
Oggi, come ogni anno, si celebra l’anniversario della strage del Ponte degli Allocchi. Commemoriamo l’uccisione di Domenico Di Janni, Augusto Graziani, Mario Montanari, Michele Pascoli, Raniero Ranieri, Umberto Ricci, Aristodemo Sangiorgi, Valsano Sirilli, Edmondo Toschi, Natalina Vacchi, Giordano Vallicelli e Pietro Zotti. Il 25 agosto del 1944 furono 12 le persone assassinate per rappresaglia dalle Brigate Nere intitolate ad “Ettore Muti”, gerarca e squadrista. L’eccidio venne in risposta all’uccisione di Leonida Bedeschi, uno squadrista della “Ettore Muti”, un feroce assassino conosciuto come “Cativeria”, da parte del giovane partigiano della Brigata Garibaldi, Umberto Ricci (nome di battaglia “Napoleone”). «La mattina del 25 agosto verso le 5, nello stesso luogo ove era stato ucciso Leonida Bedeschi è stato giustiziato con impiccagione Ricci Umberto, colpevole e Lina Vacchi, di circa 30 anni, sovversiva, più dieci elementi sovversivi tenuti in ostaggio e fucilati”. Così scriveva in un comunicato riservato l’ufficio politico investigativo della Guardia Nazionale Repubblicana (la formazione militarizzata al servizio della Repubblica Sociale fascista nella lotta contro la Resistenza).
Il Ponte degli Allocchi, ora ridenominato Ponte dei Martiri in ricordo della strage, congiungeva Via degli Allocchi (oggi ridenominata Via Mario Montanari in ricordo di uno dei partigiani uccisi) a Porta Gaza. Per quanto il nome della Porta urbica nulla c’entri con l’omonima Striscia di Gaza palestinese, ci sembra degno di nota che parole così legate a due movimenti di Resistenza si trovino così vicine l’una all’altra.
Scrivevamo un anno fa in occasione di questa ricorrenza: «La Carta delle Nazioni Unite è stata stilata dopo la sconfitta del nazi-fascismo nel secondo conflitto mondiale. La Carta chiama così il diritto di Resistenza: “diritto naturale di autotutela individuale o collettiva” (art. 51). È il diritto dei popoli a resistere, anche con la forza, quando la comunità internazionale non interviene in loro soccorso contro chi li aggredisce. È bene ricordarsene quando la pubblica informazione, che veicola il pensiero unico del liberismo dominante, attribuisce con leggerezza la patente di “terrorista” a chi, in tanti Paesi del Mondo, rifiuta di sottomettersi alla violenza fascista e nazista di cui è fatto oggetto. Oggi, se non vuole che il suo discorso sia vuoto e retorico, quel Sindaco, che a Ravenna ha fatto sventolare da Palazzo Merlato la bandiera di uno Stato nazi-fascista, dovrebbe decidersi a pronunciare la parola Palestina. E subito dopo condannare l’aggressore nazi-fascista israeliano e esprimere solidarietà all’aggredito palestinese. È dal 7 ottobre 2023 che stiamo aspettando».
Il Sindaco da allora è cambiato ma Ravenna in Comune sta ancora aspettando.
Ora e sempre Resistenza.
[nell’immagine: a sx la commemorazione del primo anniversario dell’eccidio di Ponte degli Allocchi; a dx la pianificazione del genocidio di Gaza]
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Eccidio di Ponte dei Martiri, 81° anniversario: il programma della cerimonia
