulla guerra in Ucraina e su Gaza.
Come è noto molti politici difendono Israele malgrado le aggressioni e le violazioni del Diritto Internazionale, partecipano a conferenze del Governo saudita i cui rappresentanti sono stati considerati i mandanti del delitto di un giornalista Kasoggi avvenuto nel consolato saudita in Turchia e polemizzano aspramente con il Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco per avere concesso il padiglione ai russi come agli israeliani. I doppi standard imperversano. Alcuni organi di stampa, vedi “Il Foglio”, rilanciano le accuse della Picierno e chiedono che siano applicate le sanzioni europee a liberi cittadini colpevoli di avere assistito a un festival del cinema.
Ricordiamo che la Commissione Europea, organo esecutivo e non giudiziario, ha bloccato i conti al politologo svizzero Jacques Baud senza processo, limitando duramente la sua libertà di circolazione e ha ricattato economicamente la Biennale. Le banche dei Paesi europei applicano nell’indifferenza delle destre e dei socialisti europei le sanzioni statunitensi a Francesca Albanese.
La censura dei media russi decisa dalla Commissione europea è contraria ai nostri principi costituzionali. Se fossimo in guerra con la Russia, essa avrebbe dovuta essere dichiarata dal Presidente della Repubblica dopo una discussione e conseguente decisione parlamentare. I cittadini europei sono liberi, fino a prova contraria, di ascoltare propaganda ucraina, russa, NATO, cinese, statunitense, iraniana e di farsi la propria opinione. La censura è una violenza autoritaria e intimamente fascista. Le libertà di pensiero, di espressione e di stampa sono tutelate dalla Costituzione e dai Trattati europei.
Ci appelliamo all’intellettualità libera, a prescindere dagli orientamenti politici dei singoli, perché faccia udire la propria voce di protesta, e si schieri, senza esitazione, dalla parte dello Stato di diritto. Chiediamo ai cittadini, ai politici, agli artisti, agli scrittori, a uomini e donne del cinema e del teatro, ai giornalisti di mobilitarsi per respingere ogni tentativo di silenziare o ostracizzare chi si rifiuta di piegarsi a una narrazione univoca della guerra in Ucraina e delle guerre in Medio Oriente, sulla base non di pregiudizi ideologici, bensì della documentata ricostruzione dei fatti, sorretta dalla gran parte della storiografia e dell’analisi politologica.
Ricordiamo che chi non viene colpito oggi, molto probabilmente lo sarà domani; coloro che provano a ragionare con la propria testa, se cedono ai ricatti e alle pressioni, piegandola oggi, domani la vedranno rotolare in un cesto.
Elena Basile, Angelo d’Orsi
[nell’immagine, da sinistra: Stefania Ascari, Angelo d’Orsi, Fiammetta Cucurnia e Elena Basile]
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Censura europea e doppi standard – Comunicato di Elena Basile e Angelo d’Orsi
