UN ALTRO OMICIDIO DI LAVORO PER CADUTA DEL CARICO

È morto un lavoratore. L’ennesimo. Stando alle notizie giornalistiche, altri due lavoratori sono stati coinvolti nella stessa situazione che ha portato la morte «in un cantiere edile di Faenza. Un operaio di 42 anni è morto dopo essere stato colpito da un carico caduto da una gru. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.20 in via Pana. Dalle prime informazioni, un’altra persona sarebbe rimasta ferita. Sul posto è intervenuta ambulanza e eliambulanza.

Secondo le prime ricostruzioni, il carico di materiale si sarebbe sganciato dalla gru e sarebbe precipitato, colpendo in pieno il 42enne. Un secondo operaio, un uomo di 55 anni, sarebbe stato a sua volta colpito dal materiale. Avrebbe riportato traumi meno gravi ed è stato soccorso dal personale del 118 per le cure necessarie e trasportato al Santa Maria delle Croci di Ravenna. Un altro operaio pare sia stato leggermente ferito».

Secondo il Rapporto 2025 dell’Osservatorio permanente sugli infortuni e sulle malattie professionali in Emilia-Romagna (redatto dalla CGIL regionale), «le cadute dall’alto o in profondità (33,1%) e la caduta di oggetti su lavoratrici e lavoratori (caduta di gravi, 15,7%) rappresentano quasi la metà degli eventi mortali complessivi (48,8%)». Si tratta di rischi facilmente identificabili e altrettanto facilmente evitabili. Già tre anni fa il direttore del Servizio prevenzione e sicurezza in ambienti di lavoro di Ravenna dell’Ausl Romagna, Gianpiero Mancini, non aveva dubbi in merito: «vi sono eventi, come le cadute dall’alto, che si potrebbero prevenire usando le normali precauzioni di cantiere». Se i lavoratori cadono e le cose cadono sui lavoratori significa che al padrone non importa nulla di evitare che ciò accada.

I titoli dei giornali parlano di “tragico incidente sul lavoro”.  Ma eventi come questi non sono incidenti: sono omicidi tentati o riusciti. Quello che si potrebbe prevenire si realizza perché evitarlo rappresenta un costo per il padrone. La sicurezza di lavoratrici e lavoratori se messa al primo posto comporta un aumento nelle spese per la sicurezza, una diminuzione della produttività e quindi una riduzione dei profitti del padrone. È la famosa mano invisibile del libero mercato, baby. Che, a differenza di quanto sostengono i liberisti, non genera benessere collettivo ma strizza a fondo lavoratrici e lavoratori per tirar fuori tutto il guadagno possibile. E che, mentre vengono strizzati, i lavoratori subiscano danni, vengano feriti o, addirittura, siano uccisi, fa parte delle regole del gioco. Non dichiarate ma di quotidiana applicazione.

Sappiamo bene che alla destra complice dei padroni di tutto ciò non frega nulla. Ma in cosa si differenzia il centrosinistra che del liberismo ha fatto la propria bandiera? A Faenza, come a Ravenna, Lugo, Russi, Alfonsine, Bagnacavallo ecc. ecc. è il centrosinistra che amministra la cosa pubblica. La Provincia di Ravenna è funestata da “incidenti” come se fosse un’epidemia, una piaga biblica. In Italia ogni giorno ci sono tre persone che escono di casa per recarsi al lavoro ma non vi fanno ritorno. In Emilia Romagna la media di omicidi di lavoro è 5,86 per 100mila abitanti. Ma nella nostra Provincia siamo a quota 6,42! Perciò come Ravenna in Comune interpelliamo i Sindaci del nostro territorio: cosa state facendo per dimostrare di essere megli del Governo nazionale?

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Tragico incidente sul lavoro a Faenza: un operaio muore colpito da un carico caduto da una gru

Fonte: Ravennanotizie del 1° ottobre 2026

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