LA NOSTRA E’ UNA SANITA’ FANTASTICA

Continuano i disagi al pronto soccorso. Continuano i disservizi negli appuntamenti per lo svolgimento di prestazioni sanitarie. Continua la crisi della sanità ravennate anche adesso che, almeno per il momento, siamo fuori dall’emergenza di qualche mese fa. Eppure ci ricordiamo bene della propaganda elettorale di Bonaccini che, poco prima che esplodesse l’emergenza Covid-19, poneva ai vertici la sanità emiliano-romagnola (assieme a quella lombarda e veneta). Guarda caso tutte le sanità regionali in cui imperversa la delega al privato travolte dalla prima ondata della pandemia.

In un’intervista a Ravenna Notizie del 30 giugno Tiziano Carradori, Direttore Generale dell’Ausl Romagna, prova ad allontanare da sé le lagnanze. «I problemi ci sono, dice, vengono da lontano, da scelte sbagliate fatte dalla politica nel passato, reiterate ancora nel presente. E la pandemia pare non stia insegnando molto, anche se a parole tutti affermano il contrario. Sul Pronto Soccorso di Ravenna – oltre alle carenze strutturali, per cui a breve partiranno i lavori di raddoppio – pesano soprattutto carenze di organico. Semplicemente mancano i medici. I soldi ci sono ma non si riescono ad arruolare, perché in circolazione non ce ne sono, per colpa di una programmazione sbagliata. Perciò i cittadini dovranno armarsi di pazienza e convivere ancora con disagi e disservizi. È questa la dura realtà in un paese che ha deciso negli ultimi 20 anni di disinvestire nella Sanità Pubblica». Insomma, dice Carradori, è il destino, il karma, il wyrd, chiamatelo come volete purché sia chiaro che:

  • non c’è responsabilità alcuna di Bonaccini e del sistema sanitario regionale («Questa è una delle regioni d’Italia e anche d’Europa dove il Sistema Sanitario funziona bene»);
  • l’Auslona in particolare funziona benissimo («io non penso che Ravenna sia stata penalizzata dall’Ausl Romagna»);
  • soprattutto non prendetevela con Carradori («come ben sappiamo, si tratta di problemi di carattere strutturale per risolvere i quali serve più tempo. Come lei sa, noi abbiamo presentato un progetto di ristrutturazione e ampliamento del Pronto Soccorso oltre che di riorganizzazione interna. Accanto a ciò, c’era e persiste un problema, che io ho più volte denunciato, di carenza di personale. Ho fatto anche delle proposte per risolvere questo problema del reclutamento del personale, che è un problema di carattere nazionale e regionale, non riguarda solo Ravenna o la Romagna»).

Anche quella di tirare la palla in tribuna è un’arte in cui Carradori, evidentemente, non eccelle. Così commenta una lettrice: «Si lamenta per la mancanza di personale da assumere per far dimenticare che la “rimodulazione” (= chiusura) di servizi sanitari pubblici fu opera sua durante il precedente mandato. Conseguenza della “rimodulazione fu l’accreditamento delle strutture private e il trasferimento di risorse al privato, piuttosto che l’investimento sul sistema pubblico che ne risultò impoverito. Oggi nella Ausl più grande della regione non si trova posto per una banale ecografia nel sistema pubblico dall’oggi ai prossimi 60gg e ti vengono proposte strutture private oppure puoi prenotare nella Ausl di Imola, Bologna, Ferrara. Cosicché è facile pensare che il problema non è regionale ma deriva della gestione di questa nostra Ausl!».

Per conto nostro ci sembrano del tutto attuali le considerazioni che facevano lo scorso novembre:

«La Regione, costituzionalmente competente in materia sanitaria, è amministrata dal PD, lo è da anni e, prima ancora, da PDS e poi DS, con tutti i loro alleati. Il Comune e la Provincia? Stessa storia. Il Paese tutto negli ultimi 25 anni è stato governato alternativamente da PDS/DS e poi PD e da Berlusconi e soci. Le scelte compiute che hanno portato alle condizioni attuali sono in buona parte da porre in carica al partito di riferimento del Sindaco/Presidente della Provincia e del Presidente della Regione. Che, peraltro, hanno visto la compartecipazione diretta di altri partiti, non solo del centrosinistra, ma della sinistra vera e propria. E Carradori? Dov’era prima di luglio?

Basta consultare il suo curriculum pubblicato dall’Ausl Romagna, proprio quella Auslona voluta dal predecessore di Bonaccini e curata da Carradori prima sul territorio e poi direttamente nelle stanze dei bottoni:

Dal 1988 al ‘95 è vice direttore sanitario del Servizio per l’Assistenza Ospedaliera (Usl di Cesena). Dopo quattro mesi come vice direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero Maggiore dell’Ausl “Bologna Città”, è stato nominato direttore sanitario dell’Ausl di Rimini fino a settembre del 1996, e successivamente direttore sanitario dell’Ausl di “Bologna Città” fino al 31 gennaio 1999. Quindi, fino a fine settembre dello stesso anno, la prima nomina a direttore generale dell’assessorato alla Sanità e dell’assessorato alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna. Dal ‘99 al 2004 ha lavorato di nuovo in Romagna, con la nomina a direttore generale dell’Ausl di Rimini e, dal 2004 al 2012, direttore generale dell’Ausl di Ravenna, nonché coordinatore dell’Area Vasta Romagna, che rappresenta l’embrione dell’Ausl Romagna. Dal 6 giugno 2012 il secondo incarico alla Direzione generale dell’Assessorato regionale, che ha ricoperto fino al 28 febbraio 2015, quando è stato nominato direttore generale della Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara. E dal 26 giugno scorso è nominato alla direzione dell’Ausl Romagna».

Come anche dai problemi di reclutamento del personale, sia medico che infermieristico, Carradori non può ritenersi indenne da colpe, come ricordavamo ancora in tempi non sospetti (nostri articoli dell’11 novembre 2020 e del 13 dicembre 2020)

Lo abbiamo scritto nella nostra carta dei valori proprio perché la sanità deve essere pubblica universale e garantita come vuole la Costituzione:

«Prima di tutto la salute per tutti. La sanità pubblica non deve essere abbandonata ad uno stato d’emergenza e a cattivi manager selezionati per la solita, eterna, affinità politica. Migliorare la sanità pubblica come effettivo diritto universale è un obiettivo prioritario».

Se le amministrazioni che si sono succedute alla guida della città e della regione ci avessero dato retta forse la realtà non sarebbe così lontana dagli autoproclamati successi che si trovano solo nel mondo di fantasia del Sindaco e del Presidente della Regione. Da cui perfino il Direttore Generale dell’Ausl Romagna è costretto a prendere le distanze.

#RavennainComune #Ravenna #amministrative2021 #sanità

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Tiziano Carradori (Ausl Romagna): Pronto Soccorso Ravenna, i disagi derivano dalla carenza di medici e la soluzione non è dietro l’angolo

Fonte: RavennaNotizie del 30 giugno 2021

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