L’ABBATTIMENTO DEI PINI DI LIDO DI SAVIO E’ UNA FERITA INSANABILE

Qualcuno, all’epoca faceva il Sindaco ed ora il Presidente di Regione, ha pronunciato sentenza di morte per qualunque esemplare di pino: «I pini in città sono un pericolo». Era il dicembre 2023 e quell’improbabile scienziato, autoproclamatosi giudice e giustiziere, si chiamava Michele de Pascale. Che aggiungeva: «Il pino non è idoneo all’ambito urbano. Bisognerà arrivare alla loro sostituzione con altre essenze più adeguate».

Da allora l’assurda crociata contro il simbolo identitario del nostro Comune per una presunta e preconcetta incompatibilità con il territorio antropizzato procede a passo di carica. Le ultime devastazioni, in ordine di tempo, si stanno verificando a Lido di Savio. «Bisogna scegliere soluzioni alternative all’abbattimento dei pini là dove è possibile, salvaguardare l’ambiente deve essere una priorità, è nei nostri valori e dobbiamo tutelarli entrambi» lo diceva l’Assessore Giancarlo Schiano al Verde pubblico e riforestazione quando non era ancora assessore. Accompagnano ancora un suo intervento nel suo profilo fb istituzionale del 29 ottobre 2024. E nel video di una seduta consiliare, quello che è ora l’Assessore 5stelle, che ha sostituito un altro Assessore 5stelle, Igor Gallonetto, con la motosega al posto del cuore, aggiungeva: «Il nostro partito tutela l’ambiente. Lo abbiamo fatto a più riprese in quest’aula. L’ho dimostrato nei fatti». Ieri i fatti hanno riguardato l’abbattimento dei pini di Lido di Savio di cui la cittadinanza ha reiteratamente chiesto la tutela. Il cambio di postazione, dalla sedia di consigliere a quella di assessore, ha fatto dimenticare in fretta quelle parole pronunciate pubblicamente meno di un anno fa?

Chiediamo la cortesia ci vengano risparmiate le storielle circa la pericolosità dei pini come potenziali assassini, demolite da quegli stessi scienziati che hanno inventato i metodi di prova utilizzati dal Comune a giustificazione degli abbattimenti. Abbattimenti che, guarda un po’ il caso, era stati già messi in conto in un progetto comunale curiosamente chiamato Parco Marittimo, e che solo ora diventano indispensabili invece per motivi di “sicurezza pubblica”. Quello che ci fa più infuriare, oltre naturalmente all’eliminazione di un prezioso viale alberato in una località marittima pesantissimamente cementificata, è la mancanza di rispetto verso la cittadinanza che si organizza per la difesa del territorio.

Pochi giorni prima delle elezioni l’attuale Sindaco Alessandro Barattoni si spendeva in un elogio sperticato del senso civico e di chi lo alimenta: «Quelle associazioni sono le stesse che tengono il comune unito, che fanno comunità nei paesi e che favoriscono il volontariato, la socialità, l’aggregazione rendono i nostri paesi dei luoghi vivi». Però quel senso civico deve essere rivolto unicamente a dire “che bello che bello” verso l’Amministrazione, evidentemente. Perché il Gruppo Salviamo i pini di Ravenna e Lido di Savio, oltre a manifestazioni, sit-it e petizioni, ha organizzato importanti incontri con agronomi di fama nazionale ed internazionale, ha insistentemente cercato il dialogo con gli Assessorati competenti, ha prodotto suggerimenti progettuali idonei a far avanzare il progetto del cosiddetto Parco Marittimo salvaguardando al contempo il viale alberato di Viale Romagna. Inutilmente.

Il lungimirante Regolamento del Verde adottato dal Comune di Ravenna prevede che: «La convivenza con gli alberi comporta un minimo livello di rischio. Questo rischio è statisticamente assai modesto. Il livello di “rischio zero” connesso alla convivenza con gli alberi coincide con l’eliminazione integrale di questi ultimi, ovvero con la rinuncia a tutti i benefici che da essi derivano». E conclude che prima di realizzare il “rischio zero”, ovvero l’abbattimento, va accertato «non sia possibile provvedere alla sua riduzione attraverso pratiche compatibili con la dignità dell’albero». Niente di tutto questo appare verificarsi a Lido di Savio. Qui si verifica invece una battaglia all’ultimo sangue del Comune contro la cittadinanza organizzata. Con il paradosso che vengono dispiegati contro la cittadinanza i mezzi pagati con le risorse economiche fornite dalla cittadinanza stessa: parliamo dei costi sostenuti dal Comune per i professionisti incaricati, gli appalti affidati, i legali ingaggiati, le ore lavoro dei dipendenti comunali, ecc. ecc.

Altri dieci (dieci) pini di oltre 50 anni sono stati abbattuti in spregio alla decenza. Rappresentano una ferita insanabile che porta ai massimi livelli la sfiducia della cittadinanza nelle Istituzioni locali. Ne portano responsabilità il Sindaco Barattoni, l’Assessore Schiano e tutta la maggioranza che li sostiene, AVS in testa. Gli stessi che, mentre si beano con la storiella di voler piantare 50mila nuovi alberi che oggi stanno nel mondo delle idee, nel mondo vero ne tirano giù di reali che anche questa estate avrebbero impedito a Lido di Savio di trasformarsi in un forno. Come Ravenna in Comune diciamo loro che devono vergognarsi e che non ce ne dimenticheremo!

[nell’immagine: lo scempio di ieri, 17 luglio 2025, a Lido di Savio]

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Abbattuti 10 pini a Lido di Savio. Il Tar aveva respinto il riocorso dei cittadini

Fonte: Ravenna Web Tv del 17 luglio 2025

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