IL SALVATAGGIO DI UNA TORRE HAMON È UN’EMERGENZA DEMOCRATICA

Come si dovrebbero definire le ultime parole del Sindaco sulle Torri Hamon se non una beffa? Così testualmente: «È una tipologia di torre molto, molto comune. Io, diciamo, sono solidale con i tanti cittadini che sono dispiaciuti per, diciamo, questa perdita di un pezzo dello skyline di Ravenna, ma penso che poi si debba anche cercare di essere razionali e quindi di analizzare le cose per come sono e non magari solo per come le vorremmo o lo desidereremmo». È la terza volta che il Sindaco ci ha fatto “l’onore” di esprimersi mentre, probabilmente, pensava di aver esaurito ogni suo dovere già la prima volta che aveva, lapidariamente e inaspettatamente, tirato fuori la sorpresa dall’uovo di Pasqua della imminente demolizione.

La seconda volta, però, aveva detto due cose fondamentali. La prima era che in queste cose è essenziale una informazione corretta e tempestiva. La seconda è che all’informazione deve seguire una discussione, un dibattito allargato alla cittadinanza informata. Si tratta dell’abbiccì della democrazia. E si tratta proprio di quello che è mancato in questa bruttissima storia.

È mancata l’informazione tempestiva e corretta. È stata cancellata la democrazia.

Abbiamo infatti avuto un’informazione tardiva, dopo mesi e mesi che ENI aveva già concordato ogni passaggio sia con l’Amministrazione Comunale che con l’Amministrazione Portuale. È stata ENI a riferirlo. Ha detto il falso? Il Sindaco ha dichiarato di aver «immediatamente dato comunicazione a tutta la comunità perché giustamente si potesse aprire un dibattito pubblico fra istituzioni e cittadini». Se de Pascale ritiene che ENI abbia mentito, abbia il coraggio di denunciare come calunniose le affermazioni del cane a sei zampe. Se non c’è falso da parte di ENI, allora l’informazione tardiva è del Sindaco.

Abbiamo avuto anche una informazione scorretta. Il vicesindaco ha più volte reiterato il fatto che l’Amministrazione Comunale non c’entra. Sarebbe per lui «inopportuno entrare nelle legittime scelte imprenditoriali della proprietà» in quanto «l’Amministrazione comunale non ha competenze né possibilità di intervenire su beni privati». L’ENI ha avuto per anni obbligo di manutenere correttamente le torri e non lo ha fatto. L’articolo 677 del codice penale sanziona infatti il proprietario di una costruzione che minacci rovina e comunque chi ha mancato agli obblighi di conservazione ed è stata la stessa ENI ad autodenunciare il cattivo «stato di conservazione delle torri che risultano interessate da fenomeni di disgregazione con possibile caduta di calcinacci, fenomeno ben visibile e già in essere». Quanto all’Amministrazione Comunale, sulla base del proprio Regolamento di Polizia Urbana (l’articolo 7 sull’incuria e il degrado degli immobili privati) avrebbe dovuto ordinare ad ENI di effettuare le manutenzioni e, in mancanza di ottemperanza, farsi carico degli interventi. Ma non l’ha fatto. Inoltre non si tratta di affare tra privati. ENI è sottoposto a controllo dello Stato che perciò ne nomina sia presidente che amministratore delegato. Quanto all’Autorità di Sistema Portuale, si tratta di Ente Pubblico il cui Presidente è nominato dallo Stato e al cui governo (nel Comitato di Gestione) partecipa un rappresentante dello stesso Comune. Peggio ancora fa il Sindaco, dunque, quando declassa gli strumenti di pianificazione comunali a semplici “possibilità” offerte ai privati. In questo caso c’erano delle precise indicazioni degli intendimenti comunali che ben avrebbero potuto essere fatte attuare da ENI e AdSP anche in forza della loro natura pubblica.

Ma la chicca finale è data dalla precisa volontà di attuare non già il PUG ma il suo contrario. Non già «conservare, tutelare e valorizzare» le Torri Hamon come «grandi camini di archeologia industriale» come previsto dal PUG ma abbatterle e cancellarne la memoria giacché, dice il Sindaco, apparterrebbero a «una tipologia di torre molto, molto comune». Tale era al tempo di Deserto Rosso di Antonioni che, in effetti, le scelse proprio per questo come simbolo del panorama industriale della Ravenna immortalata da quel film. Ora, abbattimento dopo abbattimento, sono rimaste le ultime vestigia di quel mondo, un’archeologia industriale che il PUG redatto dal Comune avrebbe voluto «conservare, tutelare e valorizzare». E la possibilità in effetti si sarebbe automaticamente realizzata con l’acquisto del terreno da parte dell’Autorità Portuale che avrebbe comportato l’iscrizione delle Torri Hamon tra i beni direttamente di proprietà statale, parti del Demanio Pubblico. È questo che la concorde volontà dell’Amministrazione Comunale, dell’Amministrazione Portuale, con la complicità di ENI, vuole impedire.

Si tratta di un furto di democrazia. Si è impedito alla cittadinanza di essere correttamente e tempestivamente informata al fine di poter assumere decisioni politiche in merito alle modalità più opportune per la «conservazione, tutela e valorizzazione» delle Torri Hamon prescritta dal Piano Urbanistico Generale adottato dal Comune di Ravenna. E lo si è fatto nella maniera più vergognosa: impedendo che diventassero parte del demanio dello Stato, distruggendole prima.

Ravenna in Comune, alla luce di quanto avvenuto e sta avvenendo ancora oggi, si unisce alla richiesta di dimissioni rivolta da più parti al Sindaco e alla Giunta Comunale ed invita il Presidente dell’Autorità Portuale a fare altrettanto, ovvero, in caso di sua inazione, estende l’invito al ministero dei Trasporti affinché provveda all’urgente ed immediato commissariamento dell’Ente Porto. È rimasta in piedi ancora una Torre Hamon, una sola. È urgente rimuovere gli attuali vertici del Comune e dell’Autorità Portuale per consentire che almeno una sia salvata. Proprio per come si è determinato l’abbattimento, il salvataggio della Torre Hamon superstite rappresenta un’autentica emergenza democratica.

[Torri Hamon a Marghera e Ravenna: a sx la Venezia Heritage Tower di Marghera, dimostrazione che se si vuole la conservazione e la valorizzazione è possibile; a dx la demolizione della Torre Hamon ex SAROM, dimostrazione che se non si vuole è inutile parlare di conservazione e valorizzazione]

#RavennainComune #Ravenna #TorriHamon #ENI

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Torri Hamon, de Pascale: Solidarietà a tutti i cittadini dispiaciuti per la perdita di un pezzo dello skyline di Ravenna

Fonte: Ravenna Web Tv del 10 aprile 2024

 

Italia Nostra: Torri Hamon in buone condizioni e terreni parzialmente inquinati

Fonte: Ravenna Web Tv del 12 aprile 2024

 

Torri Hamon. L’Ordine degli Architetti chiede il rispetto della volontà dei cittadini

Fonte: Ravenna Web Tv dell’11 aprile 2024 

 

 

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