MARCIA REGIONALE NELL’ANNIVERSARIO DELL’ALLUVIONE

Qualcuno si ricorda che un anno fa c’è stata l’alluvione? Anzi, le due alluvioni, un uno due che atterrò la Romagna e il Bolognese. Atterrò alla lettera, visto il fango che è stato necessario spalare da tante volontarie e volontari su tutto il territorio. Sembra una domanda stupida ma non è così. Non sembra infatti che se lo ricordino le formazioni politiche che siedono in Parlamento, in Consiglio Regionale ed anche nel nostro Consiglio Comunale, per le quali è tutto “business as usual”. Come se non fosse mai franata la montagna, come se non fossero mai esondati i fiumi, come se i borghi collinari non si fossero trovati isolati dal mondo, come se le città della pianura non fossero mai state sommerse dalle acque. Ci sarà qualche commemorazione, certo. E anche qualche finta polemica fra i finti schieramenti che fanno finta di opporsi reciprocamente. Ma il succo è che tutti sono allineati a proseguire come se nulla fosse. Come se non si fosse dibattuto per mesi sull’indispensabilità di rovesciare il paradigma come unica possibilità per non replicare l’esperienza.

Per ricordare, per lottare, bene ha fatto allora Ecoresistenze per Cambiare Rotta a lanciare una marcia a Bologna il prossimo 17 maggio. Scrivono: «Il 17 maggio ricorrerà l’anniversario dell’alluvione in Emilia-Romagna, un evento catastrofico che l’anno scorso ci ha catapultato nella difficile realtà di crisi climatica, causata da decenni di antropizzazione del globo secondo i ritmi e i dettami di questo modo di produzione.

Come realtà ambientaliste, comitati, e realtà sociali e politiche che si sono sempre battute contro la devastazione ambientale, lanciamo una marcia ambientalista per le strade di Bologna. Tocchiamo i punti caldi della cementificazione che sta colpendo la città, dal Passante agli svariati cantieri aperti per aggiungere migliaia di metri cubi di cemento in una città in cui vi sono migliaia di appartamenti vuoti e quasi mille sfratti all’anno, per arrivare sotto i palazzi della Regione, per denunciare la gestione dei territori sia a valle che a monte dell’alluvione.

Infatti, sappiamo che le conseguenze dell’alluvione di maggio sono state così drammatiche per colpa della cementificazione e del consumo di suolo che per anni hanno trasformato l’Emilia-Romagna nella seconda regione più a rischio per dissesto idrogeologico, e nonostante questo nell’ultimo anno non solo i territori non sono stati messi in sicurezza e la popolazione risarcita dei danni subiti, ma si è continuato a costruire e cementificare.

Ci appelliamo a tutte quelle persone che sono dalla parte delle popolazioni e dei territori, chi a maggio e nei mesi successivi è andato a spalare il fango, chi è stanco di questa alluvione di cemento, chi ha vissuto sulla propria pelle gli effetti del cambiamento climatico, chi vuole un futuro migliore per sé e per le persone che ama.

Marciamo in occasione dell’anniversario dell’alluvione!».

A Ravenna tra gli aderenti alla manifestazione c’è il coordinamento Ravennate della Campagna Per il Clima – Fuori dal Fossile di cui Ravenna in Comune è componente. Invitiamo chi può partecipare ad unirsi alla manifestazione. Ritrovo ore 17.30 in Piazza dell’Unità a Bologna per raggiugere il Palazzo della Regione.

#RavennainComune #Ravenna #Bologna #alluvione

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Bologna: la marcia ambientalista del 17 maggio

Fonte: Contropiano del 13 maggio 2024

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Il 17 maggio ricorrerà l’anniversario dell’alluvione in Emilia-Romagna, un evento catastrofico che l’anno scorso ci ha catapultato nella difficile realtà di crisi climatica, causata da decenni di antropizzazione del globo secondo i ritmi e i dettami di questo modo di produzione.

Come realtà ambientaliste, comitati, e realtà sociali e politiche che si sono sempre battute contro la devastazione ambientale, lanciamo una marcia ambientalista per le strade di Bologna. Tocchiamo i punti caldi della cementificazione che sta colpendo la città, dal Passante agli svariati cantieri aperti per aggiungere migliaia di metri cubi di cemento in una città in cui vi sono migliaia di appartamenti vuoti e quasi mille sfratti all’anno, per arrivare sotto i palazzi della Regione, per denunciare la gestione dei territori sia a valle che a monte dell’alluvione.

Infatti, sappiamo che le conseguenze dell’alluvione di maggio sono state così drammatiche per colpa della cementificazione e del consumo di suolo che per anni hanno trasformato l’Emilia-Romagna nella seconda regione più a rischio per dissesto idrogeologico, e nonostante questo nell’ultimo anno non solo i territori non sono stati messi in sicurezza e la popolazione risarcita dei danni subiti, ma si è continuato a costruire e cementificare. Solo a Bologna lo stiamo vedendo con il progetto delle nuove Scuole Besta, con i lavori per il nodo di Rastignano, quelli del Passante di mezzo, e il progetto di disboscamento a Lazzaretto.

Dei 6 miliardi stanziati dal governo per la ricostruzione – già inadeguati a fronte degli stimati 8 miliardi di danni – pochissimo è arrivato effettivamente sui territori, come denunciano Comuni e cittadini. Non sono servite di più le passerelle della Von Der Leyen in Emilia-Romagna a maggio e gennaio, e gli scarni fondi del PNRR stanziati per la regione, con un serratissimo cronoprogramma da rispettare. Si è arrivati alla farsa dei 66 milioni aggiuntivi che il governo aveva annunciato a marzo a favore degli alluvionati toscani, per poi scoprire che trattavasi di stanziamenti dirottati dal dal fondo per la ricostruzione nei territori dell’Emilia-Romagna, della Toscana e delle Marche colpite dall’alluvione di maggio 2023, una vergognosa operazione di “guerra tra alluvionati” calata dall’alto.

Nonostante le pagliacciate messe in scena da Bonaccini, che con postura vittimistica ha per mesi accusato il governo di aver abbandonato i territori, è evidente che il governo di destra e l’amministrazione regionale di centrosinistra sono complici e alleati in materia di devastazione ambientale, laddove la Legge regionale per il consumo di suolo e il Patto per il lavoro e per il clima hanno mostrato le menzogne di Piazzale Aldo Moro. Non stupisce che Bonaccini, alla prima occasione, abbia deciso di correre per le europee tra i candidati del PD, abbandonando definitivamente i territori emiliano-romagnoli, dove da mesi si attende un intervento delle istituzioni.

La crisi climatica avanza, e gli eventi climatici estremi si moltiplicano. Chi ci governa deve sapere che conosciamo le loro responsabilità, e che continueremo a mobilitarci per un futuro dignitoso per la nostra collettività. Noi non dimentichiamo le 17 vittime dell’alluvione, così come gli 8 morti per l’alluvione in Toscana.

Ci appelliamo a tutte quelle persone che sono dalla parte delle popolazioni e dei territori, chi a maggio e nei mesi successivi è andato a spalare il fango, chi è stanco di questa alluvione di cemento, chi ha vissuto sulla propria pelle gli effetti del cambiamento climatico, chi vuole un futuro migliore per sé e per le persone che ama.

Marciamo in occasione dell’anniversario dell’alluvione!

Ritrovo ore 17.30 Piazza dell’Unità

Primi firmatari:

Ecoresistenze per Cambiare Rotta

Comitato Besta

Santa bellezza

Comitato No Passante

Potere al Popolo!

Comitato Due madonne

Comitato Grosso

Comitato Ippodromo

Circolo Granma

Cambiare Rotta

ORA! – Officina della Ricerca per l’Ambiente

OSA – Opposizione Studentesca d’Alternativa

Collettivo Copernico

Ultima Generazione

Coordinamento ravennate Per il Clima – Fuori dal Fossile

End fossil Ravenna

Faenza eco-logica

Animal liberation

Parents for Future Bo

USB – Unione Sindacale di Base

SGB – Sindacato Generale di Base

AmoBologna

Teachers for future Bo

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