Permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “La Stefanina”

Di: Raffaella Sutter

Oggi sono scaduti I termini per la presentazione delle osservazioni al Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale in merito all’Istanza di conferimento del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “La Stefanina” presentato dalla società Aleanna Resources.

Ravenna in Comune ha presentato le proprie osservazioni al Ministero ritenendo doveroso ed opportuno attivarsi per la difesa dell’ambiente ravennate, minacciato da interessi private come quelli della multinazionale Aleanna. Forte è la preoccupazione per l’impatto che la ricerca di idrocarburi potrà avere sulle aree agricole e su quelle di elevato pregio naturalistico.

Le osservazioni di Ravenna in Comune.

L’associazione RAVENNA IN COMUNE intende contribuire con le proprie osservazioni al procedimento di VIA “Istanza di conferimento del Permesso di ricerca LA STEFANINA”.
Sentiti cittadini , associazioni ambientaliste, esperti, e visti i pareri espressi dagli Enti Locali interessati al procedimento, RAVENNA IN COMUNE esprime la propria preoccupazione e contrarietà e ritiene la ricerca incompatibile con la tutela di un ambiente ad elevato pregio naturalistico e con qualsiasi prospettiva di sviluppo economico e sociale sostenibile basato sulla valorizzazione agricola e naturalistica dell’area.
L’associazione RAVENNA IN COMUNE, nel caso il procedimento si concluda con un’autorizzazione alla ricerca, vigilerà attentamente sul rispetto delle prescrizioni che saranno disposte, a tutela del territorio e dei cittadini, dagli Enti preposti e sarà vicina ai cittadini che già si mobilitano e chiedono un’alta soglia di attenzione per la tutela e lo sviluppo sostenibile del proprio territorio.

OSSERVAZIONI VALUTAZIONE DI INCIDENZA ZONA LA STEFANINA

Data l’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi in un’area a elevato pregio naturalistico, nonché dagli equilibri ecologici precari e con attivi fenomeni di subsidenza, e date le procedure di invasività di cui la suddetta ricerca operativamente necessita, sottolineiamo:

  • l’inopportunità ed inadeguatezza dell’operazione di ricerca all’interno o nelle immediate adiacenze di aree soggette a vincoli paesaggistici, alla tutela della Rete Natura 2000 (ZPS Valle del Mezzano, SIC/ZPS Valli di Comacchio, SIC/ZPS Biotopi di Alfonsine e Fiume Reno) e alla tutela delle aree protette (aree contigue del Parco del delta del PO, Riserva regionale di Alfonsine). Complessivamente (aree del permesso di ricerca e aree di rilievo geofisico 3D) l’istanza incide su:
    • ZPS Valle del Mezzano: sito parzialmente incluso nel Parco del Delta del PO. Frequentato da una cinquantina di specie (avifauna) di interesse comunitario. Il sito ospita la più importante popolazione italiana di Falco vespertinus ed è di rilevante importanza per uccelli migratori e svernanti; in particolare ospita una parte rilevante delle popolazioni svernanti in Italia di Airone bianco maggiore, Oca Lombardella, Oca selvatica, Pavoncella, Gufo di palude
    • SIC/ZPS Valli di Comacchio: sito interamente incluso nel Parco del Delta del PO. Sono almeno 37 le specie (avifauna) di interesse comunitario regolarmente presenti nel sito. Oltre agli uccelli di interesse comunitario sono presenti regolarmente numerose altre specie migratrici, 69 delle quali con popolazioni di interesse regionale e nazionale
    • SIC/ZPS Biotopi di Alfonsine e Fiume Reno: include la Riserva regionale di Alfonsine. Il sito è ricco di specie vegetative relitte della bassa pianura e di fauna e avifauna di interesse comunitario. In particolare, per quanto riguarda l’habitat 1310 “Vegetazione annua pioniera a Salicornia e altre specie delle zone fangose e sabbiose”, localizzato in un’area di ripristino ambientale, è prevista l’attività di rilievo in prossimità delle strade di confine. Una condizione decisamente inopportuna.
  • che non vengono riportate valutazioni sufficientemente approfondite in merito al livello di rumorosità prodotto, in particolare rispetto all’ impatto globale della simultaneità o alternanza ravvicinata dell’operatività delle camionette sulla fauna del luogo, la cui etologia e abitudini, possono subirne disturbo, come di fatto riportato: “non si può certamente escludere che l’attività ed i mezzi utilizzati per il rilievo 3D non provochino
    disturbo alle specie ed alle comunità animali, con particolare riguardo all’avifauna”. Di fatto, nonostante i lavori non siano previsti durante i periodi di nidificazione, il disturbo può ingenerare un diminuito utilizzo delle aree interessate da parte degli uccelli (Hockin et al., 1992).
    Sarebbe, inoltre, opportuno individuare le dirette conseguenze sull’entomofauna utile all’agricoltura, oltre che i possibili danni alla fertilità del terreno per le zone compattate.
  • che la presenza dei 5.356 punti di vibrata (aggravata dal fatto che opereranno 4 vibratori a 5-10 cm l’uno dall’altro per ogni punto di vibrata), comporta un’operatività netta di 26.780 minuti ovvero più di 446 ore, durante le quali si alzeranno polveri (senza considerare lo spostamento delle camionette) che potrebbero avere effetti compromettenti sulla resa delle colture interessate oltre che sulla fisiologia delle specie vegetali limitrofe, dato che il depositarsi delle polveri sui tessuti fogliari ne occluderebbe le aperture stomatiche,riducendo così l’assorbimento della radiazione solare con conseguente abbassamento dell’efficienza fotosintetica. Da non dimenticare, inoltre, l’inquinamento provocato dall’emissione dei mezzi per le 446 ore di operatività, più il tempo dedicato agli spostamenti. Sarebbe dunque auspicabile un quadro complessivo e dettagliato dell’impatto globale dell’energizzazione.
  • come non esista una visione globale per questa istanza di ricerca, ed una valutazione del possibile effetto che la futura estrazione del fluido dal sottosuolo, qualora avverrà, potrà comportare sia per l’impatto complessivo su un territorio a vocazione agricola o naturalistica (pozzi estrattivi, passaggio frequente di mezzi, costruzione di condotte, produzione di rifiuti pericolosi come acque di strato) che per il fenomeno della subsidenza. Situazione già molto critica per il territorio soggetto ad istanza, in particolare per le attività agricole che potrebbero enormemente essere penalizzate a seguito di un innalzamento del cuneo salino.

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