UN ALTRO LAVORATORE PRECIPITA ASSIEME ALLA CREDIBILITA’ DELLE ISTITUZIONI

Ieri abbiamo avuto il primo lavoratore del 2026 a farsi gravemente male durante il turno al cantiere di Rosetti al porto. Apprendiamo dalla stampa che “il lavoratore era impegnato nei lavori di costruzione di una piattaforma. La struttura era già circondata da un’impalcatura, mentre all’interno erano in corso le operazioni per fabbricare una torre di salita. L’operaio sarebbe caduto mentre cercava di verificare quali parti mancassero per implementare il ponteggio”. Sappiamo che le cadute dall’alto costituiscono una delle più importanti cause di infortunio sul lavoro. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio permanente sugli infortuni e sulle malattie professionali in Emilia-Romagna a cura della CGIL è relativo al 2024. Riporta che “le cadute dall’alto (33%) e la caduta di oggetti su lavoratrici e lavoratori (15,7%) descrivono quasi la metà degli eventi mortali”. Eppure non dovrebbe essere così. Garantisce Gianpiero Mancini, direttore del Servizio prevenzione e sicurezza in ambienti di lavoro di Ravenna dell’Ausl Romagna, che “vi sono eventi, come le cadute dall’alto, che si potrebbero prevenire usando le normali precauzioni di cantiere”.

Poco prima della fine dello scorso anno a Ravenna in Prefettura è stato sottoscritto il nuovo Protocollo d’intesa per l’attuazione del “Progetto per il miglioramento della sicurezza sul lavoro nell’ambito del sito portuale”. Il Protocollo è stato sottoscritto da Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Confindustria Romagna, Confimi Industria Romagna, Confartigianato, CNA, Confcooperative Romagna Estense, Legacoop Romagna, AGCI, CISL, FITCISL, CGIL, FILT-CGIL, UIL, UIL Trasporti, Compagnia Portuale e A.U.S.L. Romagna. Come recita il comunicato ufficiale: “Si ribadisce e conferma l’impegno che dal 2008 la comunità ravennate porta avanti per meglio tutelare quel diritto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro che da tempo è sentito come prioritario da parte di tutti gli enti, le aziende e le amministrazioni pubbliche, a livello centrale e locale, che operano all’interno del porto e al quale sono chiamati a partecipare le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria”. 

Come Ravenna in Comune ci riconosciamo nelle parole di Massimo Manzoli, nostro capogruppo quando eravamo in Consiglio Comunale, che, al momento di cessare il suo incarico dichiarava in una intervista rilasciata al Corriere Romagna il 23 luglio del 2021: “il protocollo è uno strumento di facciata non efficace, lo dicono i dati non Manzoli. E cito Calamandrei, quando parlava della Costituzione: i protocolli sono pezzi di carta, li lascio cadere e non si muovono. Perché si muovano bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere le promesse, e la propria responsabilità”.

Dopo cinque anni da quelle parole i fatti confermano che l’asserita priorità delle Istituzioni nel tutelare il diritto alla sicurezza dei lavoratori del porto (e non solo del porto) è tale solo sulla carta e che la strada che conduce all’obiettivo non si è nemmeno iniziato a percorrerla.

#RavennainComune #Ravenna #lavoro #porto #sicurezza

__________________

Ravenna, operaio cade durante la costruzione di una piattaforma nei cantieri Rosetti Marino

Fonte: Corriere Romagna del 19 gennaio 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.