CARO SINDACO, LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI NON SERVONO

Ravenna in Comune, per ora unica a farlo in Consiglio Comunale, ha mantenuto per cinque anni una costante e coerente opposizione ai tanti, troppi, interventi di cementificazione approvati PD e soci. Cosa significhi per un territorio come Ravenna essere in testa alle classifiche Ispra per l’impermeabilizzazione dei campi agricoli ce lo ricorda in un intervista Luca Mercalli.  Luca Mercalli è uno dei più noti climatologi e divulgatori scientifici italiani nonché presidente della Società Metereologica Italiana (SMI). L’intervista è riportata dal Corriere Romagna del 18 agosto (Mercalli: «Cemento ed estrazioni, Ravenna rischia di finire sott’acqua» di Alessandro Montanari). 

Cosa dice Mercalli? Ricorda alla “nostra distratta” Amministrazione Comunale che «se la cementificazione causa un aumento della temperatura climatica oppure un’alluvione, il prezzo che pagano i figli dei lavoratori, o anche gli stessi lavoratori, è superiore a quello economico. A Ravenna, ad esempio, a furia di supportare l’industria del petrolio siete una delle città che rischia di più con l’innalzamento del livello del mare. Non ne sarà valsa la pena».

Come Ravenna in Comune siamo completamente d’accordo. Il 18 luglio scorso, ad esempio, scrivevamo (“Per contrastare i cambiamenti climatici bisogna smetterla col gas”):

«Sono 33 le aree costiere italiane che il Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale dell’IPCC ha individuato per la prospettiva di essere sommerse dall’innalzamento dei mari. È anche questo un segnale che si riconduce al cambiamento climatico, ovvero a un aumento delle temperature delle acque superficiali del Mediterraneo (ma non solo, ovviamente) e del nostro Adriatico, con un innalzamento progressivo del livello medio del mare (in massima parte per dilatazione termica), detto “eustatismo”. Il livello sull’alto Adriatico tra il 1994 e il 2016 è cresciuto di 5,6 mm/anno. Tra le aree destinate a finire sott’acqua c’è Venezia, naturalmente, ma anche Ravenna. E, ovviamente, la subsidenza non aiuta. Nel nuovo secolo Lido di Dante sta sprofondando di 2 cm. l’anno.

Sia l’innalzamento delle temperature che l’abbassamento del terreno si devono ad una causa principale: estrarre e bruciare idrocarburi per produrre energia. Il gas, in particolare, è divenuto il più importante fattore mondiale di emissione di CO2».

Quale la posizione di Mercalli sulla distruzione di 100 ettari di campi per realizzare piattaforme logistiche nei pressi di Porto Fuori? «È una visione sbagliata che mette al primo posto l’industria rispetto all’agricoltura. Sbagliata perché il mondo è instabile e, se è vero che oggi il commercio sopperisce alle necessità umane, non è detto che sia sempre così. Queste piattaforme logistiche sono pensate spesso su dati che potrebbero essere smentiti, chi ha questa visione di pirateria del suolo non si rende conto che un domani quei terreni potrebbero voler dire “cibo”. Il problema è che nella pianura Padana ci stiamo mangiando soprattutto i suoli più buoni, di quelli che sarebbero da tenere come tesoretto per il futuro. Quanto sia buono il suolo della pianura Padana lo vediamo nelle nostre tavole: la grande gastronomia è figlia di quell’agricoltura».

Ravenna in Comune condivide in pieno. Così scrivevamo parlando del Rapporto Ispra sul consumo di suolo (“De Pascale primo in regione per ettari cementificati”, 23 luglio 2020):

«La cementificazione ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari, con una perdita di oltre un quarto della terra coltivata (-28%), costringendo il Paese all’importazione del 25% delle proprie necessità alimentari. […] E Ravenna? Il rapporto ci nomina per tre volte a pagina 61 e 70. La prima citazione è per fornire il dato del consumo di suolo raggiunto nel 2019 a livello provinciale: 18.577 ettari corrispondente ad una percentuale pari al 10% di suolo consumato in rapporto alla superficie provinciale. Le altre indicazioni riguardano invece il territorio comunale. In Italia, tra i comuni, in termini di valori assoluti di superficie consumata, Ravenna viene subito dopo Roma, Milano, Torino, Napoli e Venezia. Con 6.911 ha è poi il comune che consuma più suolo di tutta la Regione! […] E presto ci saranno le grandi piastre logistiche ad impermeabilizzare i terreni agricoli di Porto Fuori come ciliegina sulla torta».

Per qualcuno, però, quella di de Pascale è una vera svolta “green”. Si chiudono occhi naso e bocca di fronte agli scempi della consigliatura che va a terminare, a cui peraltro hanno largamente contribuito. Non ci risulta che Sinistra per Ravenna o MDP (che in vista delle prossime elezioni si sono rinominate Ravenna Coraggiosa) abbiano fatto opposizione ad una qualunque delle cementificazioni decise dalla Giunta di cui fanno parte, infatti. E Sinistra Italiana è stata ben contenta di rinunciare all’opposizione per un posto a tavola. Però, per il futuro, si lavano tutti la coscienza nascondendosi dietro immaginifici progetti di nuove piantumazioni “compensative”. Cosa pensa Mercalli delle compensazioni ambientali?

«Non servono. Se perdiamo un ettaro di suolo non serve piantare alberi da un’altra parte. Anche i progetti di riforestazione non compensano questi progetti, non è il modo corretto di ragionare. Il suolo una volta perso non si può recuperare. Sarebbe come se io le proponessi di tagliarle una gamba e metterle una bella protesi. Suppongo che si terrebbe la sua gamba…».

Per parte nostra, come Ravenna in Comune restiamo coerenti ai nostri valori (“Cos’è la coerenza in politica?”, 3 giugno 2021):

«Cos’è la coerenza in politica? Per noi consiste, ad esempio nell’aver presentato un programma elettorale in cui mettevamo nero su bianco come fosse necessario fermare la speculazione edilizia in una città con migliaia di case sfitte e puntare sulla riqualificazione urbana. A questo ci siamo puntualmente attenuti in tutta la nostra attività svolta nei consigli territoriali, nelle commissioni consiliari ed in consiglio comunale. E in tanti interventi sulla stampa, presso l’opinione pubblica, nelle manifestazioni.

Quando ci presentammo alle elezioni nel 2016 qualcuno credeva (e lo scrisse pure) che ci saremmo trasformati in uno di quei tanti (troppi) partitini di protesta che a un certo punto voltano gabbana e scambiano un voto con una poltrona. È successo tante volte anche tra forze politiche che raccontano in giro di credere nei valori di una sinistra ambientalista. Non è successo a Ravenna in Comune e non succederà. La lista è nata credendo a questi valori e incarnandoli in una opposizione all’amministrazione a traino PD (e PRI). E continuerà a farlo. Chi, ad ogni turno elettorale, cambia opinione e spiega, ogni volta, che i tempi sono cambiati dalla volta precedente, deve fare salti mortali sempre più in alto per convincere l’elettorato. Ravenna in Comune può permettersi di sostenere lo sguardo di chi ha scelto il nostro simbolo sulla scheda. Crediamo che la coerenza in politica, in poche parole e molti fatti, si possa definire così». Sapere di essere stati soli in Consiglio Comunale ma con tanti che condividono i nostri valori a Ravenna e in Italia, come ad esempio Luca Mercalli, ci fa ben sperare per la continuazione del nostro progetto.

[nella foto: uno dei tanti esempi di impermeabilizzazione di suolo per realizzare piastre commerciali. Il parco Teodorico a Ravenna]

#RavennainComune #Ravenna #amministrative2021 #consumodisuolo #cementificazione #ambiente 

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Mercalli: “Estrazioni e cemento, Ravenna rischia di finire sott’acqua”

Il consumo di suolo è un danno permanente e irreversibile. Un danno che peraltro possiamo vedere con i nostri occhi, a differenza di altri disastri ambientali ma proprio per questo possiamo fare qualcosa in più per fermarlo. Limitarlo dipende dalle nostre comunità, non da Biden o Putin».
Luca Mercalli, uno dei più noti climatologi e divulgatori scientifici italiani, non usa mezzi termini per spiegare quanto il consumo di suolo sia disastroso per l’ambiente. Ravenna in questa classifica è ai vertici delle graduatorie nazionali e all’orizzonte ci sono altri progetti che non permetteranno un’inversione di tendenza nei prossimi anni. Si pensi ad esempio alle piattaforme logistiche che porteranno via ulteriori terreni agricoli, ai piani urbanistici approvati recentemente o ai tanti centri commerciali già sorti o progettati.
Se si pensa che il terreno agricolo non sia pregiato, Mercalli smentisce in fretta questa visione: «La qualità del suolo è divisa in otto classi – spiega -. Quella più pregiata è costituita proprio dai terreni agricoli mentre quelli meno buoni sono aridi e improduttivi, le pietraie».
Dottor Mercalli, nelle relazioni che si accompagnano a questi progetti si parla spesso di scarso valore ambientale di questi terreni agricoli. Come mai?
«È una visione sbagliata che mette al primo posto l’industria rispetto all’agricoltura. Sbagliata perché il mondo è instabile e, se è vero che oggi il commercio sopperisce alle necessità umane, non è detto che sia sempre così. Queste piattaforme logistiche sono pensate spesso su dati che potrebbero essere smentiti, chi ha questa visione di pirateria del suolo non si rende conto che un domani quei terreni potrebbero voler dire “cibo”. Il problema è che nella pianura Padana ci stiamo mangiando soprattutto i suoli più buoni».
Quindi il suolo ravennate è un suolo pregiato?
«Sì, di quelli che sarebbero da tenere come tesoretto per il futuro. Quanto sia buono il suolo della pianura Padana lo vediamo nelle nostre tavole: la grande gastronomia è figlia di quell’agricoltura. Ma non è solo questa la funzione del suolo».
Quali altre funzioni ha?
«Innanzitutto protegge la biodiversità: anche in campi non coltivati troviamo funghi, sottobosco, erbe.Inoltre nei giorni di grande calura, come quelli di questi giorni, in un luogo cementificato ci sono due otre gradi in più rispetto alle zone libere. Non è tutto: a livello ambientale il suolo permette di stoccare carbone, ovvero di catturare la Co2. Non dimentichiamoci la funzione di depurazione dell’acqua e
l’importanza di avere un suolo libero che evita le alluvioni; ovviamente se c’è cemento la pioggia non può essere assorbita. Sono tutti servizi irriproducibili: per questo il suolo deve essere protetto e non va sacrificato in nome di un’economia temporanea ed effimera».
Perché allora i progetti che consumano suolo, pur passando da attente valutazioni ambientali,ottengono così facilmente il via libera?
«Perché in Italia manca una legge efficiente per la protezione del suolo. E senza questa, una scappatoia tra cavilli e burocrazia si trova sempre. Ciò avviene nonostante un istituto ministeriale, l’Ispra, certifichi ogni anno la cementificazione che avanza: perdiamo due metri quadri di suolo al secondo».
E le compensazione ambientali?
«Non servono. Se perdiamo un ettaro di suolo non serve piantare alberi da un’altra parte. Anche i progetti di riforestazione non compensano questi progetti, non è il modo corretto di ragionare. Il suolo una volta perso non si può recuperare. Sarebbe come se io le proponessi di tagliarle una gamba emetterle una bella protesi. Suppongo che si terrebbe la sua gamba…»
All’ambiente si contrappone spesso la necessità dei posti di lavoro…
«Un altro modo sbagliato di ragionare perché se la cementificazione causa un aumento della temperatura climatica oppure un’alluvione, il prezzo che pagano i figli dei lavoratori, o anche gli stessi lavoratori, è superiore a quello economico. A Ravenna, ad esempio, a furia di supportare l’industria del petrolio siete una delle città che rischia di più con l’innalzamento del livello del mare. Non ne sarà valsa la pena».

Alessandro Montanari

Fonte: Corriere Romagna del 18 agosto 2021

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