SICUREZZA SUL LAVORO: COSA CI STA A FARE IL PD IN PIAZZA?

Ieri pomeriggio, alla manifestazione sindacale ravennate, in Piazza XX settembre, il cui tema principale era la tutela della sicurezza sul lavoro, ci siamo trovate e trovati alla presenza dei vertici piddini nel partito e nelle istituzioni, sindaco compreso. E la stessa cosa era accaduta la mattina a Bologna nella manifestazione sindacale regionale. Avevamo chiesto il giorno prima, come Ravenna in Comune, alla politica che nelle istituzioni e nei partiti pratica l’equidistanza con il padronato di starsene lontana.

Avevamo spiegato chiaramente il ruolo di certa politica nella insicurezza sul lavoro divenuta dilagante. Avevamo anche dato alcuni esempi: «tra le concause rientra a pieno diritto l’indifferenza verso le violazioni che tanta politica, compresa quella che siede nella Giunta comunale di Ravenna, manifesta incontrando e celebrando quei cosiddetti imprenditori e i loro denari, senza riguardo per il loro curriculum di “incidenti” sul lavoro. Così come la deliberata violazione dell’impegno ad introdurre un Osservatorio sulla sicurezza e la legalità nel lavoro che incombe sul Sindaco di Ravenna senza che questi se ne preoccupi minimamente. Eccetera eccetera».

Con che coraggio, c’è da chiedersi, viene imputata dal PD al solo Governo Meloni la situazione attuale, quando dalla emanazione del DLgs 81 (cioè la vigente codificazione della sicurezza del lavoro) ad oggi, con la sola parentesi del Governo Conte I, il PD è sempre rimasto seduto sugli scranni governativi in tutti i Governi intercorsi tra Monti e Draghi compresi? Spesso occupando proprio la seggiola del Ministero del Lavoro (comunque lo si sia voluto chiamare). Un partito che, nella propria carta del valori, non si schiera mai dalla parte più debole, quella dei lavoratori, gli unici a morire di lavoro. Un partito capace di tessere l’elogio del liberismo, della globalizzazione e dei padroni (sotto l’etichetta delle “imprese”) persino nel proprio atto fondativo. Tutto un parlare di “competizione” e di “crescita” senza riuscire mai a trovare l’occasione per spendere due parole sulla “sicurezza del lavoro”.

No, dal PD non verrà mai nulla di concreto per la sicurezza del lavoro, perché significherebbe scaricare il padronato dietro cui scodinzola abitualmente. Lo abbiamo ripetuto fino alla noia: «Fino a che i percettori degli utili, i padroni insomma invece delle figure intermedie appositamente messe a fare da filtro, non subiranno le conseguenze di una carcerazione, la voce “profitto” sui bilanci avrà sempre più peso dei costi imposti dalla “sicurezza”». Dunque, non potendo il PD scaricare i padroni, non si potrà mai avere niente di concreto da parte di quel partito in aiuto a lavoratrici e lavoratori che, tutti i giorni, rischiano la vita sul posto di lavoro. Riporta la RAI che a Bologna il problema i manifestanti se lo sono posti: «”Perché il Pd non tutela i lavoratori in azienda? Perché non fa sua la legge sugli omicidi sul lavoro? Ci chiediamo cosa ci stiano a fare qui? Cosa ci sta a fare il Pd che da anni ha portato la precarietà in azienda?”, hanno scandito al megafono alcuni manifestanti». La prossima volta le stesse domande le porremo in piazza anche a Ravenna se torneranno a farsi vedere.

[nell’immagine: la manifestazione di ieri in Piazza XX settembre a Ravenna]

#RavennainComune #Ravenna #lavoro #osservatorio #morti #infortuni

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Alta adesione in provincia di Ravenna allo sciopero proclamato da Cgil e Uil e flash mob in piazza XX Settembre

Fonte: Ravenna Web Tv dell’11 aprile 2024

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