LA RIVOLUZIONE INIZIA RICORDANDO CUBA

È facile dimenticarsi di Cuba. Perché la vita diventa molto più difficile da vivere se ci si ricorda che una piccola isola caraibica da quasi 70 anni dimostra all’impero del capitale che esiste una alternativa al modello liberista imposto dalla globalizzazione. Il bloqueo che colpisce Cuba e, soprattutto, le Cubane e i Cubani da altrettanto tempo si è progressivamente stretto sino a diventare uno strangolamento che non lascia alcuna possibilità di respirare all’economia dell’isola. Ma l’obiettivo USA si allarga a chiunque, dentro o fuori l’isola, rifiuti di dimenticare l’internazionalismo Cubano, le brigate mediche cubane, le università cubane aperte allo studio, le brigate di salvataggio inviate nei Paesi colpiti da disastri, ecc. ecc. Le sanzioni vogliono colpire tutte e tutti coloro che non dimenticano Cuba perché l’operazione “terra bruciata” funzioni.

E poi, per ricordare cos’è Cuba, bisogna contemporaneamente dimenticarsi della campagna mediatica contro Cuba. Ogni giorno una notizia prontamente diffusa globalmente dagli organi di ripetizione delle veline statunitense rivela che:

  • l’isola sta per essere invasa
  • la CIA ha appena creato una task force “segreta” per rovesciare il Governo cubano
  • Raul Castro, che ha da poco compiuto 95 anni, verrà rapito e processato come Maduro
  • i principi cardine della rivoluzione cubana sono demoliti dallo stesso Governo
  • personalità di tutto il mondo, ma specialmente USA, come il sindaco di New York o la sindaca di Los Angeles, sono state messe sotto controllo dal Dipartimento di Stato perché al servizio di Cuba,
  • tutto il mondo sta abbandonando Cuba
  • e altre “informazioni” di questo genere.

E allora, per capire cosa rappresenta Cuba per gli USA, bisogna arrivare in fondo ad un lungo rapporto del Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio rilasciato lo scorso 20 luglio e intitolato “Cuba: la capitale del Comunismo del 21° secolo”:

“Credere che, se abbiamo reso Cuba povera, allora sia diventata anche innocua, significa fraintendere completamente la minaccia che rappresenta. La sua debolezza materiale non consente di misurare la portata della sua pericolosità. Il suo potere è sempre stato ideologico, sovversivo e parassitario – e si è dimostrato straordinariamente duraturo, sopravvivendo all’impero sovietico che pure aveva contribuito a costruirlo, e riuscendo nell’impresa di innestarsi in ogni nuovo nemico degli Stati Uniti che da allora è spuntato fuori. Oggi funge da tessuto connettivo di una più ampia coalizione antiamericana, un terreno di convergenza dove le ambizioni di Mosca, Pechino e Teheran si uniscono ai movimenti radicali che operano all’interno dei nostri stessi confini”.

Gli Stati Uniti, ossia la ristretta oligarchia capitalistica che governando gli USA pretende di governare il mondo, hanno paura di Cuba. Una paura folle. E noi, di questo, non ce ne dobbiamo dimenticare.

È facile dimenticarsi di Cuba. Ma non possiamo permetterci di dimenticarci di Cuba. Per Cuba. Ma anche per noi. Perché ricordare Cuba significa schierarsi contro chiunque si vuole ergere a nostro padrone. Dovunque nel mondo. Ricordare Cuba vuol dire poter ancora pensare che scrollarsi di dosso le catene è possibile. Ricordare Cuba è già un atto rivoluzionario.

#RavennainComune #Ravenna #Cuba

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Fonte: Inside Over del 21 luglio 2026

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