ASSESSORE, SE CI SEI BATTI UN COLPO

Riportiamo un dialogo a distanza tra l’Argine, voce di Ravenna in Comune Zona 7, e Gianandrea Baroncini,  Assessore del Comune di Ravenna con deleghe a: decentramento, affari generali, affari istituzionali, servizi demografici, volontariato, protezione civile, ambiente, verde pubblico, diritti degli animali.

#lArgine #RavennaInComune #Ravenna #Ragone

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Assessore, se ci sei batti un colpo.

L’Assessore Baroncini è persona che stimiamo e rispettiamo, e per tanti di noi è anche un amico. Ma dato che si tratta dell’Assessore al Decentramento, è il primo referente dei Consigli Territoriali e degli organismi di partecipazione diretta (comitati cittadini e organizzazioni di volontariato), e quindi è con lui che dobbiamo interloquire quando si debbano discutere i problemi del territorio. Ora, dato che fra le sue deleghe Baroncini ha anche quella all’ ambiente, avevamo sperato di vederlo molto più attivo nella promozione delle politiche di protezione ambientale e di impegno per la riconversione ecologica del tessuto sociale ed economico del nostro Comune. Anche perché, lui e pochi altri – all’interno dell’attuale maggioranza – rappresentano la pattuglia che si propone di “spostare a sinistra” l’asse del governo della cosa pubblica, e che sostiene di voler fare dell’ambientalismo un punto di forza della politica ravennate. Abbiamo sinceramente apprezzato, per esempio, la presenza di Baroncini in piazza con i giovani dei “Fridays for future”.

Tuttavia (e ce ne dispiace sinceramente, perché non ci interessa fare polemica di “opposizione a prescindere”) le scelte in campo ambientale del nostro Comune, lasciano ancora troppo a desiderare. La programmazione di nuovi inutili centri commerciali, che comporteranno ulteriore consumo di territorio, ulteriori problemi di traffico e ulteriore punizione per i piccoli esercizi e per il forese, così come gli eterni tentennamenti nell’imboccare una gestione dei rifiuti più decisa, l’ assenza di una reale politica energetica locale, per non parlare dell’adesione pressoché acritica al “partito delle trivellazioni”, sono solo le più evidenti delle scelte in cui lo spirito ambientale dell’amministrazione, secondo noi, mostra le sue debolezze e contraddizioni. Ma per rimanere al nostro territorio (Ravenna in Comune è pur sempre una realtà politica ben insediata nelle zone di campagna) permetteteci di ritornare ancora una volta sul tema del Parco Fluviale dei Fiumi Uniti. Il Comune – come abbiano descritto più volte – aveva accettato l’impostazione delle associazioni e dei cittadini proponenti, e aveva avviato un interessante percorso partecipato, e l’Assessore Baroncini aveva mostrato di crederci, prendendo parte anche personalmente a diversi momenti di formazione e discussione. Ora, a meno che le cose non stiano andando avanti “nelle segrete stanze” (il che, però, non avrebbe alcun senso in un percorso partecipato) tale progetto, che poteva costituire un biglietto da visita importante da tutti i punti di vista, è caduto nel dimenticatoio e una delle più importanti occasioni di riqualificazione ambientale del nostro territorio sta rischiando di evaporare come neve al sole. E anche, per esempio, sulla questione dei tigli di Ragone, abbattuti dalla Provincia senza nemmeno darne comunicazione al Comune stesso, con un intervento “d’emergenza” degno di ben altre situazioni di pericolo, ci spiace che il nostro Assessore si sia limitato a prendere informazioni e a passare al Comitato Cittadino la burocratica risposta della Provincia anziché cercare di avere una parte attiva nella gestione di quel pezzo di territorio.

Insomma, di quella che era l’auspicata “impronta Baroncini” nella politica ambientale del Comune non si vede granché, e questa benedetta “ala sinistra” dell’attuale maggioranza ci sembra assai poco influente. Se l’Assessore crederà di intervenire, saremo ben felici di ospitarlo su queste umili paginette.

tratto da l’Argine, periodico on line di Ravenna in Comune zona 7

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Care compagne e cari compagni di Ravenna in Comune,

è con piacere che utilizzo questo spazio di confronto che trovo molto utile, schietto e “genuino”. Lo sarò altrettanto.

Le tante questioni di merito che si proponevano, anche se hanno ricadute molto diverse sulle comunità, mi trovano d’accordo e rispetto ad alcune mi farebbe piacere un maggiore riconoscimento. Penso alla chiusura del bitumificio in Via Trieste e alla dismissione dell’inceneritore di Via Romea Nord, all’estensione del Porta a Porta a tutte le frazioni del forese e alle zone industriali, al potenziamento dei centri di raccolta, al lavoro relativo all’assegnazione della gestione e alla riqualificazione del comparto delle zone naturali nord, al lavoro di progettazione ed appalto per il completamento del sistema fognario in porto e darsena o alla riqualificazione dei giochi nei parchi. Poi la tanta educazione ambientale e verso i “beni comuni” nelle scuole di ogni ordine e grado, con l’università, dentro a diversi progetti europei, con le “magliette gialle”, le piantumazioni e persino qualche divieto come quello relativo al fumo in battigia perché alle volte a fronte dell’inciviltà non basta solo costruire cultura diffusa. Questo vale anche per il decentramento e tutte le altre deleghe dove abbiamo sempre cercato, nel rapporto con il territorio, di dare a tutti la stessa rilevanza e la stessa disponibilità di impegno e passione.

Trovo positivo che andando verso la fine della legislatura si cerchi di aprire una riflessione e ho colto con piacere il fatto che ci sia, al di là della naturale attenzione, anche un’aspettativa “da sinistra” che ci riempie di ulteriore responsabilità. Vi ringrazio. Si può sempre fare di più, ma vi chiedo di non dare per scontato gli obiettivi raggiunti.

Purtroppo “non si può andare a messa e stare a casa” e in questo senso non nascondo che la “sinistra di governo” potrebbe, con il contributo generoso di tutti, allargare il proprio campo e recuperare una rappresentanza maggiore nella costruzione delle agende politiche e amministrative. Nel 2016 non è successo, ma penso che dopo questa crisi sanitaria che avrà ricadute economiche, sociali inedite e drammatiche si aprano spazi di discussione. Oggi stare dentro alle scelte diventa ancora più importante: vale a Roma dove il sostegno di “Articolo Uno” e “Liberi e Uguali” al governo Conte hanno garantito un punto di vista importante nelle discussione; vale a Bologna dove il lavoro della Vicepresidente Elly Schlein e dei Consiglieri Igor Taruffi e Federico Amico ha consentito in pochi mesi la messa in campo di provvedimenti importanti; vale e varrà anche nella nostra Ravenna. Ci vogliono cuore e coraggio: parlo della necessità di costruire una visione e una risposta ai problemi delle persone, capace di essere fortemente valoriale, riconoscibile e che sappia radicarsi superando le strategie del “meglio tirare a campare che tirare le cuoia” tipiche dei gruppi dirigenti del nostro variegato mondo (PD compreso) che ci hanno consentito di arrivare fin qui ma che rischiano di essere travolte (insieme ai nostri steccati) da un nuovo populismo regressivo nero o arancione, dalla destra del sovranismo psichico, da chi saprà piegare la paura e la rabbia che respiriamo sotto le mascherine.

Con immutata stima.

Giangi Baroncini

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Ringraziamo l’Assessore per il confronto.

Restano intatte, però, le differenze con chi ha scelto, non da ieri, l’opzione che identifica come “la sinistra di governo”. Duro è infatti il nostro giudizio sui cinque anni appena trascorsi di Giunta regionale Bonaccini e facciamo davvero fatica a credere in un dietro-front nel mandato appena iniziato. E nemmeno, annunci a parte (e a volte nemmeno quelli), abbiamo ritrovato “qualcosa di sinistra” nell’azione di questi mesi del governo nazionale. Quanto agli ultimi quattro anni di politiche comunali, pure, riusciamo a ricordare bene i momenti che ci hanno visto dello stesso avviso della Giunta solo perché sono stati pochi. Le nuove cementificazioni, la sottomissione agli interessi consolidati, l’ambientalismo di facciata e la mancanza di una visione per il futuro che recida i legami con gli errori del passato sono solo le prime “magagne” che ci vengono in mente pensando all’azione della Giunta Comunale.

Che sia dunque azione “di governo” glielo riconosciamo senz’altro. Ma per qualificarla come “di sinistra” occorre un po’ di più che parlare di “cuore e coraggio”. Ci torneremo su, se l’Assessore lo vorrà, ancora nei mesi che ci separano dalle prossime elezioni.

Ravenna in Comune

One comment to “ASSESSORE, SE CI SEI BATTI UN COLPO”
  1. Alcune questioni: “puzze” mattutine estive (o anche invernali?) a Lido Adriano: se alcune attività inquinanti chiudono altre rimangono aperte; potremo fare la ANAGRAFE DELLE PUZZE ? O dobbiamo rimanere nelle incertezza delle origini?
    Poi censimento cemento-amianto , dobbiamo segnalare capannone per capannone o il comune di decide a fare i censimento (certo non incentivato da Bonacini nè dalla er/coraggiosa ?
    Fuochi artificiali: rottura dei timpani (e di altri organi bersaglio) anche nel 2020 con vari pretesti (s.Apollinare, notte “rosa”, sagra della porchetta imbalsamata, ecc.) ; non fumare sulla battigia , ok, ma èun pò poco…

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