IL NO DEI MEDICI E’ ANCHE IL NOSTRO

Per tre medici ravennati è stata disposta l’interdizione totale dalla professione medica per 10 mesi. Per altri cinque è stata disposta la misura cautelare dell’interdizione dal rilascio di certificazione relativa all’idoneità per i CPR per 10 mesi. Non si può condividere nessuna di queste misure, né le motivazioni riportate dai giornali: «forte coinvolgimento ideologico ed emotivo». Questa la «ripetuta condotta criminosa» imputata dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ravenna che ha sostanzialmente accolto le richieste dei due pubblici ministeri, un uomo e una donna, nonostante l’AUSL avesse già esonerato i medici dal rilascio dei certificati.

Come Ravenna in Comune lo ripetiamo: «L’attacco sferrato ai medici di Ravenna è un attacco a tutte e tutti noi». Per questo ribadiamo la nostra solidarietà alle «indagate e agli indagati per dare un segnale a chi, in tutta Italia, non si limita a mettere un timbro di idoneità all’internamento nel CPR quando la polizia gli porta davanti il/la straniero/a di turno». 

Toghe rosse? Dove sono le toghe rosse contro cui punta il dito la destra? Abbiamo già detto che qui siamo davanti ad un altro capitolo della «repressione che minaccia la democrazia costituzionale»: «Ravenna, città tranquilla amministrata da un distratto centrosinistra, è il laboratorio ideale per le prove di repressione che verranno poi replicate su scala italiana. Per questo sono partite qui le indagini contro il personale medico».

E perciò non è per stringerci a presunte compagne e compagni giudici, che esistono solo nella narrazione tossica della destra di Governo, che chiediamo di bloccare la modifica alla Costituzione che riguarda la magistratura. È per noi che lo facciamo. Se c’è qualcosa da tutelare non è la magistratura, ma l’essenziale distinzione dei poteri, legislativo, esecutivo e giurisdizionale. Ormai della tripartizione originaria ne sopravvivono solo due. «Il Parlamento, su cui la nostra democrazia (per l’appunto chiamata parlamentare) dovrebbe fondarsi, da cui promana il potere legislativo, è stato asservito al Governo. Le leggi nascono come decreti legge al di fuori di ogni eccezionalità che li consentirebbe e con la complicità del Presidente della Repubblica. Al Parlamento, composto di nominati dalla maggioranza di Governo, spetta solo la ratifica. L’unico baluardo rimasto è il potere della magistratura. Ed è quello che oggi si vuole subordinare al Governo. Dopodiché il passaggio ad un sistema autoritario mascherato da democrazia sarà compiuto».

Il 22 e 23 marzo andiamo ai seggi e votiamo NO. Non per la salvaguardia dei giudici, dei magistrati, di tutto l’apparato di Giustizia, ma per noi. Per la democrazia. E anche per quegli otto medici che hanno avuto il coraggio di dire NO stupendo il potere che da loro si aspettava un sì. Stupiamo anche noi il potere che si aspetta una vittoria dei sì al referendum.

Votiamo NO per la libertà di tutte e tutti noi.

[l’immagine riprende un momento della manifestazione di sabato a Bologna a sostegno dei medici ravennati]

#RavennainComune #Ravenna #referendum #medici #cpr

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Medici sospesi per certificati anti-rimpatrio: “Comportamenti di rilievo penale particolarmente gravi”

Fonte: il Resto del Carlino del 15 marzo 2026

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