LA SICUREZZA SUL LAVORO NON E’ SOLO UNA PAROLA

Ieri mattina un operaio che si trovava per lavoro su una banchina del porto di Ravenna è stato condotto d’urgenza al Bufalini di Cesena. Così riportano i giornali: «Un operaio è rimasto ferito intorno alle 10 di giovedì 4 giugno, alla banchina dello stabilimento Lloyd, al porto di Ravenna, dopo essere stato colpito alla testa da una lastra durante alcune operazioni. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore stava partecipando all’installazione di una struttura quando la lastra lo avrebbe colpito al capo».

Sono tante le domande che fa venire in mente la prima ricostruzione degli eventi. Innanzi tutto rileva il fatto che il lavoratore non appartenesse alle categorie che hanno normalmente accesso consentito alle banchine portuali, ossia i lavoratori alle dipendenze dei soggetti di cui agli art. 16, 17 e 18 della Legge dei Porti (L.84/1994). Si trattava dunque di un addetto alle attività di cui all’art. 68 del Codice della Navigazione? Oppure l’operaio non c’entrava con nessuno dei soggetti autorizzati dall’Ente Porto ai lavori su banchina? E a quali attività era intento, allora, in un luogo ad altissimo rischio come una banchina portuale? E per conto di chi? Forse un appalto? O sub-appalto? O sub-sub-appalto? Ci sono state altre denunce che hanno riguardato lavoratori morti feriti su quella banchina? Per quali motivi?

Il 18 giugno 2019 il Consiglio Comunale di Ravenna approvava senza voti contrari la richiesta di Ravenna in Comune di istituire un “Osservatorio per la legalità e la sicurezza sul lavoro”. L’allora nostro capo gruppo, Massimo Manzoli, chiariva in una dichiarazione alcuni degli scopi dell’iniziativa: «Ho richiesto l’impegno di Sindaco e Giunta alla istituzione di un “Osservatorio per la legalità e la sicurezza sul lavoro” che possa fare da coordinamento attivo, coinvolgendo tutti gli attori della filiera del lavoro interessati, di volta in volta, alla criticità da affrontare, cercando di favorirne il dialogo quando necessario. L’osservatorio dovrà essere uno strumento utile al monitoraggio della concreta applicazione dei protocolli sugli appalti pubblici e privati, sulla sicurezza, sul rispetto delle condizioni di lavoro. Dovrà quindi essere un collettore di informazioni e relazionare annualmente sulle criticità emerse e sull’andamento degli infortuni nel lavoro dei diversi settori».

Il 22 febbraio 2022, conclusasi la consigliatura, lo stesso Manzoli denunciava: «In Consiglio chiedemmo l’istituzione di un osservatorio comunale, con una struttura interna dedicata. Quello che è stato fatto finora è del tutto insufficiente. La maggioranza la volle in capo alla Prefettura, ma l’attualità ci dice che sul tema non stiamo facendo abbastanza. Non mi risulta che abbia messo in campo delle azioni, invece occorre un monitoraggio su ciò che accade e interventi mirati sul territorio che ha vocazioni legate all’energia, alla chimica, all’agricoltura». A sette anni di distanza dal voto che l’avrebbe dovuto istituire, di Osservatori non c’è traccia né in Comune né in Prefettura. Sono destinate a rimanere perciò senza risposta le domande che abbiamo posto.

L’istituzione dell’Osservatorio, oltre che il frutto di una decisione democratica dell’organo di rappresentanza della cittadinanza in Consiglio Comunale, è anche indispensabile per indirizzare le verifiche degli organi preposti (Ausl, Ispettorato del Lavoro, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto e gli altri organi di Polizia). Come ben noto solo l’effettuazione di verifiche frequenti e impreviste serve da deterrente alla violazione delle norme preposte alla salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori. In difetto cronico di personale ispettivo è dunque indispensabile una mappatura delle attività a maggior rischio ed un costante aggiornamento della stessa per consentire incisività nella vigilanza sui luoghi di lavoro.

Se si continua a non attuare l’Osservatorio, ossia lo strumento che avevamo appositamente previsto a questo scopo, significa che, al di là delle parole, manca la volontà di rendere effettiva la sicurezza del lavoro. Nel manifestare solidarietà al lavoratore che ieri non è tornato a casa, chiediamo dunque al Sindaco di attivarsi perché, finalmente, l’Osservatorio per la legalità e la sicurezza sul lavoro divenga pienamente operativo. Perché “sicurezza” non è solo una parola da tirar fuori dal cassetto nell’anniversario della Mecnavi!

[nell’immagine: la banchina dove è stato ferito il lavoratore] 

#RavennainComune #Ravenna #sicurezza #lavoro

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Infortunio al porto, operaio ferito alla testa durante i lavori sulla banchina: portato in elicottero all’ospedale

Fonte: RavennaToday del 4 giugno 2026

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