IL BOSCO SECCO

Come Ravenna in Comune non abbiamo festeggiato la realizzazione del rigassificatore, come ha fatto il PD, il centrosinistra e pure il centrodestra. Né abbiamo festeggiato la messa in opera di misure cosiddette compensative come se si trattasse di un regalo gentilmente concesso. Dunque non festeggiamo adesso che le piantine che contornavano la stazione di terra si sono seccate. Per chi considera gli alberi delle creature viventi si è trattato di uno sterminio. Per chi guarda al beneficio per l’uomo si è trattato non solo di un inutile spreco ma altresì di un ritardo. E comunque di una solenne presa in giro per la cittadinanza. Qualcuno se lo ricorda Barattoni che solo pochi giorni fa straparlava di trasferirci la comunità di pavoni di Punta Marina come se veramente quella sterpaglia fosse un bosco? Condividiamo appieno quanto dichiarato dal Gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna, Italia Nostra sezione di Ravenna e Animal Liberation: «nelle operazioni di compensazione/greenwashing come quella capitata per la foresta secca di Punta Marina, gli alberi non sono argomento di progettazione, ma semplici pali da ordinare, interrare e contare». 

Intanto SNAM si fa bello nei conti trimestrali proprio grazie al rigassificatore di Ravenna e ci ricorda che gran parte dell’incremento dei ricavi è dovuto al «contributo del terminale FSRU di Ravenna, entrato in esercizio a maggio 2025 (+18 milioni di euro)». Un “contributo” pagato caro dalla cittadinanza ravennate che il rigassificatore ha subito (nella felicità dell’ottusa politica locale) e più estesamente dalle Italiane e dagli Italiani che si accollano il miliardo e passa di soldi pubblci spesi per la BW Singapore, le condotte, il terminale a mare, la stazione di terra, la diga, gli escavi e, naturalmente, il “bosco di 80 ettari” che esiste solo nell’immaginazione distratta del Sindaco.

Lasciamo la politica locale a festeggiare e pure l’Autorità Portuale che grazie ai numeri del rigassificatore racconta la storiella del boom del porto dopo le centinaia di milioni di euro anche qui spesi dalla comunità. Qualcuno se lo ricorda il chilometro di banchine che raccontavano indispensabile per un nuovo terminal container e che, invece, è utilizzato per il cantiere per il rigassificatore? Noi sì. E cercheremo di non farlo dimenticare neanche a chi vorrebbe nasconderlo sotto il tappeto. O seppellirlo nel “bosco di 80 ettari” che esiste solo nell’immaginazione distratta del Sindaco.

[immagini di Massimo Fiorentini: il bosco secco e la rivendicazione di chi l’ha piantato]

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ravenna notizie

Gruppo Salviamo i pini: Gli alberi della “foresta” per il rigassificatore SNAM sono già secchi

Fonte: Ravennanotizie del 10 giugno 2026

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