ASSEMBLEA AGLI SPEYER

A Ravenna si sta sviluppando un dibattito sul tema della sicurezza infettato da stereotipi, telecamere e richiami all’ordine. E nulla più. Centrodestra e centrosinistra in questo, come in altri importanti temi, si concentrano sui rispettivi slogan per oscurare il fatto che propongono un’identica visione del mondo. Una visione che non ci piace per niente. Essendo assente la nostra voce dai palazzi istituzionali abbiamo approfittato dell’intervista a Raffaella Sutter per dare megafono a quel bisogno di politiche sociali che a Palazzo Merlato non trova ascolto. Rilanciamo sullo stesso tema una proposta firmata La Ravenna Antifascista che ha dato notizia dell’intenzione di allargare il dibattito in forma pubblica oggi, 30 luglio, dalle ore 18.00, presso i Giardini Speyer, lungo viale Farini, a Ravenna. Come Ravenna in Comune crediamo che sia indispensabile e urgente rifocalizzare il problema sicurezza rispetto alle ronde, agli insulti, ai cori razzisti e fascisti attorno a cui si sta avviluppando. Quella di mercoledì può essere una prima importante occasione. Di seguito il comunicato pervenutoci:

ASSEMBLEA PUBBLICA

Mercoledì 30/7 ore 18:00 presso Giardini Speyer, viale Farini – Ravenna.

La spirale dell’odio non si ferma mai al primo bersaglio.

L’ombra nera del fascismo è tornata a infestare le nostre strade. Assemblea aperta a tutte le persone che rifiutano di chinare la testa davanti alla barbarie, che non accettano il silenzio complice, che credono ancora nella dignità umana contro ogni forma di squadrismo. Parliamo della ronda fascista che ha profanato i Giardini Speyer di Ravenna sabato 19 luglio. Un episodio che grida vendetta civile.

Dopo l’accoltellamento tra minorenni con presunto responsabile di origine tunisina, Francesco Patrizi – padre del ragazzo accoltellato – ha scatenato una “caccia all’uomo” degna dei peggiori momenti della nostra storia. Una ronda non autorizzata eppure benedetta e tutelata dalle forze dell’ordine, in un cortocircuito istituzionale che fa rabbrividire. Il veleno si è propagato come un contagio mortale fino ai livelli nazionali: il quotidiano Libero ha titolato “Ravenna, portate via il magrebino o ci penso io”, mentre Patrizi conquistava i riflettori attraverso “La Zanzara” e i social, trasformandosi nell’ennesimo profeta dell’odio razziale.

Tra i protagonisti di questa manifestazione di fascismo e suprematismo bianco si sono materializzati Maurizio Bucci (imprenditore della ristorazione), Gian Filippo Nicola Rolando (ex-consigliere Lega), Veronica Verlicchi e Roberto Ticchi della Pigna.

Quando un gruppo coraggioso di donne antifasciste ha osato alzare la voce del dissenso, la reazione è stata una violenza verbale bestiale: “troie in cerca di ca*i ne*i da bombare”, minacce di morte, tentativi di aggressione fisica a cui è seguito un blando intervento delle forze dell’ordine.

Ecco l’amaro paradosso che squarcia ogni illusione: le stesse forze dell’ordine che proteggevano questa manifestazione illegale hanno accerchiato e isolato le persone minacciate, rifiutandosi di identificare coloro che commettevano reato davanti ai loro occhi. All’indignazione delle minacciate, le forze dell’ordine rispondevano con un secco “querelateli” e il tentativo grottesco di disperderle, pur ammettendo che la manifestazione non era autorizzata. Stato di diritto? Quale stato di diritto?

Questo episodio non è un caso isolato, ma un tassello malato di una strategia che attraversa l’Italia come una peste: Bologna, Milano anti-“maranza”, dove a definire chi è “maranza” è semplicemente la quantità di melanina, in un mondo sempre più intriso di suprematismo bianco. I personaggi politici locali si fanno megafoni di una retorica velenosa: giustizia privata, espulsione coatta dei “clandestini”, violenza discriminatoria che non conosce limiti. Un agire al di sopra dello Stato e della legge che ricorda gli Stati Uniti di Trump, mentre l’Italia meloniana non è da meno.

Patrizi si erge a paladino dei diritti delle donne, denunciando una presunta concezione animalesca della donna da parte degli “stranieri”. Eppure i partecipanti, sia uomini che donne, alla sua ronda hanno adottato esattamente lo stesso comportamento che lui “stigmatizza”, minacciando donne antifasciste e queer. Come accade nei regimi fascisti, le donne diventano appendici dell’ego maschile, proprietà materiali dell’uomo da “proteggere” – finché non osano disobbedire e ribellarsi. Allora vengono minacciate di morte e spesso assassinate, come urlano i dati dell’Osservatorio nazionale femminicidi: già 51 vittime nel 2025.

In questa lotta tra poveri orchestrata dal capitale, il classico “divide et impera” vuole metterci gli uni contro gli altri, criminalizzando le persone migranti e le “zecche comuniste” senza considerare il disagio sociale ed economico che ci soffoca, le prospettive di vita rattrappite, i mezzi scarsi. Non possiamo permettere che razzismo e fascismo – perfetti servitori del capitalismo – vengano mascherati da democrazia, da tutela delle donne, da protezione del territorio.

Tutte le persone che hanno a cuore la coesione sociale e la dignità umana sono chiamate a questa assemblea. Chi ha coscienza che oggi sono state aggredite donne antifasciste ma che domani – forse molto più vicino di quanto immaginiamo – potrebbe toccare ad altre frange della società, comprende l’urgenza assoluta di questo momento. La spirale dell’odio non si ferma mai al primo bersaglio: si alimenta, cresce, divora. Ogni silenzio di oggi è complicità con la violenza di domani.

NESSUNA MINACCIA RIDURRÀ AL SILENZIO CHI CREDE NEI DIRITTI UMANI.

GLI UNICI STRANIERI SONO I FASCISTI NEI QUARTIERI.

Il fascismo non passerà. Non sui nostri corpi, non nelle nostre strade, non nel nostro futuro.

La Ravenna Antifascista

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Un’assemblea antifascista e antirazzista ai giardini Speyer: «Basta cacce all’uomo»

Fonte: Ravenna & Dintorni del 28 luglio 2025

One comment to “ASSEMBLEA AGLI SPEYER”
  1. questi signori la buttano sul “fascismo” “antifascismo”,il problema dell’italia sono invece loro stessi che vivono un mondobutopico del “volemose bbene…”

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