
È andato deserto il bando di gestione dell’ostello. Dice Cameliani, l’assessore competente, che “Dopo la pausa estiva saranno riconvocati i proprietari dello stabile che sono, oltre al Comune, la Provincia e il consorzio Il Solco, e se tutti saranno d’accordo torneremo a ottobre in consiglio comunale con la delibera per indire una nuova gara. L’obiettivo è di riaprire il bando a novembre e chiudere entro l’anno”. E aggiunge: “Ora stiamo facendo una serie di valutazioni tecniche, sempre nella tutela dell’interesse pubblico e nel rispetto delle norme, per capire come rendere l’asta più appetibile, magari aumentando la durata della concessione e diminuendo il canone annuo”.
Quando verrà dato via praticamente gratis per almeno mezzo secolo allora si faranno avanti quegli illuminati speculatori, pardon imprenditori, che come tanti avvoltoi non si muovono finché rimane qualche rischio da correre. Cinque anni fa il Collettivo Autonomo Ravennate si era candidato a gestirlo direttamente per un uso pubblico. Aveva proposto di farne «uno spazio comunitario. Alcuni esempi: Dormitorio sociale, Accoglimento studenti fuori sede, Accoglienza donne con prole in difficoltà e/o famiglie in momentaneo stato di bisogno, Mensa a prezzo politico, Concerti, presentazioni di libri, assemblee pubbliche». Come Ravenna in Comune avevamo chiesto di prestare attenzione alla richiesta di farne un bene comune.
Le Istituzioni hanno fatto finta di non sentire. Così siamo arrivati al bel risultato di 10 anni di chiusura. Dimenticato. Senza nessuno che nel frattempo ne abbia curato la manutenzione. Gli unici interventi eseguiti dai proprietari sono stati lo smontaggio di parti delle scale metalliche per impedire occupazioni abusive. Ma per Cameliani tutto ciò «è positivo. Le aziende che hanno voluto vedere l’ostello sono tutte del settore e importanti. Significa che c’è attenzione nei confronti di Ravenna e anche nei confronti di questo tipo di struttura e di turismo».
Intanto il bene comune è destinato a deteriorarsi ulteriormente. Un bene della cittadinanza, visto che l’80% è in mano agli Enti Pubblici (40% al Comune e 40% alla Provincia). Se il Consiglio Comunale non si è trasformato in un inutile soprammobile, come Ravenna in Comune ci aspettiamo che qualche consigliere/a trovi il coraggio di far presente all’assessore che in questa triste storia di positivo non c’è proprio niente!
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Ostello Dante, asta andata deserta. Ma il Comune resta ottimista: “Registrato un grande interesse”
Nove aziende hanno effettuato il sopralluogo. L’assessore Cameliani: “C’è attenzione, ora vediamo se rendere l’asta più appetibile, aumentando la durata della concessione e diminuendo il canone annuo”.
