PASSI INDIETRO SUI DIRITTI: UNA VERGOGNA

Come Ravenna in Comune abbiamo sostenuto la legge regionale contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. L’abbiamo considerata imperfetta, migliorabile, ma comunque un passo in avanti. Tutt’altro che scontata, viste le divisioni dentro alla stessa maggioranza di centrosinistra nella scorsa legislatura regionale. È stata infatti approvata sul filo di lana dopo una maratona notturna.

Come Ravenna in Comune abbiamo anche sostenuto l’approvazione del disegno di legge nazionale “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità: il cosiddetto disegno di legge Zan. Aveva dei limiti? Probabilmente. Ma sicuramente avrebbe fatto fare un enorme passo in avanti al nostro Paese.

«Di passo in avanti in passo in avanti potremmo perfino diventare un Paese civile, prima o poi», scrivevamo nel maggio scorso, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. Oggi sappiamo che non sarà così. Nessun passo in avanti sui diritti.

E non ne stiamo vedendo nemmeno sulla tutela dell’ambiente, del lavoro, del diritto a non essere su un tetto a 70 anni, del diritto a vedere rispettato il voto referendario sull’acqua pubblica, eccetera eccetera. Chi si chiede perché sempre meno elettori vanno a votare può fare a meno di porsi la domanda: la politica rappresenta sempre meno il Paese reale.

No, il nostro non è un Paese civile. Né sta per diventarlo. E Ravenna non fa eccezione. Nell’anno del lockdown siamo risultati all’ottavo posto in Italia per denunce di violenze a carattere sessuale (in percentuale rispetto agli abitanti). Al sesto per sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile. Non si trovano nelle classifiche pubblicate da Il Sole 24 Ore riferimenti alle forme di violenza per il cui contrasto era pensato il disegno di legge Zan. Si perdono tra le minacce (36simo posto), le percosse (27esimo) e le lesioni dolose (15esimo). I casi specifici li riportano solo le cronache. E anche questo la dice lunga sulla distanza che ci separa dalla civiltà.

Ravenna in Comune condivide pienamente il giudizio sintetico espresso da Arcigay Ravenna sulla brutta commedia messa in scena in Senato: una vergogna!

#RavennainComune #Ravenna #Zan #omotransfobia

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Il DDL Zan non passa al Senato. Arcigay: “Una vergogna”

Fonte: Ravenna Web Tv del 28 ottobre 2021

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